Se per caratterizzare un prodotto alberghiero ecoturistico siete in cerca di una tematica di attualità, nel 2020 l’Anno Internazionale della…

Se per caratterizzare un prodotto alberghiero ecoturistico siete in cerca di una tematica di attualità, nel 2020 l’Anno Internazionale della Salute delle Piante (IYPH) potrebbe rivelarsi il giusto aggancio.
Annunciato il 2 dicembre dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), il tema, come la stessa FAO dichiara, “mira ad aumentare la consapevolezza globale ai fini della tutela dell’ambiente. E dare impulso allo sviluppo economico”. Si tratta quindi di un argomento che nei prossimi dodici mesi  sarà ricorrente. Ma sarà anche di richiamo internazionale. Facile quindi da comunicare anche alla clientela in arrivo da altre parti del mondo.
E se la premessa è che – come sottolineano gli organizzatori del progetto – “le piante costituiscono la base della vita sulla Terra e sono il pilastro più importante della nutrizione umana”, due possono essere gli spunti per sviluppare prodotti e comunicazioni ad hoc.

Piante aromatiche a km zero a tavola e non solo

Uno di questi riguarda la sfera alimentare. Valorizzare ad esempio un roof garden  coltivato con piante aromatiche. Eliminare subito l’erba sintetica, in totale controtendenza rispetto alla nuova sensibilità ambientale: può essere un modo per dimostrare la propria attenzione nei confronti della salute delle piante, dell’aria e dei clienti. Oltre a poter vantare piante aromatiche a km0 sulle vostre tavole, potrete far notare che la vostra struttura aiuta a combattere l’inquinamento dell’aria e quello acustico, regolando temperatura e umidità esterne e favorendo in modo naturale l’ombreggiamento dell’hotel stesso.

2020 anno della promozione green - Park royal hotel

Ci sono strutture alberghiere che da questo punto di vista offrono contributi da autentico record. Basti pensare al Park Royal di Singapore. Si tratta di un grattacielo con hotel il cui giardino pensile forma il parco più esteso della città. “Una vera e propria foresta pluviale”, segnala in un articolo specialistico l’architetto Gaia Mussi. E aggiunge che grazie a questa sua particolarità “l’edificio è stato insignito della certificazione Green Mark Platinum”.
Senza pretendere di arrivare a questi estremi, ciascuno può nel proprio piccolo attivarsi. In che modo? Utilizzando superfici anche ridotte oppure adibendo spazi esterni fino ad ora inutilizzati ad aree verdi per la coltivazione delle piante officinali.

La vacanza di tendenza punta sul forest bathing

Un secondo spunto riguarda invece l’opportunità di far vivere al cliente una vacanza a diretto – ma diretto davvero – contatto con le piante. In questo caso si può puntare sul forest bathing, pratica arrivata dal Giappone dov’è nota col nome di Shinrin Yoku, consistente in una vera e propria immersione tra il verde degli alberi. Nulla a che vedere con l’acqua quindi; l’esperienza riguarda unicamente il mondo vegetale. E i clienti ne possono giovare sia a livello fisico e mentale, grazie agli effetti benefici che il contatto con le piante ha sul sistema nervoso umano.

Per far sperimentare il forest bathing ai vostri ospiti potete indicare percorsi nei luoghi alberati più prossimi alla vostra struttura. Marco Nieri, bioresearcher, trainer certificato europeo nonché co-fondatore dell’Italian Institute dell’EFTI (European Forest Therapy Institute), fornisce alcuni utili suggerimenti che a vostra volta potrete trasferire ai clienti. “Il forest bathing – dice – può essere praticato autonomamente, ma è sempre più evidente che si tratta di una pratica salutogenica che viene proposta anche a gruppi di persone e team aziendali, e che produce i massimi effetti quando viene condotta da una guida esperta.

Una passeggiata guidata conduce le persone attraverso un percorso composto da varie fasi, con un preciso protocollo in grado di stimolare una profonda riconnessione con la natura. Questo genera profondi benefici a livello psico-emozionale, ma l’effetto positivo sul nostro organismo può essere prodotto anche da particolari condizioni biologiche del bosco o della foresta nella quale si svolge la pratica”.

Tutti aspetti profondamente interconnessi che Nieri, insieme all’agronomo Marco Mencagli, approfondisce da tempo con studi multidisciplinari e ricerche specifiche anche sulla vegetazione mediterranea.

Un concorso fotografico sul tema piante

Per chi infine non avesse modo di organizzare erbari di piante officinali, roof garden o percorsi di forest bathing, rimane la fotografia. Per coinvolgere il pubblico e approfondire le conoscenze sullo stato di benessere della vegetazione, in occasione dell’Anno Internazionale della Salute delle Piante la FAO ha lanciato un concorso fotografico rivolto a fotografi dilettanti e professionisti, che sono invitati a condividere scatti di piante in buona e in cattiva salute. Le iscrizioni sono aperte e si chiudono il 15 giugno 2020. Per partecipare è sufficiente avere compiuto 18 anni.

Il vostro albergo potrebbe farsi portavoce dell’iniziativa attraverso un’apposita comunicazione on e off line. Questo consentirebbe di conquistare anche il pubblico degli appassionati di fotografia e in ogni caso di tutti quei clienti che desiderano sentirsi protagonisti di un progetto globale – aspetto molto apprezzato in epoca social – per la tutela dell’ambiente. Altro tema caldo che sempre di più premierà le aziende concretamente attive e propositive.