A volte per migliorare il clima di lavoro in albergo e quindi le performance del proprio team può bastare davvero…

A volte per migliorare il clima di lavoro in albergo e quindi le performance del proprio team può bastare davvero poco o, comunque, molto meno di quanto si immagini.

Stimoli motivazionali, capacità di coinvolgimento della squadra di lavoro da parte del management, attitudine all’ascolto delle istanze e dei suggerimenti che arrivano dal personale, sono tutti fattori che contribuiscono sensibilmente ad innalzare il livello di produttività, ma c’è un ulteriore elemento, a cui raramente si pensa, in grado di influire pesantemente sul grado di concentrazione delle persone. Si tratta dell’aria, intesa nel senso più stretto del termine, quella che si respira quotidianamente negli ambienti di lavoro.

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Harvard ha recentemente realizzato una serie di test che hanno chiaramente evidenziato quanto l’eccesso di anidride carbonica nell’aria possa rivelarsi dannoso non soltanto per l’organismo, ma anche per la concentrazione.
Supportati da un team di volontari, gli scienziati hanno testato le performance lavorative dei partecipanti nel corso di una giornata di 8 ore, riproducendo tre diverse situazioni ambientali. Nel primo caso, con una concentrazione di anidride carbonica pari a 550 ppm, hanno creato un contesto simile a quello che si ha quando si vive all’aria aperta. Il livello di CO2 è stato successivamente elevato a 945 ppm, replicando così una situazione prossima a gran parte degli uffici, per poi arrivare fino a 1400 ppm, soglia border line comunque presente in taluni ambienti di lavoro.

Ne è risultato che gli impiegati esposti ai livelli più elevati di CO2 hanno riportato una resa peggiore dal 12 al 50 per cento rispetto a chi era stato esposto a minori concentrazioni. Ovviamente le performance migliori sono state quelle rese dalle persone che hanno respirato anidride carbonica nelle dosi più ridotte e prossime a quelle dell’aria aperta.

A breve, una ulteriore fase dello studio cercherà di rilevare se anche livelli di CO2 troppo bassi possano ostacolare la salute e le performance lavorative, ma è intanto utile soffermarsi sull’esito di questa prima fase, servita a stabilire che l’anidride carbonica andrebbe trattata a tutti gli effetti come agente inquinante diretto. Fortunatamente, il problema è facilmente risolvibile.

Come migliorare il clima di lavoro in albergo

Per favorire la concentrazione dello staff e migliorare il clima di lavoro in albergo è bene innanzitutto cambiare spesso aria aprendo le finestre, tenendo allo stesso tempo conto del tasso di inquinamento dell’ambiente circostante e correggendo eventualmente l’aria interna con un adeguato sistema di ventilazione.

Gli esperti consigliano anche di dotare le stanze di piante per interno capaci di purificare l’aria. La presenza di vegetali negli uffici e negli spazi di lavoro avrebbe peraltro altri positivi risvolti. Studi nel campo della psicologia e delle neuroscienze segnalano infatti che, oltre a depurare l’aria e a favorire la concentrazione, avere vicino le piante:

  • contribuisce a prevenire o a contrastare lo stress;
  • rilassa la mente;
  • migliora l’autostima, quando ce ne si prende direttamente cura;
  • riduce il rischio di contrarre malattie respiratorie grazie al mantenimento di un corretto grado di umidità.

Corre a questo punto l’obbligo di segnalare i tipi di vegetali più adatti a migliorare il clima di lavoro in albergo. Gli specialisti della materia ne caldeggiano in particolare tre:

  • Filodendro – Libera l’aria dai composti volatili VOC e dall’anidride carbonica in eccesso
  • Falangio – Diminuisce la presenza di composti volatili e di allergeni. Può essere collocato su scaffali o in vasi pensili
  • Melissa – Pianta officinale, da scrivania, contiene oli essenziali che rilasciati nell’aria favoriscono il benessere e il buonumore

Tre specie reperibili con un investimento minimo ma che, secondo gli esperti, garantirebbe un ottimo ritorno in termini di resa e di riconoscenza da parte del personale.

Dopotutto non dimentichiamo che, attraverso la sua nota Piramide dei Bisogni, Maslow ci ha da tempo insegnato che per ogni essere umano la sicurezza del corpo, del lavoro e della salute vengono immediatamente in coda ai bisogni fisiologici fondamentali per la sopravvivenza.
Quindi, anche con una semplice ventata di aria pura possiamo dimostrare al nostro staff di averlo a cuore, predisponendolo a un migliore approccio alla giornata lavorativa e all’ospite.