È ormai un trend fortemente diffuso anche in Italia: i consumatori apprezzano e preferiscono i locali che prestano attenzione alla…

È ormai un trend fortemente diffuso anche in Italia: i consumatori apprezzano e preferiscono i locali che prestano attenzione alla sostenibilità dei prodotti trattati, in particolare del caffè, il vero principe di ogni pubblico esercizio.

La FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) ne ha dato conferma in una ricerca pubblicata qualche mese, affermando che l’espresso nel nostro Paese rimane il prodotto più consumato al bar. Nel 2015 i pubblici esercizi hanno infatti venduto 6 miliardi di tazzine per un volume d’affari da circa 6,6 miliardi di euro, con 360.000 occupati di cui due terzi dipendenti.

Di fronte a questa realtà, è chiaro che l’attenzione sul caffè è davvero molto alta. Com’è possibile allora sfruttare questo eterno protagonismo senza trascurare quel pizzico di novità che attrae il consumatore? In termini di marketing, come può il gestore di un bar differenziare la propria offerta per mantenere un vantaggio competitivo sul mercato?

Le azioni da compiere sono sostanzialmente tre:

  1. Decidere la propria politica commerciale basando le scelte su prodotti con caratteristiche vincenti, il tema della sostenibilità e qualità è uno di questi;
  2. Formare in modo adeguato se stesso e il proprio staff per poter raccontare l’offerta, cosa c’è dietro un caffè sostenibile piuttosto che in un cioccolatino, per trasmettere una passione per il prodotto, un attenzione ai dettagli, quello che nel marketing chiamiamo story telling;
  3. Collaborare con aziende che a loro volta credano in una politica di sostenibilità e che possano dare un supporto concreto ai loro clienti (in questo caso i baristi), instaurando un clima di fiducia che contribuisce a rafforzare la filiera e soddisfare il cliente finale.

A tal proposito abbiamo chiesto un parere ad un big player del caffè, Lavazza, azienda torinese con oltre 120 anni di storia, da sempre attentissima alla qualità, alla tradizione che ci racconta il suo progetto ¡Tierra!, una linea di caffè sostenibile che fonda le sue radici nel rispetto del prodotto ma anche delle popolazioni dei Paesi in cui viene coltivato e raccolto, privilegiando il lavoro delle piccole comunità locali. Assume così particolare importanza tutta la catena di valore, che garantisce un posizionamento Premium del prodotto e allo stesso tempo evita l’orribile piaga dello sfruttamento nei Paesi del Terzo Mondo, contribuendo ad un maggiore rispetto del pianeta in un percorso che ha portato alla certificazione Rainforest Alliance di ¡Tierra!.

Ma il caffè sostenibile come può essere tradotto  in un reale valore aggiunto per la proposta di un pubblico esercizio?

Il progetto di Lavazza, caratterizzato da tre blend ¡Tierra!, è un’ottima soluzione per quei locali che vogliono differenziarsi: due miscele provenienti dal Brasile e una dalla Tanzania (una prima miscela dal Brasile 100% Arabica anche in formato per caffè filtro, la seconda sempre dal Brasile con un 70% Arabica che conduce a note in tazza di cioccolato e frutta secca, e infine una miscela proveniente dalla Tanzania 100% Arabica in formato per caffè filtro con note molto più floreali, packaging colorati, un marketing di prodotto e materiali studiato ad hoc) mirano a soddisfare un cliente sempre più attento alla sostenibilità dei prodotti che consuma. Questo è il momento di osare, di proporre al banco più miscele, ad esempio affiancando a quella abituale un caffè sostenibile per poter dare la scelta al cliente e portarlo in termini commerciali ad un aumento medio di scontrino.

Lo stesso vale per i diversi metodi di estrazioni: espresso sempre al primo posto ma anche caffè filtro, servito al tavolo, con un appetizer dolce in abbinamento, e di nuovo lo scontrino medio aumenta. Se il marketing funziona bene, infatti, la varietà dei prodotti deve tendere sempre ad aumentare la possibilità di spesa del cliente finale.

Perché tutto questo è importante?

Oggi il bar è molto di più che un semplice luogo di consumo: è uno spazio dove creare connessioni con gli altri e vivere esperienze, il tutto attraverso l’acquisto di prodotti e servizi che devono vendere emozioni ed esperienze uniche grazie alla loro qualità e alla loro storia. Per questo i clienti sono pronti a riconoscerne il valore aggiunto acquistando più favorevolmente i prodotti che contengono “esperienzialità”.

Siamo governati dai numeri, perciò usiamoli a nostro favore: in un bar medio oltre il 44% delle ordinazioni riguardano il caffè o bevande a base di caffè, ecco perché è un ottimo partner su cui puntare, sia in termini commerciali che di marketing.