Must delle cinque e non solo, con le sue proprietà benefiche il tè è un vero e proprio toccasana per…

Must delle cinque e non solo, con le sue proprietà benefiche il tè è un vero e proprio toccasana per mantenersi in forma. E, per gli esercenti, un business da oltre 250 milioni di euro.

La nota bevanda vittoriana è oramai un’icona gourmet da gustare più volte al giorno. Secondo l’Euromonitor, i consumi di tè in Italia hanno sperimentato una crescita pari al 3%. E, seppure il tè con 10 miliardi di tazze all’anno sia già diventata la bevanda più bevuta al mondo (dopo l’acqua), tali volumi aumenteranno ancora. Almeno fino al 2020.

I dati sui consumi di tè

I trend attuali, fortemente orientati al salutismo e al benessere, giustificano il progressivo abbandono delle bevande energetiche a favore di drink tutt’altro che dannosi per l’organismo. Ma queste novità come si traducono nelle tasche degli albergatori e dei gestori di pubblici esercizi, che fino a qualche mese fa riempivano le proprie sale con brunch e aperitivi?

Beh, chi pensava che il tè fosse un rito superato si sbagliava. La bevanda originariamente protagonista della merenda delle cinque è tornata più forte di prima, evolvendosi e conquistando anche Paesi profondamente legati alla tradizione del caffè. E così, alla vigilia del nuovo millennio, alcuni grandi strutture hanno seguito la tendenza rinnovando il loro concetto di tea time, allontanando il lusso tipico delle sale da tè e optando per uno stile più minimal e accessibile.

La nuova era del tè è iniziata così ed è andata conquistando sopratutto giovani, manager e persino alti nomi della gastronomia mondiale. La stessa ricerca di Euromonitor rivela infatti che la fascia d’età più dedita ai consumi di tè è quella compresa tra i 25 e i 40 anni, oramai abituata alla frenesia lavorativa e in cerca di alternative ad un vero e proprio pasto, ma anche il target più attento alla qualità e alla provenienza dei prodotti consumati nell’arco della giornata.

Gli operatori che hanno deciso di volerlo conquistare, ha già predisposto nei propri locali una carta dei tè. Accanto ai classici Earl Grey e English Breakfast si stanno facendo largo il matcha (un tè verde dalle grandi proprietà benefiche), infusi e tisane rilassanti, energizzanti o depuranti.

Come favorire i consumi di tè

La domanda, dicevamo, è “come può un pubblico esercente sfruttare questo trend?” Innanzitutto occorre sottolineare che, se in generale l’all you can eat stanno andando per la maggiore, le formule ideali per i consumi di tè sono completamente opposte. E’ infatti un momento fatto di bocconi piccoli, sofisticati e soprattutto ben abbinati.

Per albergatori ed esercenti l’opportunità che si apre è quella dell’upselling: è sufficiente creare la giusta combinazione, aggiungere alla tazza di tè qualche biscotto, una fetta di torta o alcuni pasticcini e lo scontrino aumenta.

In alternativa è possibile utilizzare il tè per gli aperitivi, proponendo cocktail, aperitivi e altre bevande fredde innovative. Ne è un esempio l’offerta Whittington, che accanto alle 40 miscele in filtro di carta e alle 18 in foglia intera, ha cavalcato il trend del momento con una sezione dedicata a diciotto insoliti infusi e long drink a base di tè.

Whittington propone anche una gamma completa di materiali di servizio per i locali che, oltre ad agevolare il lavoro del barista, permettono di costruire un’esperienza fortemente riconoscibile e caratterizzata per i propri clienti.

# Case studies

A dettare consigli sulle migliori modalità per i consumi di tè sono le cucine dell’alta ristorazione. Il menù di Piazza Duomo, ristorante stellato di Alba, ci racconta ad esempio che il Tai Mu Long Zhu è un delizioso tè verde (noto anche come “occhi di drago”) che si sposa perfettamente i piatti a base di pesce crudo, il tè verde con alcuni primi piatti, l’English Breakfast con la tagliata di manzo.

Per chi cerca una selezione di tè davvero ampia può visitare la Tea Room di Porta Giustizia, in centro a Siena, nel quale si possono gustare 95 qualità di tè provenienti da tutto il mondo. Tisane e infusi da accompagnare con dolci artigianali e rigorosamente freschi. Luci soffuse e musica soft in sottofondo contribuiscono a creare un’atmosfera in perfetto stile English.

Oltre i confini nazionali invece spiccano big player come il Mandarin Oriental, che a Las Vegas dipinge come “rifugio Zen” il proprio Tea Lounge; non sono da meno il Goring Hotel, a cui è stato riconosciuto il titolo di Top London Afternoon Tea nel 2013, e il Ritz Carlton, che propone un ricco menù di alternative all’insegna del tè.

E se vi capita di andare a New York, c’è un’idea particolarmente gradita ai più piccoli, Alice’s Tea Cup. Si tratta di una tea room ispirata ad Alice nel Paese delle Meraviglie, cartone da sempre collegato al mondo del tè per la simpatica scena del non compleanno durante un tea party.

Ehm… ora vi devo proprio salutare. Sono le 5, è l’ora del tè!