I dati Unioncamere-Infocamere raccolti per l’Osservatorio sull’imprenditoria femminile ci raccontano che, di oltre 459mila imprese turistiche attive in Italia, il…

I dati Unioncamere-Infocamere raccolti per l’Osservatorio sull’imprenditoria femminile ci raccontano che, di oltre 459mila imprese turistiche attive in Italia, il 29,7% è gestito da donne. Una quantità superiore alla media della totalità delle imprese italiane, dove le quote rosa si fermano al 21,8%.

Vale dunque la pena spendere qualche parola sugli strumenti agevolati di accesso al credito concessi dallo Stato in caso di leadership femminile, per quelle donne che intendono avviare o consolidare un’attività autonoma, professionale o di impresa.

Agevolazioni per l’imprenditoria femminile

Possono usufruire delle agevolazioni, innanzi tutto, le piccole o medie imprese che rientrano nella definizione di “impresa femminile” di cui alla legge 25 febbraio 1992 n. 215, e cioè quelle in cui:

  • se si tratta di imprese individuali, il titolare è una donna;
  • se si tratta di società di persone, o di cooperative, almeno il 60% dei soci è composto da donne;
  • se si tratta di società di capitali, l’organo amministrativo è composto per almeno un terzo da donne, e almeno i due terzi delle quote sociali appartiene a delle donne.

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Accesso al credito

Fra i vari strumenti dedicati a imprenditrici, lavoratrici autonome e professioniste, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha istituito ad esempio la Sezione Speciale del Fondo centrale di garanzia per le PMI: uno strumento di incentivazione dell’imprenditoria femminile volto ad agevolare l’accesso al credito delle donne attraverso la concessione di una garanzia pubblica.

L’impresa non ottiene in tal caso un contributo in denaro, ma ha la possibilità di ottenere finanziamenti senza garanzie aggiuntive sugli importi garantiti.

La possibilità di accedere agli interventi della Sezione Speciale è stata estesa, dalle imprese femminili, anche alle professioniste iscritte agli ordini professionali e a quelle aderenti alle associazioni professionali iscritte nell’elenco tenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico, senza alcun limite di età.

Altri riconoscimenti per donne in carriera

Esiste poi un piano di interventi a sostegno dell’accesso al credito delle imprese femminili e delle lavoratrici autonome che talune banche ed intermediari finanziari si sono impegnati ad attuare su impulso della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il Protocollo d’Intesa per lo sviluppo e la crescita dell’imprenditorialità e dell’autoimpiego femminili.

Esso prevede:

  • un servizio gratuito, telefonico e su internet, per fornire servizi di consulenza alle imprese femminili;
  • la concessione di finanziamenti a condizioni competitive rispetto alle normali offerte di mercato, sia per sostenere le donne nella fase di creazione di nuove imprese o dell’avvio della professione, sia nella fase di realizzazione di nuovi investimenti, sia per fronteggiare eventuali situazioni di difficoltà nel corso dell’attività di impresa;
  • la possibilità, per le imprenditrici o lavoratrici autonome, di chiedere, per una sola volta, la sospensione del rimborso del finanziamento, fino a 12 mesi e senza garanzie aggiuntive, a fronte di particolari eventi, quali la maternità, una grave malattia dell’imprenditrice o libero professionista, del coniuge o del convivente, o dei figli, anche adottivi, oppure anche nel caso di malattia invalidante dei genitori, parenti o affini che siano conviventi.

Accanto agli strumenti sopra descritti, al fine di incentivare l’imprenditoria femminile sono spesso previsti anche finanziamenti a fondo perduto o tipologie di agevolazioni anche diverse da quelle sopra descritte.

L’invito alle nostre lettrici donne è quello di consultare i bandi che periodicamente vengono pubblicati sul sito della propria regione, o su quello del Ministero dello Sviluppo Economico, per conoscere tutte queste opportunità. Intanto, buon 8 marzo a tutte!