Si mangia anche per saziare l’anima. È da questa consapevolezza che nasce il temporary restaurant, tendenza giunta da New York con l’originario…

Si mangia anche per saziare l’anima. È da questa consapevolezza che nasce il temporary restaurant, tendenza giunta da New York con l’originario obiettivo di creare location per la celebrazione delle settimane della moda. D’altronde, quale luogo migliore del ristorante per rendere protagoniste le emozioni?

Far vivere un’esperienza esclusiva non è più l’obiettivo della sola area hospitality (abbiamo già parlato dell’esclusività delle soluzioni ricettive); i format ristorativi odierni, seppur tanto diversi tra loro, si stanno muovendo tutti nella direzione di riscrivere l’esperienza del cliente. La crescente ricerca di emozioni da parte del consumatore ha portato infatti numerose marche a coinvolgere professionisti di design e chef di livello per creare eventi del tutto irripetibili.

Il temporary restaurant di Alessandro Borghese

Girano intorno al concetto di esperienzialità i cosiddetti ristoranti a tempo, realtà che si sta diffondendo anche nel nostro Paese. Alessandro Borghese ha chiamato il proprio “AB – Il Lusso della Semplicità”, approdato il 7 aprile scorso nella sala Biribissi del Casinò di Sanremo. Storica istituzione del luogo, il Casinò è da sempre ritrovo di iniziative culturali e ricreative per i residenti e per moltissimi turisti, dunque ottima location per il temporary restaurant di Borghese, nato con l’intento di valorizzare la tradizione gastronomica ligure proponendo ogni settimana un menù differente – con un focus sui prodotti del territorio.

E quando si parla di Borghese, non può mancare il coinvolgimento mediatico: il Casinò ospita anche la nuova edizione di “Alessandro Borghese Kitchen Sound”, la video-enciclopedia di ricette dello chef ideata e prodotta da AB Normal e Level33. Il programma, in onda su Sky da fine maggio, rivisita quotidianamente i piatti della tradizioni regionali a ritmo di videoclip: la musica arricchisce infatti la ricetta del giorno dello chef, la cui arte unisce un’attenzione meticolosa per la qualità dei prodotti ad una delicata semplicità di preparazione, l’eccellenza alla tradizione.

La lussuosa risposta francese

Questa volta la risposta da Oltralpe è un vero e proprio mostro di eccellenza. Si tratta del temporary restaurant di Alain Ducasse, organizzato direttamente in una suite dell’Hotel De Paris a Monaco. Un lusso per pochi (la tariffa per due persone è di 4.500 € a notte) nonché un’esclusività dall’accento tutto francese, che può contare su due prestigiosi brand: il binomio Dom Pérignon- Alain Ducasse.

L’occasione piuttosto dispendiosa è nata dall’estrosa vena marketing di Richard Geoffroy, noto chef de cave e da molti anni artefice delle sorti del marchio Dom Pérignon. L’idea è stata quella di sublimare l’eccellenza, aggiungendo alla meravigliosa suite un’aurea di ulteriore esclusività. Una location da sogno unita al prestigio del marchio Dom Pérignon e al gusto di un menù servito in suite e studiato personalmente da Alais Ducasse.

Già alla guida del ristorante dell’Hotel De Paris, il maestro francese di alta cucina ha studiato un menù ad hoc per celebrare le bollicine dello champagne – appoggiato da Frank Cerutti (executive chef del ristorante) per la sua realizzazione. Ma solo fino alla fine del mese.

Infatti, questo insolito temporary restaurant chiuderà i battenti il prossimo 31 maggio. Dal mese di giugno, la suite 321 dell’Hotel De Paris verrà gestita dalla Maserati. Sempre per un breve periodo, s’intende.

I vantaggi del temporary restaurant

Cosa spinge un’azienda o uno chef ad organizzare un temporary restaurant? L’obiettivo primario non è di certo il profitto: i costi da sostenere per la gestione (in particolare per la qualità del cibo e del servizio) sono particolarmente elevati, specie se vengono coinvolti i grandi nomi stellati. Il temporary restaurant è invece un’ottima azione per migliorare l’immagine di un brand dal momento che la sua esclusività attira molti curiosi, spinti dal desiderio di non perdere l’evento eccezionale.

Per ottenere questo effetto, però, è fondamentale una cosa: curare l’organizzazione fino all’ultimo dettaglio. Sviste o errori non possono essere recuperati nel breve tempo a disposizione, o più che altro non vengono dimenticate e rischiano di rovinare tutto.