Quali sono le posizioni degli imprenditori coinvolti in un trasferimento d’azienda? Cosa succede al personale dell’albergo o del ristorante quando subentra un nuovo…

Quali sono le posizioni degli imprenditori coinvolti in un trasferimento d’azienda? Cosa succede al personale dell’albergo o del ristorante quando subentra un nuovo datore di lavoro?

La legge afferma che, nel caso di trasferimento di un’attività economica, i rapporti di lavoro continuano con l’acquirente ed il lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivano (art. 2112, prima comma, c.c.). Vediamo cosa significa in termini di diritti e doveri per gli imprenditori coinvolti nell’operazione.

Diritti di cedente ed acquirente nel trasferimento d’azienda

“Il trasferimento d’azienda non costituisce di per  giustificato motivo di licenziamento, ma il cedente conserva il potere di recesso attribuitogli dalla normativa generale.” (art. 2112 c.c.)

Pertanto, è legittimo licenziare il dipendente ove il cedente dimostri che il soggetto acquirente abbia subordinato il trasferimento alla condizione che i lavoratori, in tutto o in parte, non passino alle proprie dipendenze (Cass. 91/9462; Cass. 86/3044).

Dunque, al fine di consentire al soggetto acquirente un risparmio sul costo del lavoro, non vi sono strade differenti da quella di subordinare il trasferimento dell’hotel o del locale ad una riduzione del personale da cedere. A fronte di una tale richiesta, il soggetto cedente che vuole operare il trasferimento sarà inevitabilmente tenuto al licenziamento (del tutto legittimo) del personale in esubero.

I doveri degli imprenditori nei confronti del personale

Come dicevamo, il mutamento nella titolarità dell’hotel o del ristorante non interferisce con i rapporti di lavoro in essere, che proseguono con il soggetto subentrante, il quale ha l’obbligo di continuare ad applicare nei confronti dei dipendenti i trattamenti economici e normativi previsti dai contratti collettivi vigenti al momento del trasferimento, fino alla loro naturale scadenza (salva l’ipotesi che siano sostituiti da altri contratti collettivi applicabili all’impresa del cessionario).

Venditore ed acquirente sono entrambi obbligati solidalmente per tutti i crediti che il lavoratore, che ha continuato a prestare la propria attività in hotel anche successivamente alla cessione, aveva al tempo del trasferimento (art. 2112, secondo comma, c.c.).

Questo significa che, se un lavoratore aveva crediti nei confronti del suo precedente datore di lavoro, magari per stipendi non pagati, sarà il datore di lavoro subentrante a dover provvedere al pagamento (potrà poi pretendere da parte del precedente datore di lavoro il rimborso di quanto corrisposto).

La prosecuzione dei rapporti in corso comporta anche l’obbligo per l’acquirente di corrispondere al lavoratore, alla cessazione del rapporto, l’intero trattamento di fine rapporto, senza distinzione fra le quote relative al periodo anteriore al trasferimento e quelle successive, poiché il diritto al TFR matura solo alla fine del rapporto.

Quali operazioni sono soggette alla disciplina dell’art. 2112?

La disciplina del trasferimento d’azienda di cui all’art. 2112 c.c. si applica a qualsiasi operazione che comporti il mutamento nella titolarità di un’attività economica organizzata, o di un ramo di essa, a prescindere dalla tipologia negoziale sulla base del quale il trasferimento è attuato (vendita, comodato, affitto, ecc.).