In versione street food oppure low cost: si fanno spazio le formule dedicate a chi vuole gustare il sapore del…

In versione street food oppure low cost: si fanno spazio le formule dedicate a chi vuole gustare il sapore del mare senza bucare il portafoglio. E il mercato le premia.

Si chiama AquAdvantage ed è stato brevettato dall’americana AquaBounty il salmone geneticamente modificato che, lo scorso novembre, ha ricevuto l’approvazione della Food and Drug Administration Usa. Allevato in particolari strutture per ora solo presenti in Canada e a Panama, il “supersalmone” cresce più velocemente (a 18 mesi pesa 3 chili contro gli 1,3 di quello non ogm) e, a detta dei produttori, consente un risparmio del 25% di mangime. Risparmio che, evidentemente, si riflette nelle tasche dei consumatori.

Buone o cattive che siano, iniziative come quella di AquaAdvantage dimostrano quanto per le aziende sia profittevole intercettare la richiesta di pesce: soprattutto in tempi in cui la carne è considerata più pericolosa per la salute. Anche perché la proposta può essere declinata in due format ora in auge: lo street food e il low cost.

Francoforte, Amburgo, Dresda e Dortmund sono solo alcune delle città in cui la catena franchising tedesca Nordsee (cioè “Mare del Nord”) ha aperto nuove filiali lo scorso autunno. Un’avanzata senza esitazioni, considerando che in Germania si contano oltre 300 negozi (in aggiunta ai 34 austriaci).
Su strada Nordsee allestisce teche di esposizione dove ordinare panini in stile fast food: porzioni di merluzzo fritto, panini ripieni di aringa oppure gamberetti o salmone, roll a base di tonno, gamberetti fritti… I prezzi vanno dai 3 euro in su e il format è ottimizzato con il banco vendita di crudo fresco all’interno e la preparazione di pranzi e cene esclusivamente a base di pesce da consumare sul posto.

Oltreoceano invece la catena Red Hook Lobster Pound, dopo aver aperto una manciata di locali senza fronzoli in cui serve roll a base di aragosta, ha lanciato lo street food in furgoni attrezzati per la preparazione e la vendita su strada. I ritmi del business sono di circa 200 roll all’ora, a fronte di uno scontrino di 16 dollari l’uno.

Costano invece 12 dollari la dozzina le ostriche proposte da The Jolly Oyster. Allevate da un coltivatore della costa californiana – che ha messo a punto un sistema di coltivazione a basso impatto e a lungo ha fatto affari solo con i ristoranti – sono ora vendute anche con un camioncino piazzato sulla spiaggia e consumabili su tavolacci in legno allestiti intorno al punto mobile.

Cosa succede in Italia

Il trend inizia a prendere piede anche in Italia. A Milano il Fishbar de Milan, quasi al secondo anno di attività, conta in menu snack a 10 euro (nachos di gamberetti, pesciolini fritti) e burger al polipo, gamberi, salmone e altro con prezzi dai 14 ai 22 euro. Lo stile è all’insegna dell’informalità, nonostante la location nel cuore del capoluogo lombardo.

All’ombra della Madonnina c’è anche Lovster, ristorante che ha nell’astice il punto forte e lo serve in piatti unici con un occhio di riguardo al borsellino. Al vapore o alla brace, in un roll oppure con le linguine, i crostacei hanno un prezzo inferiore ai 30 euro con formule più leggere per il mezzogiorno.

La moda del sushi ha sdoganato il pesce crudo anche in Italia: forse è solo questione di tempo prima che nel Belpaese inizino ad aprire baracchini di street food dove mangiare al volo panini imbottiti di alici o aringhe crude, saporitissimi e salutari, guarniti con insalata o cipolle crude. Nei Paesi Bassi la tradizione ne ha fatto un must fino a pochi anni fa.