Ogni epoca ha la sua narrativa: a fini di marketing, in un periodo di bulimia informativa come quello in cui…

Ogni epoca ha la sua narrativa: a fini di marketing, in un periodo di bulimia informativa come quello in cui stiamo vivendo, per creare una storia efficace è possibile affidarsi all’immersive journalism.

Trasformare  la narrazione in informazione

Prima di lanciarsi in tale pratica è comunque opportuno un passaggio su ciò che si intende con data journalism. Nonché chiarire perché i due concetti sono tra loro correlati.

Il giornalismo cosiddetto immersivo parte, e non può prescindere, da, i dati, seguendo una linea di valore crescente verso il pubblico o il singolo destinatario finale. Dai dati si passa al filtro, poi alla visualizzazione e infine si crea la storia. Quindi ‘l’immersione’, oltre a dare il nome a questo tipo di tecnica, definisce anche l’obiettivo stesso, che è poi quello di trasformare la narrazione in informazione; un coinvolgimento che parte anzitutto dai sensi. Come?

Non mancano gli strumenti multimediali, anzi transmediali, mirati a ridurre le distrazioni e le interferenze continue. E numerosi sono gli aiuti offerti dalla tecnologia: realtà aumentata, tools tridimensionali, sia foto sia video, ologrammi, rendering. Il tutto volto a ottenere un effetto simile a quello dei videogiochi o dei visori. Un contenuto immersivo, infatti, non si guarda o si legge semplicemente bensì si vive, allungando il tempo medio di attenzione a esso dedicato. E diminuendo di conseguenza il tasso di abbandono e di distrazione, grazie a un approccio olistico che massimizza la personificazione.

Immersive Journalism

Gli strumenti online a disposizione gratuitamente e fondamentali anche per il settore dell’Hospitality

C’è di che sbizzarrirsi con gli strumenti offerti in open source online, a partire proprio dal motore di ricerca più diffuso. Non sono poche le opzioni offerte da Google a disposizione dei giornalisti gratuitamente, ma per lo più inutilizzate da altri settori che invece potrebbero trarne grande utilità e profitto, come appunto quello turistico-alberghiero.

La suite di Google include Google Trends e Google Hacks per ricerche avanzate. E’ possibile  effettuare ricerche per immagini, ma anche per documenti, grazie a Google Docs. Senza tralasciare  funzioni avanzate come Google Spreadsheet per elaborare e modificare documenti e fogli di lavoro online e Google Drive, noto servizio di cloud storage che permette di caricare file online e condividerli con altre persone. Il tutto condito dalle magie dell’interoperabilità, secondo il motto IFTT ‘If This Then That’ –  se questo accade allora fai accadere quello.

Conoscere i trends per costruire una proposta  commerciale su misura

In particolare, Google Trends fornisce forse l’esempio di più facile e immediato impiego alla portata dei non addetti ai lavori. Nei periodi di ponti, festività e ferie in genere, soprattutto, i trends consentono di sapere con precisione quali ricerche si fanno nell’area geografica di proprio interesse e quindi di agganciare tali topics, o temi, alla propria proposta commerciale.

L’oggetto di un’eventuale newsletter andrebbe pertanto adeguato ai risultati di ricerche web approfondite e il testo elaborato con tecniche di tipo giornalistico, in grado di interessare e coinvolgere realmente il lettore. Ed è qui che prende le mosse il vero giornalismo immersivo, una tecnica che quindi va ben oltre lo storytelling e che consente al lettore di immergersi letteralmente, vivendo la notizia o il racconto a 360°.

Scrivere sulla base di fatti certi fino alla costruzione di una storia che crei un valore

Il data driven journalism è un processo sempre più cruciale nell’epoca delle fake news: bisogna scrivere sulla base di fatti certi, passare dai dati alle operazioni di filtro. Fino alla visualizzazione e alla costruzione di una storia finalizzata alla creazione di un valore crescente per il pubblico e per i destinatari finali, chiunque essi siano.

Auto-documentarsi, laddove possibile con un supporto adeguato, diventa quindi di fondamentale importanza. Uno dei rischi maggiori è quello, tramite un’eccessiva manipolazione, di travalicare i confini e finire nel terreno minato delle fake news, disperdendo tutto il capitale di brand recognition guadagnato.
Infine, occorre anche considerare quale sarà il canale distributivo di tale materiale informativo, così da non rischiare di produrre un output inadeguato bensì puntare sulla personalizzazione e sulla possibilità di scelta da parte del potenziale cliente. Il nodo principale sta infatti nel produrre il contenuto giusto per il destinatario giusto al momento giusto, e utilizzando il giusto canale distributivo.