Avete mai pensato di entrare nella storia del cinema? Esistono hotel che lo hanno fatto trasformandosi in cornici di film…

Avete mai pensato di entrare nella storia del cinema? Esistono hotel che lo hanno fatto trasformandosi in cornici di film di imperitura fama. E se in passato tutto questo spesso dipendeva dalla casualità di trovarsi sulla strada di qualche famoso regista o produttore, oggi, con l’aiuto delle Film Commission, è molto più semplice riuscirci o, quanto meno, provarci.

Un po’ per il suo carattere di “non luogo” un po’ per la varietà di ambientazioni che offre, l’albergo costituisce infatti sin dagli esordi del cinema una soluzione scenografica ricorrente nei generi più vari. E se accade che talvolta la produzione opti per ricostruzioni parziali o totali degli ambienti, capita sempre più di frequente che si faccia ricorso a location reali.

I case history del cinema in hotel

Pescando nella memoria, chiunque ricorderà senza troppa fatica il celebre assassinio nella doccia del motel riprodotto da Hitchcock in “Psycho” oppure le inquietanti vedute dello Stanley Hotel proposte da Stephen King in “Shining” (140 camere di lusso, realmente esistenti in Colorado, alle porte del Rocky Mountain National Park).

Esistono però altri casi noti di pellicole – meno cruente ed ugualmente memorabili – che hanno portato il cinema in hotel. Pensiamo ad esempio agli alberghi – moltissimi e sparsi nei più diversi angoli del pianeta – che hanno fatto da contorno alle scorribande spionistiche e galanti dei tanti 007; a quelli scelti per ambientare le sagaci indagini di Agatha Christie oppure per dare spazio ai tormenti di Gustav von Aschenbach, l’interprete de “La morte a Venezia”, alloggiato da Luchino Visconti nello storico Hotel des Bains affacciato sul Lido. E poi c’è l’Hotel degli Orafi, a Firenze, che nel suo sito web non trascura mai di consigliare, con giusto orgoglio, la sua 414 a chi voglia godere della “Camera con vista” immortalata nell’omonimo film di James Ivory, vincitore di tre Premi Oscar, tra cui quello per la miglior scenografia.

Più vicino nel tempo troviamo “The Grand Budapest Hotel”, datato 2014. L’albergo è sede di lavoro del leggendario detective-concierge Monsieur Gustave e del fattorino suo aiutante Zero Moustafa, impegnati nel recupero di un prezioso dipinto rinascimentale oggetto di furto. In questo caso la struttura non è dichiarata con precisione nel romanzo che ha ispirato il film, ma tutto fa supporre che si tratti dello storico Hotel Corinthia di Budapest, in passato Grand Hotel Royal, aperto sul finire dell’800 e scelto nel tempo come sede di soggiorno di numerosi registi nonché – ironia della sorte (e della storia del cinema) – per le prime riprese dei fratelli Lumière fuori Parigi.

Arrivando poi al 2015 è d’obbligo la citazione dell’apprezzatissimo “Youth” di Paolo Sorrentino, girato in due alberghi extra-lusso svizzeri: il Waldhaus Flims Mountain Resort & Spa (la piscina è quella riproposta nelle locandine del film), e lo Schatzalp di Davos, trasformato in hotel superlusso dopo un passato da sanatorio e in questa prima veste citato niente meno che da Thomas Mann ne “La montagna incantata”.

Quest’anno, l’ultima novità per il cinema in hotel giunge da Varese, dove il Grand Hotel Campo dei Fiori è stato scelto da Luca Guadagnino per il remake di “Suspiria”, uscito per la prima volta nel 1977 con la firma di Dario Argento. “L’Hotel – riporta il quotidiano locale La Provincia di Varese – sarà utilizzato per l’allestimento della tenebrosa scuola di danza, edificio intorno a cui ruota tutta la trama del film”. Il set si aprirà ad ottobre al Campo dei Fiori, mentre pare che gli attori alloggeranno al Palace Hotel. “Un cast hollywoodiano – si legge ancora – con attrici del calibro di Dakota Jhonson e Tilda Swinton, che staranno in città per quattro mesi”. Dall’iniziativa il territorio si aspetta naturalmente una ricaduta positiva, non soltanto durante i mesi di lavorazione ma anche dopo, in termini di brand image. Lo stesso vale per la struttura adibita a set, che potrà aggiungere una preziosa medaglia al proprio palmarès. “La Camera di Commercio – riporta ancora il quotidiano locale – ha fornito un supporto logistico e di consulenza paragonabile solo a quello fornito dalla Lombardia Film Commission, che ha proprio lo scopo di promuovere sul territorio lombardo la realizzazione di film, fiction tv, spot pubblicitari, documentari e di ogni altra forma di produzione audiovisiva che ne aumenti la visibilità”.

Come trasformare l’albergo in un set da film

Cosa fare per poter entrare nella rosa delle location suggerite dalle Film Commission ai registi in cerca di ambientazioni alberghiere? Contrariamente a quanto si pensi, portare il cinema in hotel non è affatto complicato. I passi da fare sono pochi e rapidi:

  1. Cercate sul web, aiutandovi con Google, il sito della Film Commission di riferimento per il vostro territorio (digitate ad esempio Piemonte Film Commission, Lombardia Film Commission, ecc.. Il caso sotto riguarda la regione Emilia-Romagna).
  2. Una volta sul sito, cercate la sezione Location.
  3. All’interno di questa sezione si trova normalmente la galleria delle location già accreditate e uno spazio con le istruzioni per proporre la propria candidatura, in cui inserire foto e descrizione della struttura che si intende presentare (può essere anche un b&b, agriturismo, abitazione, bottega o altro).
  4. Una volta comunicati i dati alla Film Commission, questa provvederà ad includerli nell’archivio delle location disponibili. Talvolta foto e informazioni si possono caricare autonomamente, direttamente sul sito.
  5. Potete inoltre inserire la vostra candidatura sul portale ufficiale del Cineturismo (sezione film location- promuovi la tua location), seguendo le stesse procedure.

Una volta fatto questo, non resta che attendere di essere selezionati. Ricordando che il cineturismo non solo è uno strumento utile a far conoscere la struttura o il territorio a un pubblico molto vasto ma può rivelarsi anche un’opportunità di guadagno aggiuntiva. Le case di produzione cinematografica riconoscono infatti una tariffa giornaliera oppure a forfait a seconda della durata dell’impegno degli ambienti. E’, insomma, a tutti gli effetti una delle tanti possibili soluzioni promozionali per il mondo dell’accoglienza, oggetto di una letteratura che va facendosi di anno in anno sempre più ampia ma anche di festival di successo. Creati ad hoc, con tanto di testimonial da premio Oscar e sfilate di star internazionali.

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