Avete creato qualche nuovo piatto o cocktail e state cercando il momento migliore per testarlo sul cliente? Bene: fatelo ora…

Avete creato qualche nuovo piatto o cocktail e state cercando il momento migliore per testarlo sul cliente? Bene: fatelo ora o mai più. Almeno per quest’anno.

Complice il relax vacanziero, fra le quattro stagioni possibili, l’estate è risultata quella vincente per lanciare nuovi menù, giudicata ideale dal 42% degli italiani. Il dato proviene dall’ultima ricerca sulle consuetudini enogastronomiche dei nostri connazionali commissionata da Coca-Cola a YouGov, agenzia londinese specializzata in analisi di mercato.

Ma non è questo il solo dato interessante per chi vuole sperimentare e lanciare nuovi menù. E’ ad esempio utile sapere che, per tanto che ci si sforzi a riempire di contenuti e divertimenti il palinsesto dell’ospite, sarà prima di tutto la qualità del cibo e delle bevande a rimanere impressa saldamente nella testa del 30 per cento dei clienti. Il motivo di tanta attenzione pare vada ricercato nelle nuove modalità di fruizione dell’universo edibile indotte dai social media. La spiccata concentrazione su quanto viene messo in tavola sarebbe infatti principalmente dettata dal desiderio di offrire a parenti ed amici consigli utili in materia. Ormai, il pasto consumato al ristorante – sia con la famiglia che con gli amici o i colleghi – è diventato un pretesto per fotografare e condividere l’esperienza sul web. “E ogni esperienza – puntualizza Charles Spence, professore di Psicologia Sperimentale all’Università di Oxford – è associata a una raccomandazione, a un ‘devi’ o ‘non devi provarlo”.

Nulla di più utile per un rapido test sulle nuove creazioni delle vostre brigate di cucina o di sala-bar. Il buzz generato in rete può fornire in brevissimo tempo immediati riscontri sul gradimento dei nuovi sapori, dei colori e dei profumi che avete messo in scena. Abbiate quindi cura di lanciare nuovi menù giovandovi dello strumento ed eventualmente suggerendo appositi hashtag che vi aiutino nelle operazioni di monitoraggio.

Perchè lanciare nuovi menù

L’attuale interesse del pubblico per il prodotto enogastronomico – in tutte le sue numerose sfaccettature – e la rilevanza che il cibo ha assunto sul web vanno sfruttati e cavalcati. I numeri confermano che il settore è non soltanto in salute ma che è finalmente tornato ad espandersi. Confesercenti ha a questo proposito evidenziato come nel 2015 le nuove aperture di ristoranti e bar abbiano abbondantemente sorpassato quelle dei negozi di moda. Se, infatti, per le prime due categorie si sono registrati rispettivamente 8.627 e 7.557 nuovi  esercizi, per i punti vendita di abbigliamento il numero si è fermato a 3.860.

Coldiretti fa poi sapere che nel 2015 la spesa degli italiani per mangiare fuori casa sarebbe aumentata del 28%, raggiungendo i 76 miliardi, cioè oltre un terzo (35%) dell’intero volume dei consumi alimentari.  “Si è tornati a mangiare fuori – commenta Coldiretti – dopo gli anni della crisi, segnati da una storica riduzione, anche se sono cambiate le modalità di consumo”.

Tra queste ultime si è insinuato in maniera decisa lo street food, che avrebbe ormai contagiato 35 milioni di italiani. “La ragione – spiega Coldiretti – è che si tratta di una proposta in grado di conciliare l’esigenza del risparmio alla scoperta del territorio e dei suoi prodotti tipici, oppure alla degustazione  di specialità della tradizione internazionale”.
Che venga consumato per strada, in un ristorante stellato oppure in hotel o al bar,  per il 75% dei consumatori l’elemento discriminante al momento del giudizio finale non sarebbe il luogo e neppure il sapore, ma l’aspetto. L’occhio, insomma, non vuole più ‘anche’ la sua parte ma, a quanto sembra, ‘solo’ la sua parte. Tra i cinque sensi, la vista viene indicata nell’indagine YouGov come quello che dà maggiore piacere.
Anche in questo caso, la comunicazione social gioca probabilmente un ruolo significativo. Oggi il piatto o il bicchiere devono essere soprattutto scenografici, per essere fotografati, postati, condivisi, commentati. E il sapore? Parrebbe sia impattante per un ridotto 39% di connazionali.

Domanda: dovendo includere questi ultimi nel panel degli assaggiatori, su quale sapore puntare per lanciare nuovi menù? Salato, amaro, acido, umami o dolce? Anche su questo la ricerca avrebbe un’indicazione molto netta: su tutti vince l’ultimo, indicato dal 46% del campione, con il restante 54% ripartito fra i quattro rimanenti.

Estate, la stagione ideale per lanciare nuovi menù