Pur non essendoci una definizione legislativa, si considera come stagionale quell’attività lavorativa che non si svolge in modo continuativo, ma…

Pur non essendoci una definizione legislativa, si considera come stagionale quell’attività lavorativa che non si svolge in modo continuativo, ma solo in determinati periodi dell’anno. La legge e la contrattazione collettiva individuano dette tipologie di attività in modo tassativo, legandole per lo più al settore agricolo e al nostro settore d’interesse, il turismo.

6 aspetti del lavoro stagionale nel turismo

Una prestazione di lavoro subordinato a termine è riconosciuta come lavoro stagionale essenzialmente per le deroghe che la relativa disciplina presenta rispetto alla generalità dei contratti a termine. Vediamole:

  1. Mentre in generale la durata dei rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi fra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, per effetto di una successione di contratti, conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale, e indipendentemente dal periodo di interruzione tra un contratto e l’altro, non può superare i 36 mesi. Questa regola non si applica però al contratto di lavoro stagionale, che non è assoggettato alla durata massima di 36 mesi (art. 19, comma 2, d.lgs. n. 81/2015).
  2. Non si applica, nei confronti dei lavoratori impiegati nelle attività stagionali, il principio per cui la riassunzione a tempo determinato entro dieci giorni dalla scadenza di un contratto di durata fino a sei mesi, ovvero venti giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata superiore a sei mesi, comporta la trasformazione del secondo contratto a tempo indeterminato (art. 21 d.lgs. n. 81/2015).
  3. Il rapporto di lavoro stagionale è pure esente dalle limitazioni quantitative per l’assunzione di lavoratori a termine prevista dalla legge e dai contratti collettivi.
  4. Inoltre, il lavoratore assunto a termine e per lo svolgimento di attività stagionali ha il diritto di precedenza rispetto a nuove assunzioni a termine da parte dello stesso datore di lavoro per le medesime attività stagionali. Il diritto di precedenza deve essere espressamente richiamato nel contratto di lavoro e può essere esercitato a condizione che il lavoratore manifesti per iscritto la propria volontà in tal senso al datore di lavoro entro sei mesi dalla data di cessazione del rapporto. Il diritto di precedenza si estingue comunque una volta trascorso un anno dalla data di cessazione del rapporto (art. 24 d.lgs. n. 81/2015).
  5. I lavoratori stagionali hanno diritto ai trattamenti retributivi ed al periodo di ferie spettanti in favore dei lavoratori a tempo indeterminato in misura proporzionale alla durata del contratto e secondo le previsioni della contrattazione collettiva.
  6. Hanno poi diritto all’indennità di disoccupazione, ancorché la sua durata e l’importo riconosciuto dall’Inps siano inferiori rispetto a quelli previsti per la generalità dei dipendenti rimasti disoccupati.

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