Spesso succede che, prima di intraprendere un viaggio, ci documentiamo per conoscere i posti che andremo a vedere. Ma può succedere anche…

Spesso succede che, prima di intraprendere un viaggio, ci documentiamo per conoscere i posti che andremo a vedere. Ma può succedere anche il contrario, cioè che siano le parole di un autore a colpirci dritto al cuore e ad accendere in noi la voglia di visitare un luogo.

Qualche tempo fa abbiamo visto come alcuni film abbiano puntato i riflettori su destinazioni turistiche altrimenti meno note. Oggi analizziamo 5 casi in cui sono stati i libri a guidare i flussi turistici verso luoghi raccontati a parole.

“L’ombra del vento” di Carlos Ruis Zafòn

Questa storia, ambientata a Barcellona nel 1945, inizia quando Daniel Sempere visita in compagnia del padre il Cimitero dei Libri Dimenticati. Un misterioso luogo dove i volumi destinati a perdersi nella memoria del tempo riposano su polverosi scaffali, in attesa di un nuovo proprietario. Come impone la tradizione, Daniel adotta un romanzo di Julián Carax, “L’ombra del vento”, e capisce subito di avere tra le mani un compagno speciale. Le strade che percorre durante la storia sono sempre citate dall’autore, tanto da rendere possibile la successiva realizzazione di una guida che segue passo a passo i luoghi di Barcellona descritti nel libro.

“Strade blu” di William Least Heat Moon

Un’autobiografia scritta nel 1978 quando, dopo la separazione dalla moglie, l’autore decide di intraprendere un viaggio negli Stati Uniti seguendo un tragitto particolare. Il libro narra infatti di un percorso lungo le “Blue Highways”, strade secondarie e poco frequentate, di solito disegnate in blu sulle carte stradali americane (a differenza delle strade principali tracciate in rosso). Personalmente apprezzo molto il messaggio dell’autore, credo che abbia colto l’essenza del marketing di destinazione come lo intendo io e come l’ho descritto nel mio ultimo libro, “Il marketing territoriale dell’Italia che non ti aspetti“. Sono i luoghi fuori dalle solite rotte commerciali a descrivere la vera anima di un Paese, anche i turisti lo riconoscono e cominciano a costruire la propria esperienza di viaggio facendosi trasportare dalle abitudini degli abitanti del luogo.

“Canne al vento” di Grazia Deledda

Questo romanzo narra le vicende di una famiglia di origine nobile che vive a Galtellì, villaggio sulla costa tirrenica della Sardegna. Il libro racconta la storia delle sorelle Pintor, cadute in disgrazia, e tocca temi profondi come la fragilità e l’impotenza umana di fronte a un destino segnato. Uomini e donne sono proprio come canne al vento, piegati da una forza soprannaturale che non si può cambiare. L’autrice raffigura case e monumenti in ogni suo particolare, così come il paesaggio ed il territorio circostante. Una Sardegna quasi esotica, un mondo di storie, profumi e luoghi senza tempo, dove le antiche tradizioni di paese raccontate dalla Deledda sono riconoscibili ancora oggi.

“XY” di Sandro Veronesi

A Borgo San Giuda, paese incastonato tra le valli del Trentino, non succede mai niente. Anzi, succede una cosa sola: l’arrivo dei turisti sulla slitta di Beppe Formento. Ma quell’anno la slitta arriva vuota e la piccola comunità viene traumatizzata da una strage incomprensibile che si consuma nei boschi vicini al villaggio. La vicenda diventa sempre più paradossale, fino a quando si scopre che i passeggeri della slitta sono tutti morti, ma per eventi totalmente differenti fra loro: colpi di arma da fuoco, mutilazioni, tagli mortali, soffocamento. L’autore delinea i tratti folli degli abitanti di questo borgo fantastico, impegnati a trovare una spiegazione al Male. XY sono i cromosomi maschili, ma qui rappresentano la contrapposizione tra scienza e religione nella spiegazione di una vicenda misteriosa, che trascina il borgo in un polverone mediatico. E che ha spinto non pochi lettori in Val di Non, a verificare che il paesino fosse davvero immaginario.

“Giro di vento” di Andrea De Carlo

E’ la storia di quattro ragazzi milanesi che si recano nella località umbra di Giro di Vento per un week end, in compagnia dell’agente immobiliare che poi li convincerà a comprare alcune case lì, lontano dalla frenetica routine metropolitana. Ad un certo punto però, il navigatore li abbandona nel bel mezzo di una vegetazione selvaggia, i cellulari non hanno segnale e un violento acquazzone immobilizza l’automobile nel fango. Al gruppo non resta che incamminarsi a piedi verso le uniche luci visibili, che sveleranno una comunità alquanto bizzarra. Qui la natura dell’Umbria fa da cornice all’incontro di due mondi diametralmente opposti: i ragazzi, abituati ai ritmi della vita milanese, e un gruppo che ha già abbandonato la società moderna, nevrotica, tecnologica e materialista.

Quanti sono i book lovers in Italia?

Leggere e viaggiare sono due hobby che spesso sanno incontrarsi. Tuttavia, in Italia quello letterario è senz’altro un turismo di nicchia. Non siamo un popolo di lettori accaniti e il Rapporto Istat sulla produzione e la lettura di libri lo ha largamente confermato. Solo il 13,7% degli italiani sono “lettori forti” (leggono in media un libro al mese), mentre quasi un lettore su due (45,5%) rientra nella categoria dei “lettori deboli”, avendo letto al massimo tre volumi durante lo scorso anno.Il potere delle parole - Quando un libro cambia l'appeal di un territorio

A nostra discolpa possiamo dire però che ci stiamo abituando alle nuove tecnologie: sono circa 4,5 milioni gli italiani che hanno letto o scaricato e-book negli ultimi tre mesi del 2015. E che hanno scelto di visitare un luogo perché ne hanno colto il richiamo tra le pagine di un testo.