Italiani popolo di navigatori? Non sempre. E non comunque. Ad esempio, quando si parla dell’utilizzo dei canali web nel settore…

Italiani popolo di navigatori? Non sempre. E non comunque.
Ad esempio, quando si parla dell’utilizzo dei canali web nel settore ristorativo, emergono alcune evidenti resistenze.

Sono raccolte nelle pagine dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo che, a differenza degli anni passati in cui forniva una fotografia sul ricettivo in generale, per il 2016 ha inserito per la prima volta un approfondimento sul settore delle attività ristorative, restituendo una medaglia a doppia faccia del nostro popolo. Un popolo che solo a tratti pare aver voglia di navigare nel grande mare della rete.
Le rilevazioni evidenziano infatti che se, da un lato, i ristoratori fanno uso estensivo degli strumenti web di base per la promozione – tanto che l’88% dispone di un sito Internet e il 65% è presente sui social network -, dall’altro dimostrano una conoscenza molto limitata dei servizi di prenotazione online.

Le prenotazioni intermediate – puntualizzano i curatori dell’Osservatorio – rappresentano attualmente il 17% del totale del mercato della ristorazione, e riguardano il 56% dei locali, ma hanno un’incidenza di fatturato ancora molto contenuta”. Va inoltre sottolineato che sull’83% delle prenotazioni effettuate direttamente dal cliente finale, la rete ha al momento un’incisività decisamente circoscritta. Basti pensare che solo il 3% prenota il posto a tavola via social network e solo il 6% tramite website.
Per quanto riguarda l’utilizzo dei canali web nel settore ristorativo sembrano dunque prevalere tuttora i mezzi classici: il 10% ha infatti conservato l’abitudine di prenotare il tavolo via email e ben il 63% preferisce farlo di persona oppure utilizzando il telefono.

La frequentazione della rete si fa invece più assidua quando entrano in gioco le recensioni. In questo caso il 92% dei ristoratori ammette di essere molto attento alle opinioni del cliente, e di preoccuparsene anche parecchio, al punto che l’86% si dedica con costanza al monitoraggio delle recensioni e il 50% tiene sempre d’occhio i commenti depositati sui profili social del locale.

Se si prende poi in esame la ristorazione quale elemento del viaggio – e quindi come servizio complementare della vacanza – si scopre che il 73% dei turisti non prenota o acquista il posto al ristorante prima della partenza; che il 15% prenota prima ma non su Internet e che pertanto solo il 12% utilizza la rete.L'utilizzo dei canali web nel settore ristorativo
Il trend di utilizzo dei canali web nel settore ristorativo non si discosta molto quando ci si sposta su degustazioni oppure eventi gastronomici, cui solo il 7% degli utenti si registra anticipatamente via web, mentre il 10% lo fa seguendo altri canali e l’83% preferisce scegliere liberamente una volta giunto sul posto. Anche nel caso dei ristoranti, una volta a destinazione, il viaggiatore preferisce procedere alla prenotazione o all’acquisto dei servizi senza passare dal web, che viene invece utilizzato dall’11% degli utenti.

Riassumendo, cosa emerge sull’utilizzo dei canali web nel settore ristorativo?

A quanto pare insomma, il popolo dei gourmet risulta prevalentemente incline a fare websurfing più per postare giudizi e commenti relativi al servizio ricevuto che per fare prenotazioni o acquisti. E non dimostrano al momento maggiore intraprendenza i gestori dei locali, che per la gestione dei processi interni faticano ancora molto – secondo i dati dell’Osservatorio – ad utilizzare appieno i supporti digitali interni offerti dal mercato. Questi ultimi vengono infatti attualmente sfruttati da meno della metà dei locali. E in questo caso chi fa utilizzo dei canali web nel settore ristorativo, è fermo soprattutto ad app e a software per l’allineamento delle comande (25%), al monitoraggio delle prestazioni delle sale (17%) e alla gestione del magazzino (12%).L'utilizzo dei canali web nel settore ristorativo
Anche qui, insomma, c’è ancora ampio margine per la navigazione. E per l’esplorazione di nuovi orizzonti operativi e gestionali.