Una vera mania sta invadendo il mercato: creare nuovi format della ristorazione, start up di nuovi contenitori, ma funzionano davvero…

Una vera mania sta invadendo il mercato: creare nuovi format della ristorazione, start up di nuovi contenitori, ma funzionano davvero o sono solo potenti operazioni di Marketing?

Cosa serve per far funzionare un format della ristorazione?

  • Prodotto e servizio costante
  • Facilità di duplicazione
  • Forza del marchio

Per fare questo serve una idea, un buon piano di marketing, tanta attenzione al prodotto e soprattutto il fattore X: una location che lo faccia esplodere in poco tempo. Esattamente questo: location e tempo sono il fattore X.

Il mercato è saturo di prodotto ed è vero che questi format no chef, dove prendi e porti via o in cui puoi anche consumare in loco (senza servizio di ristorazione), vanno di gran moda. Ma quanti ne esistono sul mercato, quanti clienti devono entrare in una giornata per far si che possano funzionare e duplicarsi, quanti resistono ai primi 18 mesi di attività?

Le evoluzioni dei grandi Format della Ristorazione veloce

Osservando il mercato ci rendiamo conto che da scoprire c’è rimasto ben poco e i grandi marchi ce ne danno la prova convergendo sulle stesse tipologie di prodotto.

Pret a manger, marchio inglese, parte nel 1986 a Londra con punti vendita che si caratterizzano per la freschezza giornaliera del prodotto (tramezzini), ottimo servizio di relazione con il cliente, marchio facile e accattivante e packaging fantastico. Sono passati quasi 30 anni e ora sono dappertutto, anche negli USA, in cui, nelle grandi metropoli, hanno una penetrazione simile a quella di Starbucks, con cui stanno diventando competitor diretti. Vediamo perché. Pret a manger ha cominciato con i tramezzini, poi ha capito che c’erano le possibilità e i consumatori e ha inserito le insalate. Nel frattempo anche Mc Donalds e Starbucks hanno inserito le insalate, così Pret a Manger ha inserito la zona calda (zuppe).

A questo punto la forza del marchio è già così forte e penetrata nella mente del consumatore (obiettivo importante per un brand), che Pret a Manger ha aperto il format al tema del mattino, inserendo nel menù anche la prima colazione, entrando in concorrenza diretta con Starbucks, a sua volta entrato in concorrenza con Mc Donalds, che nel frattempo ha lanciato i Mc Café.

Starbucks ha quindi pensato di evolvere il format e da emblema della caffetteria (in Italia lo raccontiamo come il format più simile al concetto di bar che esista negli Stati Uniti), ha ampliato la sua offerta inserendo una gamma di insalate, zuppe e piatti pronti.

L’Analisi dell’evoluzione

I marchi più forti hanno ben chiaro che il mercato è saturo, per questo motivo, piuttosto che investire nel creare nuovi format per differenziare l’offerta, lo fanno all’interno di quelli già esistenti, sfruttando tutta la forza del marchio. In pratica comunicano questo: “se ti fidi di me per il caffè, per il tramezzino, allora lo puoi fare anche per la zuppa e l’insalata, sono sempre io, il tuo amico”.

Fanno una sorta di brand extension sul prodotto, cercando di far tornare lo stesso cliente più volte in un giorno e per momenti di consumo differenti.

Questo è un segnale commerciale importantissimo, da conservare come linea guida per muoversi sul mercato nei prossimi anni.