Eccoci alla lezione di scrittura creativa per hotel numero due. Una volta tolti di mezzo – almeno in buona parte – gli…

Eccoci alla lezione di scrittura creativa per hotel numero due. Una volta tolti di mezzo – almeno in buona parte – gli aggettivi, così come indicato nella prima puntata, affiniamo il lavoro di ripulitura e le tecniche per scrivere contenuti per siti di hotel o per le brochure.

Lo shock della mutilazione del testo autografo è ormai alle spalle; questa nuova operazione che propongo sarà più semplice, divertente e, comunque, utile a rendere più accattivante la narrazione del vostro prodotto.

Non è infatti un caso che, tra i professionisti della scrittura, il ‘taglio’ sia pratica quotidiana. “La chirurgia – insegnava Elio Vittorini – è la medicina migliore”. Secondo Alberto Bevilacqua bisogna “togliere, più che tenere o aggiungere” perché, come raccomanda Giuseppe Pederiali, “non ci si deve mai innamorare della propria pagina”.

In altre parole, è necessario tagliare tutto ciò che non sia effettivamente necessario a chi legge, i dettagli impliciti o scontati che sottraggono forza alla narrazione rendendola identica a infinite altre. E poi tutto ciò che non si è in grado di spiegare meglio, per mancanza di spazio o di argomenti.

Prendiamo questo esempio, pescato a caso da una brochure alberghiera per descrivere il centro benessere:

Immerso tra i profumi di rosmarino e lavanda, al di sotto della piscina panoramica, il nostro centro wellness è un piccolo angolo di paradiso privato dove l’occhio si perde nell’orizzonte del mare di —-, la mente si svuota di qualsiasi pensiero ed il corpo si nutre e si rigenera.

5 domande da porsi per scrivere contenuti per siti di hotel efficaci

Quando ci troviamo a mettere le mani sul nostro testo promozionale o a scrivere contenuti per siti di hotel o della nostra brochure, dobbiamo porci le seguenti domande.

  1. L’attacco del testo è originale?

    Aprire un testo turistico con l’espressione ‘immerso in/tra’ non lo rende affatto originale o attraente. Esaminando i materiali disponibili sul mercato, rileverete che la parola ricorre almeno quanto il ‘mozzafiato’, se non di più. Quindi, non ha alcun impatto o potere di convincimento, e se ne può fare a meno. La frase potrebbe iniziare con “Tra i profumi…”: sarebbe più efficace e immediata.

    Ricordate che un’ottima scuola per imparare a confezionare attacchi convincenti è quella giornalistica: analizzate l’apertura degli articoli e constatate come entrino subito nel vivo del discorso, quasi stessero rispondendo a una domanda tacita del lettore.

  2. Gli aggettivi sono tutti indispensabili?

    Ormai siamo esperti dell’argomento e sappiamo che la risposta è no. Gli aggettivi non sono tutti indispensabili, quindi via il possessivo ‘nostro’ (è ovvio, di chi dovrebbe essere se no?), ma anche ‘piccolo’ e ‘privato’.

  3. Il periodo ha una lunghezza in linea con la sua funzione di testo promozionale?

    Se desideriamo che il nostro testo sia promozionale e, pertanto, convincente, diamo un’occhiata alla tecnica di scrittura utilizzata in pubblicità. Scopriremo che le frasi hanno un ritmo veloce, senza incisi, inciampi e rallentamenti. I messaggi devono passare ad uno ad uno, in modo rapido, chiaro e scorrevole. Via quindi le precisazioni fra virgole: meglio trasformarle in frasi a sé, sempre ammesso che contengano informazioni realmente di interesse per chi legge e a patto che non ripetano dettagli già forniti.

  4. Cosa potrebbe convincere chi legge a sceglierlo fra gli altri?

    Nell’esempio sopra, i profumi particolari e il fatto che il centro benessere sia collocato in un punto panoramico sul mare sono informazioni che rivelano la peculiarità del prodotto. Sono quindi da salvare, ma da approfondire con una narrazione più convincente. (Ad esempio: Quali sono le qualità benefiche delle erbe aromatiche citate? Qualche poeta o scrittore ha descritto quei profumi in qualche opera passata o presente? Con quali parole? Oppure: Qualche illustre viaggiatore ha avuto modo di apprezzarli? Qualche pittore ha immortalato i colori degli arbusti in una sua tela? Lo chef dell’hotel ha dedicato ai colori o agli aromi tipici un piatto particolare? Gli arredi riprendono queste sfumature di colore? ecc.).

  5. Quante di queste informazioni sono davvero fortemente caratterizzanti di questo particolare prodotto?

    Oltre ad essere abusata, la definizione “angolo di paradiso” non restituisce certamente un’informazione utile, a meno che non la si sostituisca con una serie di dettagli che concretizzino il concetto. Lo stesso vale per “l’occhio si perde nell’orizzonte del mare” (il concetto della panoramicità è da evidenziare, ma in modo più originale) e per “la mente si svuota di qualsiasi pensiero ed il corpo si nutre e si rigenera” (indicazione superflua, vagamente stucchevole, nonché potenzialmente valida per ogni centro benessere degno di questo nome).

A questo punto non resta che rimettere mano al testo su cui avevate lavorato la scorsa volta per il taglio degli aggettivi. Rispondendo alle 5 domande indicate sopra, sostituite le espressioni inflazionate o prive di dettagli utili con informazioni più precise, originali e caratterizzanti.

E infine, senza pietà, procedete con le sforbiciate. Arrendetevi: non se ne può proprio fare a meno. Come conferma Margherita Oggero, “tagliare – dice – è sempre un po’ doloroso, ma è un dolore che non mi risparmio, perché indispensabile”.