Eccoci arrivati al terzo appuntamento con le regole per scrivere contenuti per hotel e strutture ricettive per la promozione on-…

Eccoci arrivati al terzo appuntamento con le regole per scrivere contenuti per hotel e strutture ricettive per la promozione on- e off-line. Parleremo di quegli elementi del testo che nessun programma automatico è in grado di gestire per vostro conto: particelle microscopiche dal punto di vista delle dimensioni ma con un peso specifico enorme all’interno del componimento. Stiamo parlando di punti di vario genere (singoli o multipli), di virgolette e virgole troppo spesso trascurati sia nell’uso che nell’abuso, con conseguenze letali per l’efficacia del messaggio che con tanta passione e pazienza avete cucito per il vostro sito o la vostra brochure.

La scrittura – insegna Dacia Maraini -, è un artificio, come la musica.  E certo non si può comporre senza conoscere le note”. E, aggiungiamo, senza inserire le giuste pause.

Il punto esclamativo

Veniamo, allora, in tutti i sensi, al punto, partendo da quello esclamativo. La regola è utilizzarlo il meno possibile – meglio ancora mai – anche se si sta scrivendo un messaggio promozionale in cui si pensa che un guizzo enfatico possa rendere il tutto più convincente.

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Senza quel punto esclamativo il messaggio non muterebbe significato; risulterebbe solo più simpatico. Annamaria Testa, che è una delle maggiori esperte italiane di pubblicità ed è considerata una delle più talentuose creative del settore, sull’argomento è molto netta: “I messaggi autoritari – scrive nel suo libro “La Parola Immaginata” -, non servono e possono anzi riuscire dannosi. Il consumatore probabilmente si rivolge più volentieri a quei prodotti che gli offrono il piacere di scegliere, piuttosto che a quelli che gli impongono l’obbligo di comprare”.

Superfluo aggiungere che usare questo genere di punto addirittura in quantità maggiore di uno risulterebbe così sgradevole al lettore da essere controproducente. Lo sosteneva già molti anni fa il raffinato scrittore e aforista Ugo Ojetti: “quando – ammoniva – come s’usa nei nostri tempi scamiciati, ne vedo due o tre in fila sul finir d’un periodo, che sembrano gli stecchi sul didietro di un’oca spennata, chiudo il testo perché lo sento bugiardo”.

Sempre da Ojetti arriva il divieto di utilizzo dell’esclamativo in coppia con l’interrogativo. “Mi par di vedere Arlecchino appoggiato a Pulcinella”, diceva.

I puntini di sospensione

Per quanto concerne i puntini di sospensione, anche questi vanno usati con abbondante parsimonia per scrivere contenuti per hotel e, in ogni caso, mai in misura maggiore di tre, che è il numero corretto. Secondo lo scrittore e linguista Cesare Marchi, sarebbero però indice di promesse lasciate vagamente in sospeso o di dettagli non bene espressi e, pertanto, decisamente nocivi all’interno di un testo promo-pubblicitario che ha invece il compito di trasmettere al cliente fiducia e sicurezza.

Scrivere contenuti per hotel: le virgolette

Passiamo alle virgolette, oggi rappresentate fino alla nausea anche attraverso quel gesto che Beppe Severgnini, nelle sue Lezioni Semiserie di Italiano, descrive come orrendo, “delle mani alzate, dita che si contraggono nell’aria, come se dovessero fare il solletico sotto le ascelle”.
Nei testi promozionali turistici sono consigliate unicamente per citare ad esempio quanto un personaggio noto abbia detto di un luogo (o del vostro stesso hotel):

Al tramonto salii sul campanile di S. Marco; pochi giorni fa avevo veduto dall’alto la laguna nel suo splendore”. (J.W.Goethe, Viaggio in Italia)

Delle virgolette vanno ricordate tre regole:

  • una volta aperte, ricordarsi sempre di chiuderle;
  • sono di tre tipi: apici singole (‘ ’); basse o francesi (« »); all’inglese o alte (‘‘ ’’);
  • la punteggiatura si mette di norma dopo averle chiuse.

Concludiamo con le virgole

Per capire dove metterle è sufficiente leggere la frase e inserirle dove spontaneamente si fanno delle brevi pause per riprendere fiato. Semplicemente, vanno collocate pensando che chi ipoteticamente voglia leggere il testo ad alta voce non sia costretto ad andare in apnea. Nei testi promozionali, dove le frasi non devono essere troppo lunghe, non è neppure necessario eccedere. Però vanno posizionate con attenzione, altrimenti si rischia che il testo perda di scorrevolezza, vitalità e attrattiva, trasformandosi in una specie di interminabile singhiozzo. Una volta sistemate, dunque, bisogna rileggere la frase rispettandole in modo da verificare che funzionino.

Ora, alla luce di quanto detto più sopra, valutate se sia o meno opportuno rimettere mano ai titoli e ai testi del vostro sito o delle vostre brochure. Fatelo però solo impiegando il tempo e l’attenzione necessari, senza mai perdere di vista l’obiettivo: rendere la vostra comunicazione più efficace.
E ricordate che, come Cesare Marchi insegnava, anche una virgola può avere importanza vitale. A questo proposito gli piaceva citare il caso di quel condannato a morte accompagnato dal messaggio “Grazia impossibile, fucilarlo”, salvato in corner da un repentino slittamento del segno che ribaltò l’ordine in “Grazia, impossibile fucilarlo”.

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