Tra i pasti che compongono l’offerta gastronomica di una struttura alberghiera, nell’arco di una giornata, la merenda è sicuramente uno…

Tra i pasti che compongono l’offerta gastronomica di una struttura alberghiera, nell’arco di una giornata, la merenda è sicuramente uno dei più inaspettati e al tempo stesso più apprezzati. Molteplici sono le forme che tale pasto può assumere – tea time, snack, pensione a ¾… – così come gli orari in cui può essere organizzato – solitamente dalle h 14.00/15.00 alle h 17.00/18.00. Inoltre, la caratterizzazione stessa della merenda può variare – si può trattare di un pasto a tema o meno – così come coloro per i quali è pensata.

La merenda piace? Chiedi un feedback ai tuoi ospiti

Qual è il modo più semplice e rapido per sapere se la merenda riscuote il successo sperato? Anzitutto chiedere ai diretti interessati, anche durante il servizio stesso. Naturalmente non con un asettico e banale “tutto bene?”, magari peggio ancora seguito dal micidiale “vero?”, perché la risposta che si otterrà non potrà che confermare tale domanda retorica. Bensì con un interrogativo più autentico come, tra i tanti, “che cosa le piace di più della nostra merenda?” o “che cosa potremmo fare per renderla ancora più speciale?”. In questo caso, i feedback aiuteranno da un lato a mettere in evidenza i propri punti di forza e dall’altro a evidenziare eventuali mancanze, debolezze o comunque fronti di miglioramento.

Il buffet deve essere salutare e nel contempo stuzzicare il palato degli ospiti

Ma che cosa far trovare sul buffet allestito appositamente? Un’offerta tipica e salutare senza dubbio, che va anche comunicata con appositi cartellini: dolci appena sfornati, pane, torte, crostate con marmellate fatte in casa, biscotti, frutta fresca, nel caso di una merenda tradizionale. Specialità a base di pasta, insalate e piatti freddi a turnazione, torte salate, zuppa o minestra del giorno, tramezzini e selezioni di formaggi, salumi e affettati, nel caso di una proposta più da pensione a 3/4 , un mix tra brunch e happy hour.

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Pensione a 3/4: colazione + cena+ spuntino di metà pomeriggio

Pensione a ¾ non è esattamente un modo cool di vendere un trattamento che risulta più diffuso soprattutto negli hotel leisure di montagna, che oltre alla colazione e alla cena prevede uno spuntino di metà pomeriggio. A metà strada tra la mezza pensione e la pensione completa, è un pasto che normalmente resta invariato nel corso della settimana per inserire invece delle aggiunte durante il weekend, di sabato e/o di domenica. A meno che tali giornate non coincidano con quelle di cambio; in questi casi, la merenda diventa spesso una sorta di cocktail di benvenuto. Una piccola variazione sul buffet, nel caso la merenda sia proposta quotidianamente, è comunque fattibile con poco sforzo.

Variazioni sul tema

Altra variazione sul tema può essere quella di organizzare la merenda ogni volta in un punto differente dell’hotel, come ad esempio il bar, la terrazza, la spa, la piscina, il giardino o sulla neve. Oppure quella di tematizzarla con un colore prevalente nei cibi o con un ingrediente ripetuto nelle varie pietanze (potrebbe trattarsi della carota, con zuppa, insalata, torta e succo a base di tale ingrediente).

L’abbinamento con una bibita o una bevanda calda non deve necessariamente essere incluso nel prezzo. Questa proposta gastronomica, infatti,  andrebbe anche intesa come un metodo per aumentare i ricavi stimolando i consumi al bar. Può accadere tuttavia che alcuni ospiti trovino addirittura irritante il fatto di non avere nulla da bere, e anziché apprezzare il pasto gratuito lo considerino un modo per essere addebitati ulteriormente di costi extra. Il rischio è risolvibile offrendo sul buffet una bevanda in caraffa, come del semplice tè o caffè americano, invitando poi i clienti che desiderano qualcosa di diverso a fare le loro ordinazioni.

Il target del buffet pomeridiano è ampio e variegato

I destinatari che maggiormente apprezzano il buffet del pomeriggio sono le famiglie con bambini e gli sportivi di rientro da una giornata all’aria aperta, come bikers, sciatori o escursionisti. Ma anche negli hotel di città l’urban snack riscuote consensi sia con i turisti che ritornano da un tour di shopping o di visite culturali, sia con i viaggiatori business al termine di un corso di formazione o di una serie di incontri di lavoro.

Un tocco local, infine, non guasta mai. Ricordiamoci che la specificità e l’unicità, in un mondo sempre più standardizzato e globalizzato, costituiscono la differenza che il cliente cerca e richiede sempre più spesso.