Alberghi come luoghi di sosta e di relax, ma anche come spazi in cui recuperare la forma. Da tempo l’’opzione…

Alberghi come luoghi di sosta e di relax, ma anche come spazi in cui recuperare la forma. Da tempo l’’opzione benessere’ viene utilizzata come strumento promozionale per incrementare il valore dell’esperienza dell’ospite. Ma la forma di cui si parla in questo caso non è quella fisica derivante dalla frequentazione della spa. Oppure del fitness o del wellness center interni all’hotel. In questo caso la posta in gioco è più alta. Sì, perché si parla di benessere interiore, somministrabile in varie forme. Se, infatti, fino a qualche tempo fa per questo genere di proposta ci si basava per lo più su sessioni di yoga o discipline affini, oggi l’offerta è estendibile all’art therapy e alla book therapy, nota anche come biblioterapia.

Book and Bed Hotel

A seconda della soluzione scelta, si possono percorrere due strade. Quella dell’art hotel, di cui in Italia esistono varie espressioni descritte in un precedente articolo  e quella dei già citati Bed and Book hotel, al momento più diffusi oltre confine. Queste due tipologie di struttura disporrebbero infatti per loro stessa natura di tutto l’occorrente per offrire all’ospite non soltanto una soluzione di soggiorno alternativa sotto il profilo degli arredi e dell’atmosfera, ma anche un’opportunità per testare le proprietà taumaturgiche di dipinti, sculture e libri.

Riguardo i primi, studi recentissimi hanno decretato come il piacere provato nell’ammirare un’opera d’arte favorisca la secrezione degli ormoni del benessere. In particolare di serotonina e cortisolo, consentendo di ottenere risultati simili a quelli prodotti dall’esercizio fisico.

Le visite ai musei tra le possibili prescrizioni mediche

Hélène Boyer, vicepresidente dei medici francofoni del Canada, ha a questo proposito dichiarato di avere inserito le visite ai musei fra le possibili prescrizioni mediche. E non è l’unica a farlo. La seguiranno anche i colleghi suoi connazionali, suggerendo visite mirate al Museo di Belle Arti di Montréal con cui è già stata siglata una speciale convenzione.
L’osservazione delle opere – specifica l’équipe medica canadese – migliorerebbe la connettività neuronale da cui dipende la resilienza psicologica. Pertanto, accrescerebbe la capacità di ammortizzare le tensioni cui siamo sottoposti. E non è finita, perché favorirebbe anche l’attenzione, la memoria e, a seconda delle situazioni, la distensione muscolare e il rilassamento.

Offrire dunque spazi in cui gli ospiti possano dedicarsi a una più consapevole contemplazione dell’arte può trasformarsi in una proposta di prodotto, volta a migliorare l’accoglienza e la permanenza in hotel. Affinché ciò avvenga è naturalmente necessario farsi consigliare da un esperto, in modo che gli ospiti possano trarre da questa attività il maggior beneficio possibile.

A Napoli è in arrivo il primo Book&Bed Hotel connesso alla Libreria Mondadori

Veniamo ora ai libri. Da più mesi si attende che a Napoli apra nel quartiere del Vomero il Book&Bed hotel connesso alla libreria Mondadori. Quello annunciato per la scorsa primavera e ora posticipato a fine anno, sarebbe il primo caso italiano legato a un brand altisonante dell’editoria. Al momento, le poche soluzioni improntate a questo filone si limitano a fornire camere e spazi comuni dotati di scaffali con libri. Ma non ambienti-libreria all’interno dei quali pernottare direttamente o, comunque, schiacciare un pisolino, come invece avviene in Giappone.

Book and Bed Asaruka a Tokyo

Biblioterapia: una proposta innovativa per il tuo hotel

Comunque vada, va tenuto conto che la biblioterapia è un tema di cui si parla sempre più di frequente, e che potrebbe indurre le strutture ad equipaggiarsi per offrire questo tipo di servizio, anche se – giocoforza – in forma declinata per il contesto. Così come per l’art-therapy, infatti, il tempo di una sosta in hotel non può sostituirsi a un ciclo terapeutico, ma può comunque regalare serene parentesi di relax.

Un passo avanti si potrebbe allora compiere non soltanto dotando la struttura di una nutrita libreria con spazi per intrattenersi leggendo. Ma  anche offrire agli ospiti qualche utile istruzione su come trasformare questa attività in un break salutare.
Anche in questo caso non si può prescindere dalla consulenza di uno specialista della materia, creando ad esempio un mini-manuale con le istruzioni di base. Agli ospiti-lettori andrebbe ad esempio sicuramente ricordato che le parole e i titoli che vengono scelti sono rivelatori “perché tradiscono sempre la nostra condizione”, come spiega Michaël Uras nel suo romanzo “Le parole degli altri” (1), ispirato proprio all’operato di un biblioterapeuta. Ed è ancora lui a ricordare che leggere può essere un modo per “tirarsi fuori dal mondo e tagliar fuori i pensieri cupi”.

Il potere della lettura

Sul potere della lettura è inoltre uscito in questi giorni “A libro aperto. Una vita è i suoi libri”, di Massimo Recalcati, psicoanalista tra i più noti in Italia. Impossibile non prenderne visione se ci si vuole cimentare con consapevolezza in una proposta “bed and book”.

Nelle godibilissime pagine del volume, Recalcati ricorda più volte come ciascun lettore possa trovare “nel libro pezzi di se stesso che aveva dimenticato o che ancora non conosceva”. Secondo lo psicoanalista, infatti, “la lettura dei libri rende innanzitutto possibile la lettura stessa della nostra esperienza del mondo”. E descrive esempi in cui tutto ciò risulta valido anche per l’osservazione delle opere d’arte.

Condensare il suo scritto in poche righe sarebbe impossibile, ma un concetto è bene sia chiaro a quanti desiderano fare – per quanto possibile – del proprio hotel un luogo in cui arte e lettura inducano benessere. Quest’ultimo andrebbe infatti considerato, secondo Recalcati, come l’autentico obiettivo della cultura. “Non si tratta solo di erudizione – scrive – ma di offrire alla vita l’occasione dell’incontro con la parte più segreta di se stessa rendendo possibile il suo rinnovamento, la sua espansione inedita, l’acquisizione di una forma nuova”.