Da quest’anno la caraibica isola di Anguilla dovrebbe definitivamente mettere al bando la plastica usa e getta. E in un…

Da quest’anno la caraibica isola di Anguilla dovrebbe definitivamente mettere al bando la plastica usa e getta. E in un luogo che fonda la propria economia prevalentemente sul turismo, significa che anche il comparto alberghiero dovrà fare la propria parte. “Anguilla, nota in tutto il mondo per la bellezza del proprio mare – riporta una nota dell’Ufficio del Turismo – si è attivata in questa battaglia, consapevole dell’importanza di proteggere il suo patrimonio naturalistico”. In questo non è sola; ci sono anche Antigua, Jamaica, Repubblica Dominicana, St. Vincent e Grenadine, tutte riunite in un team di agenzie governative appositamente costituito.

Il problema della plastica riguarda l’intero pianeta

Perché come si sa, il tema della plastica disseminata nell’ambiente non è circoscritto bensì comune all’intero pianeta. Globalmente si stima infatti che ogni anno vengano prodotti circa 300 milioni di tonnellate di plastica. E che, di queste, 8 milioni finiscano negli oceani, dove si reputa che l’accumulo ammonti ormai a 150 milioni di tonnellate.

Varie sono quindi le strutture alberghiere che si stanno attivando per limitare il danno. Il nuovo Akrya Sukhumvit di Bangkok ha trasformato il proprio impegno in un robusto argomento di promozione, specificando di essere al momento il ‘First No Single-Use Plastic Hotel’.  Ovvero il primo hotel del mondo a bandire totalmente la plastica monouso. L’intenzione, dichiarata pubblicamente anche attraverso il sito web, è arrivare ad estendere questa peculiarità a tutte le strutture del gruppo entro il 2020.

Hotel ecosostenibili - Plastic_Free_Bio_Degradable_Hotel_Amentities_-_akyra_Sukhumvit_Bangkok

Gli hotel nel mondo che hanno sposato una filosofia sostenibile

Un’altra promessa arriva dal Gecko Beach Club  di Formentera, nel suo genere pioniere dell’isola. Con l’aiuto di una casa di moda specializzata in ‘ethical fashion’, ha per giunta ideato per il personale una linea di divise realizzate con le reti da pesca recuperate dal fondo marino.

Qualcuno è un poco meno drastico ma in ogni caso sensibile al tema. Come l’Anse Chastanet e il Jade Mountain Resort di St. Lucia il cui obiettivo è arrivare ad eliminare a breve il 90 per cento della plastica monouso utilizzata nei diversi servizi.

Oltre ad essere importante per la sopravvivenza dell’ambiente e della specie umana, la messa al bando della plastica può addirittura trasformarsi in un tema di caratterizzazione territoriale. È avvenuto nello stato indiano del Kashmir, dove la Valle del Ladakh si promuove come ‘polythene-free zone’ chiamando a raccolta le strutture alberghiere del luogo e prevedendo per quelle inadempienti la cancellazione dal registro ufficiale del ricettivo.

Hotel ecosostenibili - Hotel marriot

Quando i rifiuti abbandonati sulla spiaggia diventano oggetti di design

In ambito europeo ha fatto invece notizia la catena britannica di lusso Edition Hotels, che con i rifiuti sottratti alla spiaggia di Brighton ha creato interessanti oggetti di design, inclusi gli eleganti sottobicchieri usati per apparecchiare la tavola.

Ben Pundole, vicepresidente per le Brand Experiences del Gruppo ha dichiarato di avere scelto questa via una volta diventato consapevole del proprio personale impatto sull’ambiente “e anche – ha aggiunto – di quello dell’industria per cui lavoro”.

Nelle strutture del gruppo, pettini e spazzolini da denti vengono ora realizzati in bambù. I flaconcini dei cosmetici per le stanze da bagno sono in plastica riciclata e dai frigobar sono scomparse le bottiglie di plastica. Dichiaratamente su incoraggiamento di Ben Pundole, dal prossimo luglio Marriott Hotels – proprietario anche di Edition Hotels – bandirà le cannucce di plastica da ciascuna delle 6.500 strutture operative sul pianeta.

E’ già una realtà per numerosi  ristoranti e hotel il divieto di utilizzo di materiali plastici non compostabili

Li precedono però le isole Tremiti, determinate su ordinanza del sindaco a ridurre la concentrazione di microplastiche riscontrata nelle acque dell’arcipelago. Il primo cittadino ha infatti vietato a ristoranti e hotel del territorio l’utilizzo di materiali plastici non compostabili. Una buona norma cui, secondo una recente rilevazione di Greenpeace, si starebbero adeguando anche molti altri bar e ristoranti della nostra Penisola.

Il 58 per cento dei locali coinvolti nel sondaggio ha infatti dimostrato di non utilizzare posate in plastica o in altri materiali monouso. E per i piatti questa percentuale salirebbe al 95 per cento. In un precedente articolo avevamo già parlato di come anche il settore del take away si stia adeguando alla filosofia Bio.  Le soluzioni monouso più innovative, infatti, stanno diventando sempre più green e riciclabili.

Riguardo le cannucce, il 13 per cento dei locali le avrebbe già adottate in metallo – spesso in rame -, lavabili e riutilizzabili, mentre i miscelatori da cocktail sarebbero ormai in acciaio nel 77 per cento dei casi.

Non va infine trascurata la dotazione per le sale convegni o per i clienti in escursione. Sempre di più in futuro i kit dovranno essere all’insegna dell’economia circolare, contemplando ad esempio bottiglie riutilizzabili, cannucce biodegradabili e lacci porta badge in materiale riciclato.