I fondi si nutrono di cibo italiano. Sono sempre più numerosi i casi in cui la finanza entra a far…

I fondi si nutrono di cibo italiano. Sono sempre più numerosi i casi in cui la finanza entra a far parte del comparto food & beverage scommettendo sulle grandi catene. Basti dire che nel 2018, secondo quanto dichiara l’ osservatorio Venture Capital Monitor della Liuc, sono state siglate 9 deal di fondi, nell’ambito della ristorazione, contro le 2 del 2017.

Mentre se i nuovi Pil investiranno un 3,5% nel mondo del venture capital ci sarebbe la liquidità necessaria per incrementare gli investimenti anche nel mondo della ristorazione facendo proliferare le start up del settore.

La finanza serve per far crescere piccole e medie imprese del food

La tendenza è quella di un interesse sempre più spiccato per il food, che determina anche una crescita nell’attrazione di capitali. Questi ultimi sono addotti da fondi di venture capital, ma anche da investitori privati tra cui persone fisiche che puntano su piccole realtà imprenditoriali ovvero imprese in fase iniziale.

Quello dell’agroalimentare è un settore fatto ancora da piccole e medie imprese con evidenti limiti da un punto di vista manageriale. La finanza serve per esportare e crescere.

Il foodservice inoltre è un settore la cui crescita è maggiormente prevedibile rispetto ad altri comparti. E per questo diventa una scommessa quasi sempre vincente.

Nel settore del Venture capital sono sempre di più coloro che ricercano marchi emergenti cercando di individuare quello che potrebbe essere il nuovo “Chipotle mexican grill”. In particolare i brand che sono in sintonia con gli interessi dei consumatori, in continua evoluzione e che si avvalgono di nuove tecnologie nei loro modelli di business sono quelli che attraggono maggiormente gli investitori.

Archive ha rilevato il 40% del capitale di Langosteria

E’ quanto accaduto con Archive, società indipendente controllata da Ruffini Partecipazioni Holding che ha rilevato il 40% del capitale di Langosteria Holding a cui fanno capo i ristoranti di Milano Langosteria, Langosteria Bistrot, Langosteria Cafè Milano e lo stagionale Langosteria Paraggi.

La peculiarità di questa holding sono gli investimenti in quote di minoranza in ambito ready to wear, food and beverage e hospitality.

Start up e fondi, un matrimonio felice

Sono quindi in crescita i connubi tra le start up del food e i fondi. Un esempio? I deal di Eat Right una start up che intende dare vita a numerosi punti vendita con prodotti di qualità su cui ha investito Oltre Venture per ottenere il 77% di capitali.

Oppure la start up MiScusi sui cui Milano Investment Partners, sgr partecipata da Angel Capital Management di Angelo Moratti, ha investito 5 milioni di euro con l’intento di mettere a punto una catena di ristoranti interamente dedicati alla pasta.

Senza dimenticare Direttoo una piattaforma online, in cui è entrato a far parte Lventure Group, che consente ai ristoratori di acquistare le materie prime direttamente dai produttori.

Rientra tra le ultime operazioni di questo tipo anche la catena Alice Pizza, il cui controllo ora è a carico di Idea Taste of Italy, un fondo italiano specializzato nel settore agroalimentare.L’obiettivo del fondo è quello di velocizzare il processo di crescita in due step: con aperture dirette e l’ingresso di nuovi canali come centri commerciali, outlet e retail park e con il miglioramento dei processi interni.

Le giuste sinergie facilitano l’ampliamento di maxi poli della ristorazione

Organizzazioni manageriali, sinergie e crescita facilitano l’ampliamento di maxi poli della ristorazione come ad esempio Cigierre su cui ha investito tempo fa il fondo Bc Parteners, che ha aggiunto al proprio portfolio Temakinho. Si tratta di una catena specializzata nella cucina giapponese-brasiliana con ricavi per una ventina di milioni.

Cigierree lo ricordiamo è attiva anche con le insegne Old Wild west, Cantinba Mariuachi,Arabian Kebab, Wiener Haus, Shi’s, America Graffiti e Kukkuma Café.