Natale a tavola: come sono cambiate le abitudini degli italiani nella festività più importante dell’anno? Accanto a preparativi inossidabili per…

Natale a tavola: come sono cambiate le abitudini degli italiani nella festività più importante dell’anno?
Accanto a preparativi inossidabili per la Vigilia la cui preparazione è rimasta immutata negli anni (basti pensare all’anguilla o al capitone) vi sono trend in forte ascesa che stanno letteralmente dilagando, soprattutto nel nord Italia.

La tendenza del 2018? L’home chef

La tendenza più in voga per il 2018, per salvare, allo stesso tempo, relax e tradizioni, è affidarsi ai cosiddetti Home Chef. Ovvero cuochi professionisti che si recano direttamente al domicilio del cliente per accontentare anche i palati più esigenti.

La rapida ascesa di richieste in quest’ultimo bimestre, con percentuali che si attestano intorno ad un più 30%, è documentata dall’osservatorio di ProntoPro . E’ il portale specializzato nella ricerca di professionisti dei quali si può aver bisogno in casa ( idraulico, giardiniere, falegname ecc).

La formula prevede un menù concordato in base alle richieste del cliente.  Così ci si può tranquillamente godere le festività in compagnia degli amici, mentre il personal chef si occupa di accontentare i gusti dei suoi commensali.

Diversi sono i dati rilevanti che si evincono dalla ricerca.
In primo luogo riguardo i costi: la cifra media per uno chef a domicilio è di 54 euro ad ospite che determina una spesa di 1080 euro per un cenone con venti persone. Circa il 37,5% in più rispetto ai costi dello scorso anno.
Addirittura per il pranzo di Natale e Capodanno, l’aumento si aggira intorno al 47%.

home chef

Notevoli le differenze tra le varie regioni italiane.
Se a Potenza si spendono 39 euro a persona, a Firenze e Milano si arriva a sfiorare i 70 euro.
Milano, come lo scorso anno, si conferma la città dove maggiormente diffusa è la tendenza di rivolgersi agli chef a domicilio. Insieme a Roma e, a sorpresa, anche a Napoli.

Accanto agli home chef si va progressivamente affermando anche il trend di apprezzamento verso un’altra figura professionale: il sommelier, che vede raddoppiare la richiesta rispetto ai dati del 2017.
Abbinando il cibo al vino, con un servizio di mescita e mise en place, la cifra che si raggiunge si attesta intorno ai 150 euro.

Anche il pranzo di Natale diventa social

In notevole crescita anche coloro che, pur non amando cucinare, non vogliono rinunciare a gusti e sapori tipici della tradizione.
Per questo motivo in costante aumento sono le “scelte social” per il pranzo di Natale o per il cenone della Vigilia. Scelte  che fanno lievitare le richieste per le piattaforme di social eating ed home restaurant.

Significativa, al riguardo, la community Gnammo che vanta numeri da capogiro riguardanti la convivialità. Sono oltre 240mila gli utenti iscritti; 8.345 i cuochi; 20mila gli eventi pubblicati. E non ultimo 2.364 le città coinvolte.

Nell’ultimo periodo, accanto alle cene sociali, è stata sviluppata una sezione relativa all’organizzazione di eventi “on demand” a domicilio.
Si va da servizi di private catering, agli chef a domicilio, fino alle social dinner e alle lezioni di cucina.
Inutile dirlo: le richieste per il periodo di Natale stanno aumentando vorticosamente. Segno evidente che gli italiani amano il buon cibo ma sempre di meno spadellare e cucinare per ore durante le festività.