Teorizzata dal cognitivista inglese Tony Buzan a partire da alcune riflessioni sulle tecniche per prendere appunti, la mappa mentale è un…

Teorizzata dal cognitivista inglese Tony Buzan a partire da alcune riflessioni sulle tecniche per prendere appunti, la mappa mentale è un modo efficace per rappresentare graficamente idee e concetti. 

Cosa sono le Mappe Mentali?

La mappa mentale è uno strumento che aiuta a sviluppare nuove idee secondo un metodo associazionista: la sua costruzione, infatti, procede grazie alla libera associazione mentale.

Le mappe mentali possono costituire il punto di partenza di un processo creativo che porta alla realizzazione di materiali diversi per natura e per formato di rappresentazione. La loro caratteristica distintiva è la struttura radiale: l’elemento centrale rappresenta l’argomento (o il punto focale) della mappa e funge da riferimento per lo sviluppo di tutto lo schema. Da qui si agganciano infatti progressivamente nuovi elementi, aggiungendo concetti oppure “diramando” quelli già presenti (un concetto si può articolare in ulteriori sottorami).

La mappa mentale segue una logica gerarchico-associativa. Ciò significa che possono essere create solo due le tipologie di connessioni:

  1. gerarchiche (i rami): collegano ciascun elemento con quello che lo precede;
  2. associative (le associazioni): collegano elementi gerarchicamente disposti in punti diversi della mappa.

Le caratteristiche sopra indicate fanno delle mappe mentali uno strumento ad altissimo potenziale, utilizzabile in diversi ambiti, dalla sfera personale a quella lavorativa.

Perché utilizzare le mappe mentali?

Le mappe mentali sono orientate a:

  • sviluppo della creatività: la loro struttura fa leva sulle risorse mentali inconsce e sulle sinestesie create da immagini e colori, lasciando aperta più di una chiave interpretativa.
  • facilità di memorizzazione: le mappe mentali aiutano ad implementare la memoria visiva, quindi disegnare un grafico di questo tipo ci supporta nella memorizzazione di concetti e informazioni in sede di richiamo.
  • annotazione in chiave personale: esse fanno leva sui processi attraverso i quali il singolo ristruttura spontaneamente le informazioni riguardanti un argomento.

Per queste ragioni le mappe mentali sono particolarmente efficaci come strumenti di organizzazione e di apprendimento, o come supporto all’elaborazione del pensiero e alla costituzione di gruppi di lavoro.

I 3 elementi essenziali

A fare la differenza è il loro orientamento all’evocatività: tutte le mappe mentali devono essere ricche di elementi che, oltre a rendere gradevole la rappresentazione, stimolino l’emisfero cerebrale destro, le cui funzioni supportano facoltà come la creatività e la memoria.

Quali sono quindi le caratteristiche che ogni mappa mentale dovrebbe avere?

  • Colori vivaci: le tonalità accese attirano l’attenzione sullo schema, con rami indipendenti ma allo stesso tempo figli di un disegno unico;
  • Immagini: simpatiche, accattivanti o provocatorie che siano, le icone attivano la mente, richiamando idee e suggestioni e semplificando la comprensione;
  • Parole chiave: la sinteticità che caratterizza le mappe mentali aiuta ad esprimere concetti a colpo d’occhio e a velocizzare l’elaborazione dei dati.

Prossimamente

Hai trovato interessante questo articolo? Allora non perderti le prossime puntate sulle mappe mentali, dove parleremo di:

  • Mappe mentali: istruzioni per l’uso
  • Applicazioni utili a realizzare una mappa mentale
  • L’utilizzo delle mappe mentali in ambito professionale

Vuoi proporci altri argomenti che ritieni interessante approfondire? Scatena la tua creatività!

Nel frattempo, buon lavoro.