In Cina non si vive di solo thè. Da due anni a questa parte, infatti, il Paese del Sol Levante…

In Cina non si vive di solo thè. Da due anni a questa parte, infatti, il Paese del Sol Levante è sempre più appassionato di caffè. Uno in particolare. Si chiama Luckin Coffee  ed è un brand in crescita impressionante, tanto da essere diventato, nel giro di pochissimo tempo, l’antagonista diretto del colosso americano Starbucks.

Una diffusione capillare (oltre 2.400 negozi in 28 città cinesi) ed una stupefacente capacità di diversificazione rappresentano gli elementi vincenti del marchio che, dall’iniziale distribuzione di caffè, ora sta offrendo nei suoi negozi cibo ed altre bevande, puntando a raddoppiare gli stupefacenti numeri nel giro dei prossimi anni.

Il debutto a Wall Street

Un’ escalation straordinaria che, lo scorso 17 maggio, ha portato la compagnia di Pechino a quotarsi sul listino di New York, vedendo crescere il valore delle sue azioni del 52,7% durante le contrattazioni.

La prima giornata di quotazione si è chiusa così con un guadagno del 15-20% con un prezzo di 25 dollari ad azione, ben oltre i 17 dell’ offerta iniziale. L’operazione si è conclusa con un guadagno di 570 milioni di dollari che hanno attestato il valore complessivo della società sui 4 miliardi di dollari.

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Andrea Lattuada brand ambassador di Luckin coffe svela i segreti dell’escalation del brand cinese

Il brand ambassador di Luckin Coffee in Italia, fino al 2020, è Andrea Lattuada, formatore per la 9bar e già brand ambassador per la torrefazione Milan Gold.

In una recente intervista al Sole 24 Ore,  l’ambasciatore in Oriente svela i segreti di questo successo planetario.
A partire dall’analisi avanguardistica del mercato: «Noi beviamo circa 600 tazzine all’anno, in Cina siamo a 5 ma, ma con una popolazione di 1,4 miliardi di persone, il mercato potenziale è enorme»
In effetti, un recente studio condotto dalla Ico (International Coffee Organization) evidenzia come la Cina sia, già dal 2015, davanti all’Australia nel consumo di caffè e superi, nella produzione, Kenya e Tanzania insieme.
La caffeina insomma, si sta facendo strada rapidamente a colpi di tazzine, tanto che si stima, nei prossimi anni, un’attestazione del consumo intorno ai due kg procapite, a fronte di una media europea di cinque kg.

Ad essere conquistati dalla stimolante bevanda sono soprattutto le grandi metropoli ed i “colletti bianchi”che possono permettersi un lusso che comunque resta tale per il tenore di vita in generale.

Professionalità e prezzi concorrenziali

Infatti anche se Luckin Coffee ha prezzi bassi rispetto a Starbucks che invece li ha altissimi, si tratta comunque di cifre elevate per lo standard medio della popolazione: si va dai 21 Yuan per un black coffee da Luckin Coffee ( circa 3 euro ) ai 4,50 euro proposti da Starbucks.

Lattuada delinea i motivi del successo del gruppo cinese inquadrandoli nell’ ”ostinazione e nella professionalità”. E soprattutto, in una politica commerciale che si basa su un abbattimento dei prezzi di oltre il 40% rispetto alla concorrenza.

Il caffé si ordina (e si paga) con lo smartphone

Altro punto di forza, il pagamento e le ordinazioni 2.0: con Luckin Coffee si ordina il caffè con lo smartphone. L’app indica la caffetteria più vicina ed il cliente può decidere se ricevere il proprio caffè, comodamente seduto, in circa 20 minuti, ritirare la propria consumazione direttamente al bancone oppure, addirittura, farsela recapitare nel punto esatto dove si sta passeggiando.
Per il pagamento niente contanti ma solo app.

Semplici ma efficaci, insomma, i trucchi di un successo che prosegue incessante a ritmi sfrenati, che si possono misurare nelle nuove aperture: quelle di Luckin Coffee per ora sono circa di dieci caffetterie al giorno.