E’ lecito chiedere al proprio staff di vestirsi in un certo modo, piuttosto che in un altro, oppure vietargli di…

E’ lecito chiedere al proprio staff di vestirsi in un certo modo, piuttosto che in un altro, oppure vietargli di indossare determinati capi di abbigliamento?

Per rispondere alla domanda e capire come porsi rispetto all’abbigliamento del personale in hotel, è necessario operare una distinzione fra “indumenti di lavoro”, “indumenti di protezione e sicurezza” e “abbigliamento personale”.

Gli indumenti di lavoro sono i i capi ordinari e le uniformi non specificamente destinati a proteggere la sicurezza e la salute del lavoratore (come ad esempio le divise dei camerieri, dei vigili urbani, o quelle del personale degli alberghi).

Gli indumenti di protezione e sicurezza, altrimenti definiti “dispositivi di protezione individuale” sono invece quegli indumenti e/o accessori che il lavoratore indossa per proteggersi dai rischi alla sicurezza e alla salute (si pensi agli indumenti del cuoco, del medico o dell’infermiere, oppure alle imbragature per chi sale sui ponteggi).

Rispetto a queste due categorie di indumenti, il datore di lavoro ha l’obbligo di fornirli e di controllare che siano effettivamente indossati dai lavoratori.

In difetto, l’imprenditore rischia sanzioni, anche di carattere penale, da parte dell’Autorità; mentre il lavoratore che non li indossa rischia di subire un procedimento disciplinare da parte del datore di lavoro, che potrebbe portare addirittura al suo licenziamento.

L’abbigliamento personale è invece tutto ciò che, né è indumento di lavoro, né costituisce dispositivo di protezione individuale: in altre parole, i vestiti che appartengono al lavoratore e che questi indossa normalmente.

Il datore di lavoro può certamente vietare ai propri dipendenti e collaboratori un abbigliamento personale che non risponda alle esigenze di decoro e di buon gusto.

Ancorchè decoro e buon gusto siano termini “elastici”, che risentono dell’evoluzione del costume, vi è pur sempre un limite: così, ad esempio, è stato ritenuto scorretto e perseguibile disciplinarmente l’impiegato di banca che si era presentato al lavoro in cannottiera (cass. 21 dicembre 1991 n. 13829), o di un altro che si era presentato al lavoro vestito da sceriffo del far west con cappello da cow boy e stella sul bavero (Trib. Latina 19 settembre 1989).

Il datore di lavoro può imporre l’abbigliamento del personale in hotel per migliorarne o caratterizzarne l’immagine?

Si pensi all’obbligo di indossare un’uniforme, quello di indossare giacca e cravatta per gli uomini, oppure quello di imporre alle donne di indossare gonna e tacchi alti.

La risposta alla domanda è negativa, se si tratta di un’imposizione unilaterale.

Ma una soluzione che lo consenta è possibile: se infatti, con la lettera di assunzione oppure successivamente, il datore di lavoro ha concordato con il lavoratore l’obbligo di indossare determinati vestiti, o il divieto di utilizzarne altri, quest’ultimo è tenuto a rispettare l’accordo, posto che nulla vieta che la lettera di assunzione, o un accordo successivo, specifichino le modalità di svolgimento della prestazione lavorativa in funzione di esigenze aziendali, fra cui ben può esserci quella di dare al pubblico una determinata immagine della propria attività attraverso l’abbigliamento del personale in hotel.

Per sapere di più sull’abbigliamento del personale in hotel leggi anche l’articolo sul restyling delle divise!