Tra le numerose tessere che concorrono alla formazione del grande mosaico turistico nazionale, ce n’è una di cui talvolta si…

Tra le numerose tessere che concorrono alla formazione del grande mosaico turistico nazionale, ce n’è una di cui talvolta si trascura l’importanza, anche in termini di redditività. L’ambito è quello culturale, responsabile secondo il Centro Studi Turistici di calamitare circa il 36 per cento dei viaggiatori in movimento nel nostro Paese. Ma non si tratta dei soliti monumenti, siti archeologici e musei super gettonati. Si tratta di una nicchia molto più raccolta, legata alla musica. E più nello specifico, al movimento di viaggiatori e fatturato originato da festival, stagioni dei grandi teatri d’opera, luoghi di vita e di lavoro dei grandi protagonisti della musica.

L’Italia è la destinazione più richiesta

Ovviamente non è un’esclusiva dell’offerta italiana. Lo dimostra il grande successo riscosso dal Festival di Salisburgo, che con i suoi 260mila visitatori in arrivo da circa 80 Paesi, frutta all’economia locale – tra fatturato diretto e indotto – intorno ai 183 milioni di euro.

Resta tuttavia fuori discussione il fatto che, in quanto a turismo musicale, l’Italia sia in assoluto la destinazione più richiesta, seguita da Germania, Austria, Francia e Regno Unito. Lo evidenzia l’ultima rilevazione curata dal CUOA – il Centro Universitario di Organizzazione Aziendale – di Altavilla Vicentina, di cui Martha Friel è referente scientifico per il progetto Note in Viaggio.

Nei luoghi di Verdi e Puccini, tra opere liriche e concerti

“Gli appassionati di musica – spiega – scelgono il nostro Paese per assistere a opere liriche e a concerti allestiti nei più bei teatri. Oppure per partecipare ai festival musicali, per visitare i luoghi di Verdi, Puccini, Rossini, Donizetti e anche i laboratori dei liutai. Coniugando in molti casi a tutto questo un’esperienza culturale più allargata, in musei, borghi, ville, botteghe artigiane e molto altro”.

Lo prova il fatto che il pubblico straniero presente agli appuntamenti più importanti si manifesti in consistente percentuale. Il Rossini Opera Festival arriva ad esempio a quota 67%. Quello dedicato a Donizetti si attesta al 40%. Mentre il Festival Gustav Mahler raggiunge il 30%.

Gli Hotel devono attrezzarsi per accogliere questo tipo di clientela

Dunque, se il nostro hotel si trova su un territorio capace di soddisfare questo tipo di cliente, il consiglio è attrezzarsi debitamente per accoglierlo visto peraltro che, secondo i dati della ricerca, si tratta di un viaggiatore di fascia alta per giunta disposto a muoversi anche fuori stagione.
“L’offerta legata alla musica – puntualizzano infatti i curatori dello studio – copre i periodi più vari, grazie in parte alla programmazione stagionale dei teatri e delle fondazioni liriche. A cui  si aggiunge quella dei cosiddetti luoghi della musica, cioè teatri storici, chiese, ville, cimiteri monumentali, case museo legate a particolari personaggi. A questo si unisce la proposta degli atelier artigianali di produzione di strumenti. Senza tralasciare  i festival e le fiere che riguardano questo particolare ambito e che in ogni momento dell’anno offrono un’occasione di viaggio”.

 

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Teatro La Fenice – Venezia

I viaggiatori musicali? Un bacino di utenza con grandi potenzialità

Il bacino d’utenza ha quindi forti potenzialità, anche se al momento non se ne sa molto. Il Primo Rapporto sul Turismo Musicale aiuta a fare un po’ di luce, dicendoci anzitutto che la clientela è prevalentemente costituita da persone colte, di estrazione europea e spesso di sesso femminile. L’età non è particolarmente avanzata, poiché ad abbassare la media concorrono i tanti giovani musicisti e compositori che si muovono a scopo formativo.
In generale non sono insomma utenti improvvisati o sprovveduti ma persone abituate all’ascolto della musica fin dalla più tenera età, nel 60% dei casi grazie a stimoli derivanti dalla famiglia o dalla scuola. Questo significa che sono molto esigenti e che obbligano l’albergatore a compiere uno sforzo comunicativo particolare, anche sul web.

Le informazioni viaggiano in rete

Oltre il 70 per cento dei viaggiatori sondaggiati dal CUOA dichiara infatti di utilizzare correntemente la rete per informarsi sulle diverse proposte e, presumibilmente, anche per organizzare il viaggio in autonomia, come avviene nell’82% dei casi. Resta comunque chi si avvale dei consigli di qualche associazione musicale (12%), mentre solo una minima parte ricorre al pacchetto turistico (3,3%) o ai consigli di un’agenzia viaggi specializzata sulla nicchia (2,6%).
Un’altra informazione che aiuta ad entrare in confidenza con gli utenti riguarda gli accompagnatori. Nel 37% dei casi i melomani si muovono in compagnia di amici oppure con il partner (20%); più raramente in famiglia o da soli.

Alla ricerca di un viaggio esperenziale

Del soggiorno curano soprattutto la parte esperienziale ed emotiva, un dettaglio prevedibile visto che viaggiano sulla scia di una passione che cercano di nutrire dedicandosi alle attività più disparate, non necessariamente sempre legate allo svolgimento di uno spettacolo. Ecco perché il solo Museo Teatrale alla Scala accoglie circa 250.000 visitatori l’anno.

Mentre i circa 160.000 accessi l’anno a puro scopo di visita posizionano il teatro La Fenice in testa ad altri importanti musei veneziani.

C’è poi l’attrattività generata dai luoghi legati ai grandi nomi della classica italiana: Pesaro con Rossini, Lucca con Puccini, Parma e Busseto con Verdi, Bergamo con Donizetti, Venezia con Vivaldi ma anche Modena con Pavarotti. E veri e propri itinerari, di varia durata, alla scoperta di compositori come Monteverdi o di grandi interpreti come Paganini in onore del quale nel 2018 è nata la European Paganini Route1.

“A ciò – conclude lo studio – si aggiungono le testimonianze del passaggio di grandi musicisti e compositori stranieri come Mozart, che visitò più volte l’Italia nella seconda metà del Settecento, oppure Wagner, morto a Venezia nel 1883”.
Materiale su cui lavorare ce n’è insomma davvero in quantità e praticamente in ogni scampolo d’Italia. Non resta che scoprirlo, approfondirlo con la dovuta cura e metterlo a disposizione dei clienti.

Fonte: CUOA, Centro Universitario di Organizzazione Aziendale di Altavilla Vicentina

Fonte: CUOA, Centro Universitario di Organizzazione Aziendale di Altavilla Vicentina