Se, come ci insegna la meteorologia, le perturbazioni si muovono da ovest a est, allora possiamo aspettarci che a breve…

Se, come ci insegna la meteorologia, le perturbazioni si muovono da ovest a est, allora possiamo aspettarci che a breve la pioggia di idrosommelier arriverà anche in Italia. Negli States c’è infatti già un fittissimo chiacchiericcio attorno agli assaggiatori di acque minerali e al cosiddetto water tasting.

Il boom degli idrosommelier

Ci sono idrosommelier già in piena ribalta televisiva. Primo fra tutti Martin Riese, il padre del water tasting. Importato a Los Angeles dalla Germania per allietare i palati nordamericani con una carta di ben 43 pagine, è un noto idrosommelier da anni impegnato nella diffusione della cultura dell’acqua. Dopo essere diventato sommelier dell’acqua senza una formazione specifica, Martin non manca di rispondere alle attenzioni dei media d’oltreoceano che gli stanno tributando ampi spazi. Tra questi il Guardian, che gli ha dedicato un servizio in cui lo stesso Riese spiega il senso del proprio mestiere. Tutto questo mentre il ristorante a cui presta consulenza mette in tavola la pregiata Beverly Hills 9OH2O, acqua ‘artigianale’ sgorgata dalla fantasia di Riese che la definisce “disegnata e plasmata per il piacere del gusto”.

 

Ma perché tanta attenzione nei confronti dell’acqua? Laura Rolle, docente di Semiotica della pubblicità presso l’Università di Torino, ha dedicato una parte del suo ultimo libro all’argomento, e risponde che “la crescente sensibilità verso il gusto, e la maggiore attenzione verso le proprietà intrinseche dei cibi, non poteva che arrivare ad investire anche il settore delle acque”. L’interesse per questo alimento, estremamente semplice ma anche indispensabile  alla sopravvivenza umana, è inoltre in perfetta assonanza con i trend di consumo, anche turistico, sempre più orientati al prodotto naturale inteso come non artefatto e manipolato dall’uomo.  “E l’acqua – conferma Rolle – è per eccellenza metafora di purezza, leggerezza e, più genericamente, di naturalità”.

I parametri utilizzati dagli idrosommelier

L’interesse per le eccellenti acque italiane non resta confinato al nord America. Il frutto delle nostre sorgenti piace infatti molto anche ai cinesi che, come si sa, sono grandi consumatori dell’elemento. Al momento vengono in Italia per acquistare acque imbottigliate e portarle nel loro Paese (in particolare nell’area di Pechino, dove alcune fonti sono contaminate dai prodotti liberati dalla grande industria), ma non è da escludere che una volta in Italia possano anch’essi dedicarsi al water tasting. Perché l’acqua, al contrario di quanto si pensi comunemente, non è tutta uguale. Nelle tabelle degli idrosommelier essa assume gradazioni e caratteri tra i più variegati, come si apprende qui sotto.idrosommelier

E anche Laura Rolle, da buona semiologa, non manca di suddividere l’acqua per categorie e sfumature, guardando in questo caso non al sapore ma alle modalità in cui le diverse etichette si pongono sul mercato. Le acque performativescrive nel suo librosi propongono principalmente come elisir. Esse promettono un’azione trasformativa sul soggetto, che attraverso l’acqua può acquisire benefici legati all’estetica (drenaggio, bellezza) o alla salute (digestione, cura dell’osteoporosi ecc.). Le acque autentiche privilegiano nella comunicazione il riferimento a un immaginario evocativo della “naturalità” del prodotto, grazie ai luoghi d’origine – ghiacciai, montagne, sorgenti – che richiamano purezza, freschezza e leggerezza. Le acque distintive puntano invece a creare una differenza significativa con i concorrenti, il più delle volte attraverso una strategia basata sul confronto. L’obiettivo delle acque distintive è affermare la superiorità qualitativa del prodotto. Le acque euforiche, infine, sono così definite perché negano esplicitamente le qualità curative, diventando invece “indice” di uno stile di vita e di un mondo di valori.

tabella idrosommelier

La preziosa linfa degli idrosommelier, insomma, è diventata un prodotto emozionale a tutti gli effetti, sempre più parte di quello stile di vita all’italiana tanto ricercato dagli stranieri che ci fanno visita. Non a caso, Stefano Agostini, presidente ed amministratore delegato del Gruppo Sanpellegrino (Acqua Ufficiale dell’Expo Milano 2015, distribuita in formato ‘special edition’ in 80 Paesi), in una recente intervista a “La Stampa” ha dichiarato: “Siamo percepiti come uno dei grandi ambasciatori del Made in Italy”. E a chi gli ha domandato se non si senta inferiore ai produttori di vini ha replicato: “Non esiste marchio italiano con una capillarità così estesa. I vini sono più segmentati e c’è più concorrenza con altri Paesi”.