Che cos’è l’intuitive Eating? Tra i trend più interessanti in crescita nel 2018 per il food, c’è senz’altro la “moda”…

Che cos’è l’intuitive Eating?

Tra i trend più interessanti in crescita nel 2018 per il food, c’è senz’altro la “moda” dell’intuitive eating, una sorta di filosofia per cui la dieta da seguire non è regolata da aspettative o canoni sociali e di bellezza, quanto dalla capacità di interpretare i segnali del proprio corpo relativamente al senso della fame.

È una visione del cibo completamente diversa da quella cui siamo abituati, perché, prima di tutto, si tratta di stabilire ciò che è sano per il corpo e ciò che invece non lo è, con l’obiettivo di raggiungere un equilibrio fisico (e mentale) che passa dalle abitudini alimentari. L’alimentazione intuitiva è un modo per far pace col proprio corpo, accettando non solo la sua forma, ma principalmente i suoi bisogni: ignorarlo fa male all’organismo, fa male ancor di più alla psiche.

Questo programma “rivoluzionario” (che negli States è stato introdotto ufficialmente una ventina di anni fa) si inserisce perfettamente nell’ondata di trend legati al cibo in cui l’attenzione, dal gusto, si è spostata sulle proprietà intrinseche degli alimenti. L’intuitive eating sembra abbracciare queste filosofie in una cornice più grande, costituita, su tutto, dall’accettazione.

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I dieci principi di applicazione dell’Intuitive Eating

  1. Sbarazzati della mentalità “DIETA AD OGNI COSTO” che ti propinano i giornali.
    Che vogliate accogliere o meno la filosofia dell’alimentazione intuitiva, liberarsi della mentalità “a dieta per forza” è un passo di partenza importante. Quindi sono bandite diete spicciole pubblicizzate a caratteri cubitali sulle pagine dei magazine scandalistici; basta “perdi peso in 3 giorni” e promesse farlocche simili; basta con gli stravolgimenti delle proprie abitudini alimentari (spesso disastrosi)…Vietato crederci, leggerne e assecondarle!
  2. Rispetta il tuo senso di fame.
    Lo stimolo della fame è un segnale del corpo per comunicare il suo bisogno di energia. Ascoltarlo per immagazzinare le quantità necessarie di carboidrati o zuccheri per affrontare la giornata significa rispettare l’organismo. Ignorare il senso di fame quando si presenta è controproducente anche perché si ripresenterà, dopo poco, più forte di prima, aumentando così il rischio di mangiare troppo.
  3. Fai pace con il cibo.
    L’alimentazione intuitiva incoraggia l’accettazione di sé, per questo una sua componente importante è la fermezza nel non imporsi alcuna limitazione nella scelta dei pasti. Non significa mangiare tutto quello che si vuole, ma semplicemente smetterla di privarsi deliberatamente di certi tipi di cibi perché calorici. Di nuovo, questo atteggiamento nel lungo termine rende l’organismo debole, anche dal punto di vista psicologico, e favorisce un incremento di “strappi alla regola” fuori controllo.
  4. Ripeti a te stesso che ogni cibo è buono per il tuo organismo (ma senza esagerare).
    Il senso di colpa post-torta al cioccolato è un incubo? È appagante mangiare un’insalata al volo in pausa pranzo, con dieci ore di lavoro al giorno? Se ti rivedi in questi comportamenti, l’intuitive eating potrebbe aiutarti a smettere con questo training autogeno inconcludente e malsano. Ogni cibo che desideri è buono per il tuo organismo. Attenzione! L’intuitive eating non vuole esortare a consumare kg di patatine fritte a pasto, ovvio…
  5. Impara a riconoscere quando sei sazio.
  6. Goditi ogni pasto.
  7. Accetta la forma del tuo corpo.
    L’intuitive eating, promuovendo uno stile di vita assolutamente personalizzato e variabile di persona in persona, fa del suo punto forte proprio questo: l’obiettivo di esaltare ogni individualità, psicologicamente e fisicamente, tramite le scelte relative al proprio regime alimentare. Accettare il proprio modo di mangiare, coltivarlo, educarlo, è un modo per disciplinare e accettare di buon grado il proprio corpo.
  8. Non cercare conforto dal cibo… cerca l’energia!
  9. Fai esercizio fisico quotidianamente.
  10. Se non ti fidi di te, chiedi solo a nutrizionisti e dietologi specializzati.