Il dato che emerge dall’indagine Mercato Italia – Gli italiani e il vino, realizzata da Vinitaly  con l’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine…

Il dato che emerge dall’indagine Mercato Italia – Gli italiani e il vino, realizzata da Vinitaly  con l’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monito e presentata nell’ultima edizione della rassegna, parla di un amore crescente tra gli italiani ed il vino.
Se, a prima vista, l’analisi degli ultimi trend colpisce per la netta ed evidente contrazione si tratta, in realtà di un dato che va interpretato in ogni suo aspetto.

Gli italiani, infatti, bevono circa il 26% in meno rispetto a venti anni fa. La differenza però è che oggi bevono tutti ed in maniera più responsabile, con Baby boomers (55-73 anni, 93%) e millennials (18-38 anni, 84%) che la fanno da padroni.

Produzione in crescita

Il consumo medio è di 2-4 bicchieri a settimana, per un valore complessivo stimato intorno ai
14,3 miliardi di euro ed una percentuale di bevitori intorno all’88%.
Si tratta di numeri che procedono, di pari passo, con la crescita esponenziale della produzione che lo scorso anno ha toccato punte da record e che vede attestarsi l’Italia, per valore dei consumi, al 4° posto dopo USA, Francia e Regno Unito.
Variegata la cartina geografica delle preferenze dei consumatori, da Nord a sud della penisola.

 

Gli italiani e il vino

 

Piace il rosso, ma anche il bianco e lo sparkling

Se il vino rosso resta il protagonista sulle tavole degli italiani, fuori casa le abitudini variano molto in base all’età, al sesso e alle diverse città.

A Napoli, ad esempio, dove il tasso di penetrazione è uguale o leggermente superiore alla media italiana (91% a Napoli contro 88% in Italia) si preferiscono i rossi. Mentre a Roma domina il bianco con una percentuale di sette punti (25% contro 18%) rispetto al dato nazionale.
Milano, invece, predilige lo sparkling.

Il vino questo sconosciuto

Il piacere di consumare un buon bicchiere di vino, per la maggior parte degli italiani, si basa più che su una soddisfazione a livello di gusto che su una conoscenza reale del prodotto, che appare, invece, ancora limitata: solo un quarto degli intervistati, infatti, si è dichiarato consapevole ed in grado di riconoscere ciò che stava bevendo. In questa percentuale sono gli uomini (il 33%) a prevalere contro uno scarno 18% delle donne.

La produzione punta sui vini autoctoni e biologici

Altri aspetti interessanti evidenziati nel report, riguardano le tendenze per il prossimo futuro in termini di produzione.
A prevalere sono, nell’ordine, i vini autoctoni con il 28%, quelli biologici, i vini veneti, piemontesi, toscani, pugliesi e siciliani. Infine, quelli leggeri, facili da bere e da mixare.

Da segnalare, infine, un ulteriore aspetto che conferma il trend del “bere consapevole” in netta crescita in Italia. Un dato che è suffragato da un’analisi di Coldiretti che, da un lato, evidenzia l’aumento delle iscrizioni ai corsi di sommelier, dall’altro il progressivo e costante successo delle enoteche e dell’enoturismo: le mete privilegiate, a questo proposito sono: la Toscana con il Chianti e Siena, seguono, subito dopo il Piemonte con le Langhe e la zona astigiana, infine il Veneto.