Il confine tra opera d’arte e cibo di alta ristorazione si assottiglia sempre di più: come lasciarsi ispirare da pasticcieri…

Il confine tra opera d’arte e cibo di alta ristorazione si assottiglia sempre di più: come lasciarsi ispirare da pasticcieri in mostra e torte-capolavoro.

Probabilmente sulla faccia del pianeta non è rimasto un solo individuo disposto a negare che l’enogastronomia sia un’arte. Trasmissioni televisive, chef stellati, manuali, corsi di cucina tra i più svariati fino alle ultime esposizioni universali hanno convinto persino i più scettici che c’è arte nella scelta degli ingredienti e degli aromi; arte nell’abilità di miscelarli; arte nella capacità di accomodarli sulle stoviglie declinate nei colori e nei materiali che più li valorizzano.

Ma non basta. Il potere ispiratore del cibo può andare ben oltre. Lasciando per una volta da parte la sterminata produzione a soggetto food degli instagramers e addentrandosi nei meandri delle espressioni artistiche di stampo accademico, si scopre che l’attività culinaria può essere musa delle tecniche più diverse e che vari – anche se più complessi di un mero scatto fotografico da cellulare – possono essere i linguaggi con cui celebrare il lavoro di cuochi e pasticceri all’opera nel nostro locale.

 

 

Noto negli Stati Uniti – sua terra d’origine – come il Walt Whitman della gastronomia, Wayne Thiebaud sta conquistando l’Europa con una mostra che ospita nel museo olandese di Wassenaar i suoi soggetti preferiti: torte e dolciumi di varia natura, riprodotti in tinte pastello, disposti a schiera oppure pronti per la vetrina. Di lui sono anche noti i coni gelato, le mele caramellate, i pasticcini sulle alzatine in bella vista per il buffet, che compongono le oltre 80 opere invece in mostra alla Morgan Library & Museum di New York. Prossimo al compimento del secolo di vita (è nato in Arizona nel 1920), Thiebaud partecipa ancora attivamente all’inaugurazione delle sue mostre, raccontando che il motivo per cui ha scelto l’arte culinaria è dettato unicamente dal fatto che gli restituiscano delle emozioni. “Mi piacciono per i loro colori, per il fatto che sono oggetti semplici, che fanno parte della quotidianità”, un’inclinazione senza dubbio indotta dal suo trascorso di grafico, illustratore nonché pubblicitario.

 

Arte culinaria, ma con la "A" maiuscola: come sfruttare il potere ispiratore del cibo

L’universo edibile e l’arte culinaria sono fonti di ispirazione per Carl Warner, fotografo e regista pubblicitario britannico nato nei primi anni Sessanta, cui si devono fiabeschi scenari creati con verdure, formaggi, carni e prodotti della panificazione o della pasticceria. Il mondo dell’arte li ha denominati “foodscape”, mentre quello della pubblicità li ha qualche volta adottati come mezzo diespressione in modalità video.

Per realizzarli Warner si basa su paesaggi spesso realmente osservati, riprodotti a matita sul proprio personale taccuino e quindi consultati per le ricostruzioni in studio e le riprese fotografiche con banco ottico. Una volta immortalato il set, gli alimenti utilizzati vengono consumati dallo staff oppure donati in beneficenza. L’aspetto che aggiunge interesse al progetto dei foodscapes – nato alla fine degli anni Novanta – è l’utilizzo a scopo didattico. I paesaggi a base di cibi vengono infatti riprodotti nelle scuole e utilizzati per rendere più divertenti e interattive le lezioni di educazione alimentare.

Caitlin Freeman, infine, è invece un’artista della pasticceria che non utilizza la materia edibile per fare arte, ma l’arte per caratterizzare la materia edibile. A portarla alla ribalta è stata la Mondriaan Cake, torta da servire rigorosamente in tranci che, una volta affettata, riproduce nelle diverse porzioni le campiture quadrettate in rosso, blu e giallo per cui l’artista olandese è noto in tutto il mondo. Autodidatta, Freeman sostiene di trovare spesso ispirazione passeggiando nelle mostre che espongono i quadri di Thiebaud. Il cerchio torna così a chiudersi sul più agée dei tre artisti, dai quali si può attingere un po’ di bellezza artistica e anche qualche buona idea per celebrare le abilità dei professionisti della nostra cucina e della nostra pasticceria.

 

Arte culinaria, ma con la "A" maiuscola: come sfruttare il potere ispiratore del cibo

 

Certo i casi riportati prevedono una dose non usuale di estro e abilità da parte degli esecutori, ma il fatto che queste opere non siano replicabili da chiunque non significa che non possano fungere da ispirazione per accrescere la visibilità di piatti e buffet. Dopo tutto, è proprio l’estro creativo ispirato dal cibo che ha portato a fare di una eccellenza gastronomica italiana un intero concept, l’ Etruscan Chocohotel di Perugia. Vale la pena dare un’occhiata, è davvero una bella idea!

5 modi per farsi ispirare dall’arte culinaria

Elenchiamo qui di seguito 5 spunti per dare sfogo all’arte culinaria, ovviamente incrementabili utilizzando la propria personale creatività:

  1. Esposizione nella sala di sfondi grafici in stile Thiebaud per replicare le composizioni su banconi e tavoli da buffet, fotografabili – perché no? – con il cellulare.
  2. Creazione di allestimenti che traggono ispirazione dalle opere pittoriche e fotografiche dei suddetti artisti.
  3. Organizzazione di laboratori artistici – con l’impiego di materiali edibili – per bambini, in collaborazione con gli chef della struttura, che traggano spunto dalle Mondriaan Cake di Freeman.
  4. Organizzazione di workshop di pasticceria ispirati ai quadri di artisti di fama internazionale oppure locale.
  5. Rielaborazione grafica dei menù secondo i diversi stili suggeriti dagli artisti.

In fondo nulla di nuovo. La gastronomia, scriveva infatti Brillat-Savarin nella sua Fisiologia del Gusto, deve anche considerare il proprio effetto sul “morale dell’uomo, sulla sua immaginazione, sul suo spirito e le sue percezioni, sia ch’egli sia sveglio, sia che dorma, che operi o che riposi”. Quindi, buon lavoro!