Se fino a oggi avete basato la promozione del vostro hotel sui temi della ‘tradizione’ e di quel ‘passato buono’…

Se fino a oggi avete basato la promozione del vostro hotel sui temi della ‘tradizione’ e di quel ‘passato buono’ che richiama sapori, usanze e stili riconducibili ‘alla sana vita di una volta’, il consiglio è – terminate le brochure che avete in magazzino (auspicabilmente poche) – di rivedere titoli, narrazione e immagini.

Vision TTG 2020: l’evoluzione dei comportamenti di consumo

La clientela del prossimo decennio non sarà infatti più disposta a premiare atmosfere e suggestioni bucoliche. L’ospite smetterà di emozionarsi alla vista di algidi mulini o di sconfinati campi di grano pettinati dalla brezza. E il tempo non sarà più quello della nostalgia, ma uno ‘spazio multidimensionale’ dove passato, presente e futuro coesisteranno nel medesimo istante. La Vision TTG 2020 by IEG, preannuncia infatti l’avvento dell’Hypertime.

Il documento, presentato a TTG Travel Experience e curato dalla semiologa Laura Rolle per conto di TTG, è una proiezione in chiave socio-semiotica dell’evoluzione dei comportamenti di consumo, e ci dice che l’era dell’elogio della tradizione, da molti ancora cavalcato, sta per tramontare.

Il nuovo top trend sarà all’insegna di Back to the Future

È dunque necessario rimboccarsi le maniche per provare ad imbastire nuove strategie di prodotto. “Dopo un lungo periodo in cui il valore di riferimento dei consumi è stato l’Autenticità – spiega la semiologa – da qualche tempo percepivamo i segnali di una crisi del modello. Si capiva che qualcosa di nuovo stava per affacciarsi. E infatti la svolta si è verificata. Non solo sono caduti i confini tra reale e virtuale, ma con essi sono caduti anche i limiti tra passato, presente e futuro”.
Non è infatti un caso che il top trend della Vision TTG 2020 sia stato denominato Back to the Future. E poiché per top trend si intende una tendenza ancora solo minimamente visibile, ma pronta a manifestarsi nel giro di un lustro, è interessante capire come affrontarla sotto il profilo del prodotto e della sua comunicazione.

Il Turismo e la nuova idea di tempo

A quanti operano nel settore turistico, il documento segnala infatti che “il turismo sarà chiamato nei prossimi anni a confrontarsi con una nuova idea di tempo. Basti pensare a com’è cambiato nell’ultimo decennio il rapporto tra tempo libero e tempo del lavoro e, con essi, il tempo della vacanza”. Tutti viviamo in effetti quotidianamente un tempo concentrato, in cui accadono contemporaneamente più cose. E le tecnologie ci offrono addirittura la possibilità di moltiplicare questo tempo, consentendoci di stare fisicamente in un luogo – ad esempio sulla spiaggia, o in hotel – e nello stesso istante, virtualmente, in molti altri – ad esempio in una skype call con colleghi dall’altra parte del pianeta, oppure in un tour 3D nell’antica Roma, spostandoci così non solo di luogo ma anche d’epoca.

Questo significa che sempre di più gli esseri umani – e dunque i nostri clienti – apprenderanno nuovi modi di ‘pensarsi nel tempo’. E di affrontare le diverse situazioni spazio-temporali.

Vision TTG 2020

Evoluzione dei consumi, ma anche del pensiero

Sarà una mutazione non solo dei consumi, ma anche del pensiero e della mente. Qualcosa di più articolato e complesso di un banale capriccio del gusto, estesa ad ogni ambito del consumo. “Nell’arte – fa notare la semiologa – tornano ad esempio i ritratti settecenteschi, ma realizzati con materiali riciclati, mentre nelle sfilate di moda i miti classici dialogano con tessuti tecnologici”. Il documento segnala che siamo ben oltre il vintage o il ricordo nostalgico, e ricorda che nel 2020 a Tokyo un nuovo ristorante “proporrà la ritualità giapponese nella preparazione del sushi con personalizzazione del gusto tramite DNA del cliente e con cibo creato da stampanti 3D”.

Nel nuovo turismo giocheranno poi un ruolo importante i mezzi di trasporto, che promettono spostamenti sempre più rapidi comprimendo il tempo e scardinando l’idea tradizionale di un ‘prima’ e un ‘dopo’. E proponendo un ‘presente’ costante, dilatato e amplificato.

“Finto per davvero”: nascono le vacanze che simulano la vita su Marte

In questo scenario entrerà in campo anche il secondo top trend segnalato nella Vision, basato sull’accostamento ossimorico Truly Fake, cioè del ‘finto per davvero’.
“La finzione non è mai stata così reale – prosegue il documento –. E mentre ci stiamo preparando a reali viaggi interplanetari (vedi l’hotel spaziale)  nascono le prime vacanze che invece simulano la vita su Marte”. Una forma di divertimento che potrebbe anche trasformarsi in una nuova modalità di consumo del viaggio. Una modalità Truly Fake, per ‘sperimentare mondi altri’ senza correre alcun rischio.

Tecnologie in primo piano:  le finte finestre si spalancano su finti scenari

“Se la Terra offre spazi più ristretti in cui viaggiare in sicurezza – sostiene la semiologa – la fiction può in effetti aprire le porte a mondi surrogati da scoprire, o addirittura da auto-creare”. In questo caso a trionfare saranno le tecnologie, che ad un hotel inabissato nel cemento di una periferia qualsiasi, potrà concedere il lusso di sfoggiare finte finestre spalancate su finti scenari naturalistici terrestri o extraplanetari. Il tutto, precisa la Vision, con contorno di “effetti immersivi dal forte coinvolgimento sensoriale”.

Lo stesso vale per quei “parchi di divertimento (ma, perché no, anche hotel, n.d.r.) che metteranno in scena mondi immaginari, fantastici o iperreali per amplificare emozioni e sperimentare inedite avventure sensoriali”.

In arrivo città galleggianti, città specchio  e il parco sotterraneo in costruzione a New York

Nel common trend Bubble Habitat – più diffuso dei precedenti in quanto, appunto, già nella fase ‘common’- tutto ciò è in effetti già parzialmente ravvisabile. Qua e là sul pianeta esistono infatti ‘mondi in bolle artificiali’ che hanno trasformato gli aeroporti da luoghi di transito in vere e proprie destinazioni.

Oppure aree condominiali dotate di piscine, palestre, spa e parchi di divertimento potenzialmente in competizione con i villaggi turistici. Si prospettano come competitor dei territori anche le città galleggianti in costruzione in alcuni Paesi, le città-specchio sotterranee come quella di Helsinki. Oppure il parco sotterraneo in costruzione a New York, dove sarà garantito il microclima diurno con tanto di luce solare simulata.

La nuova economia della finzione potrebbe dunque farsi insidiosa per il turismo. E la sfida è ormai aperta. Ma certamente non facile per un settore che – come la Vision stessa rimarca – ha sempre fatto dell’ “autentico” il proprio oggetto di valore.