Ogni mese cerchi di capire come viene calcolato il tuo stipendio ma sei ancora in alto mare? Benvenuto nel club! Non disperare, con…

Ogni mese cerchi di capire come viene calcolato il tuo stipendio ma sei ancora in alto mare? Benvenuto nel club! Non disperare, con queste indicazioni dal prossimo mese anche tu sarai in grado di leggere la busta paga.

Al momento della corresponsione della retribuzione, il tuo datore di lavoro ti dà una busta paga, o con consegna a mano, o mediante la collocazione del prospetto paga in un sito web dotato di un’area riservata che permetta l’accesso solo a te mediante una password o un codice segreto personale. E fin qui ci siamo.

Ognuno di noi dovrebbe anche imparare a leggere la busta paga, per comprendere la propria posizione, verificare la correttezza dei dati e capire come si arriva all’importo che poi ci si mette in tasca.

Come leggere la busta paga

Nella busta paga devono essere indicati, per legge, numerosi dati, fra cui il nome ed il cognome del lavoratore, il codice fiscale, il suo inquadramento, l’anzianità lavorativa, il periodo cui si riferisce la retribuzione e tutti gli elementi che la compongono, le trattenute fiscali, contributive e sindacali, il numero delle ore di lavoro effettuate, le eventuali assenze dal lavoro, i giorni di ferie ed i riposi maturati.

La parte superiore della busta paga è detta “testata” e contiene i dati dell’azienda e quelli del lavoratore. Di seguito troviamo elementi della retribuzione, che indica le voci di cui quest’ultima è composta:

  • la retribuzione base [salario minimo in base alla qualifica del dipendente e ai parametri fissati dal CCNL];
  • l’indennità di contingenza [voce della busta paga che ha il compito di adeguare la retribuzione del dipendente alla variazione del costo della vita];
  • il terzo elemento [importo che dipende dalla zona dell’Italia in cui si lavora e che viene stabilito dalle contrattazioni sindacali a livello regionale e provinciale];
  • l’eventuale superminimo [maggiorazione retributiva riconosciuta al singolo lavoratore in aggiunta a quanto previsto dalla contrattazione collettiva].

Il totale, solitamente indicato in alto, sul lato destro della busta paga, costituisce la retribuzione lorda genericamente dovuta al lavoratore, che non corrisponde per la Come leggere la busta paga per arrivare alla retribuzione nettaverità al costo-azienda, ma è inferiore, perché non comprende un’ulteriore quota a carico dell’impresa (pari all’incirca al 30%, della retribuzione lorda) che ricomprende i premi assicurativi (Inail) e la quota di contributi Inps a carico del datore di lavoro.

Nel riquadro più ampio della busta paga spiega nel dettaglio come dalla retribuzione lorda genericamente dovuta, si pervenga alla retribuzione lorda maturata dal lavoratore per quel particolare mese, tenendo conto dunque delle sue presenze, delle festività, lavorate o non lavorate, delle assenze, ecc.

Si perviene in questo modo al totale delle spettanze dovute al dipendente, che è ancora un importo lordo: ad esso, come riferito, il datore di lavoro deve sottrarre le imposte, per cui è sostituto, e pure i contributi, nella parte che l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) pone a carico del dipendente – all’incirca il 9% della retribuzione. Tutte le trattenute che il datore di lavoro effettua sono indicate nei riquadri sottostanti, che mostrano l’imponibile fiscale, la quota Irpef corrisposta al fisco quale sostituto d’imposta e la quota di contributi versati.

Si arriva così al totale spettante, al netto delle varie trattenute, porta al c.d. netto in busta, indicato di solito nell’ultimo riquadro a destra (spesso evidenziato in colore diverso) della busta paga medesima.

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Se hai altri dubbi su come leggere la busta paga, scrivi a info@sharingtourism.it. L’Avvocato del Lavoro risponderà alle tue domande!