L’importante è esserci. Parlo del più importante e prestigioso evento di gastronomia a livello mondiale, il World’s 50 Best Restaurants…

L’importante è esserci. Parlo del più importante e prestigioso evento di gastronomia a livello mondiale, il World’s 50 Best Restaurants 2018 che ha visto in Bilbao la location dove si celebrano i migliori ristoranti e chef al mondo.

In questa cornice fantastica l’Italia con il Bottura Nazionale riconquista la vetta del mondo, per la seconda volta il gradino più alto del podio. Ma ricordiamolo, gli anni passati non sono stati da meno: 2017 secondo posto, 2016 primo e via così, insieme ai fratelli Roca de El Celler de Can Roca che salgono di una posizione, dalla terza alla seconda.

Quel genio di Daniel Humm, invece, dal primo posto passa al quarto, nonostante il suo stile rivoluzionario con Eleven Madison Park, Nomad e Made in Nice funzioni alla grande. Complice probabilmente il periodo di chiusura per la ristrutturazione, per cui lo attendiamo per il prossimo anno.

Alcune importanti novità, Mirazur dello chef Mauro Colagreco che conquista la terza posizione, un bel salto in avanti, ma soprattutto il grandissimo Alain Passard, uno dei miei preferiti in assoluto che dalla dodicesima posizione balza alla ottava con l’Arpège, importantissimo segnale che la Francia sta reagendo ad un lungo periodo di sonno, riscoprendo come tradizione e innovazione possono coesistere in modo armonico.

World's 50 Best Restaurants 2018, io c'ero!

Chissà se questo risveglio metterà fine al dominio incontrastato della Spagna! Al momento pare che non ci siano grandi preoccupazioni, visto il premio come migliore novità e new entry vinto da Oriol Castro con il suo Disfrutar, un concentrato dei tanti anni di esperienza a fianco di Ferran Adrià. La stessa fortuna anche per Andoni, altro allievo di Adrià, che con Mugaritz conserva e conferma la sua nona posizione.

Il mondo della alta gastronomia si sta spostando alla fine del mondo – parafrasando Luis Sepúlveda -, la vera scoperta sono Mexico, Perù, Brasile. Il Sud America vive una primavera culinaria già cominciata da qualche anno, ma che al World’s 50 Best Restaurants 2018 ha visto la sua consacrazione. Sesto e settimo assoluti il Central e il Maido, entrambi a Lima.

World's 50 Best Restaurants 2018, io c'ero!

La classifica del World’s 50 Best Restaurants 2018

  1. Osteria Francescana, Modena
  2. El Celler de Can Roca, Girona
  3. Mirazur, Menton
  4. Eleven Madison Park, New York
  5. Gaggan, Bangkok
  6. Central, Lima
  7. Maido, Lima
  8. Arpège, Parigi
  9. Mugaritz, San Sebastian
  10. Asador Etxebarri, Atxondo
  11. Quintonil, Città del Messico
  12. Blue Hill at Stone Barns, Tarrytown
  13. Pujol, Città del Messico
  14. Steirereck, Vienna
  15. White Rabbit, Mosca
  16. Piazza Duomo, Alba
  17. Den, Tokyo
  18. Disfrutar, Barcellona
  19. Geranium, Copenhagen
  20. Attica, Melbourne
  21. Alain Ducasse au Plaza Athénée, Parigi
  22. Narisawa, Tokyo
  23. Le Calandre, Rubano
  24. Ultraviolet, Shanghai
  25. Cosme, New York
  26. Le Bernardin, New York
  27. Boragò, Santiago
  28. Odette, Singapore
  29. Alléno Paris at Pavillon Ledoyen, Parigi
  30. D.O.M., San Paulo
  31. Arzak, San Sebastian
  32. Tickets, Barcellona
  33. The Clove Club, Londra
  34. Alinea, Chicago
  35. Maaemo, Oslo
  36. Reale, Castel di Sangro
  37. Restaurant Tim Raue, Berlino
  38. Lyle’s, Londra
  39. Astrid Y Gastón, Lima
  40. Septime, Parigi
  41. Nihonryori Ryugin, Tokyo
  42. The Ledbury, Londra
  43. Azurmendi, Larrabetzu
  44. Mikla, Instanbul
  45. Dinner by Heston Blumenthal, Londra
  46. Saison, San Francisco
  47. Schloss Schauenstein, Fürstenau
  48. Hiša Franko, Kobarid
  49. Nahm, Bangkok
  50. The Test Kitchen, Cape Town

World's 50 Best Restaurants 2018, io c'ero!

Tornando all’Italia, ben quattro i chef nostrani in classifica, ovvero: Niko Romito del Reale, salito dalla 43 alla 36, Massimiliano Alajmo de Le Calandre, che ha scalato ben sei gradini, e Enrico Crippa con il suo Piazza Duomo, saldo nei Top 20 grazie ad un notevole sedicesimo posto. E ovviamente, dulcis in fundo, Massimo Bottura.

Alla fine dei conti, questa è una vittoria che fa bene a tutti. Bottura oltre ad essere un grande chef, è un visionario e ieri sera ha dichiarato che la rivoluzione che può cambiare il mondo parte anche dalla cucina, dalla sostenibilità con cui si consumano le materie prime al rispetto dei prodotti e di come vengono distribuiti. Per la precisione:

“Gli chef nel 2018 hanno a disposizione una gran voce per dimostrare il cambiamento siamo tutti parte della stessa rivoluzione e tutti insieme possiamo essere parte del cambiamento”

Il suo progetto del refettorio ne è la conferma.

Bello esserci stato, grazie Massimo e viva l’Italia.