Il concetto di sicurezza, dopo questi mesi di Coronavirus, con annesso lockdown e riaperture, ha assunto un risvolto importante nel…

Il concetto di sicurezza, dopo questi mesi di Coronavirus, con annesso lockdown e riaperture, ha assunto un risvolto importante nel nostro vivere quotidiano. A maggior ragione in quella che sarà la proposta turistica del futuro.

Comunicare la sicurezza diventa quindi un elemento cardine e prioritario dal quale ripartire per strutturare una strategia di marketing territoriale vincente. Una strategia che non valorizzi un territorio solamente per la sua bellezza, ma che sottolinei anche l’importanza del rispetto dei protocolli e delle procedure da seguire per un alloggio sicuro.

Piccole certezze che possono far preferire una destinazione ad un’altra. A maggior ragione se il tema della sicurezza è comunicato in maniera corretta.

Ne è l’esempio il progetto “Valchiavenna, una valle sicura” attuato dai Consorzi turistici della Valchiavenna e di Madesimo con la regia della Comunità Montana della Valchiavenna. Un’iniziativa che si pone l’obiettivo di preparare le imprese locali (commerciali e turistiche) ad accogliere in piena sicurezza i turisti. L’emergenza sanitaria, che inibirà i lunghi viaggi, diventa quindi un’occasione per fidelizzare i turisti trasformando una stagione in una grande occasione per il futuro.

Di questo abbiamo parlato con Filippo Pighetti, Direttore del Consorzio Turistico della Valchiavenna.

 

Il caso della Valchiavenna

D: “Filippo, parlaci del progetto “Valchiavenna, una valle sicura”.

R: “Il progetto “Valchiavenna, una valle sicura” nasce come esigenza durante il periodo di lockdown. In quella fase complicata abbiamo ovviamente deciso di rimanere al fianco degli operatori del nostro territorio, sviluppando poi un pensiero di più ampie vedute per cercare di comprendere come ripartire. Con tantissime persone uscite da una situazione di paura e smarrimento, la cosa fondamentale era comunicare la fiducia e la messa in sicurezza di un’intera valle. Abbiamo intrapreso un percorso di formazione e informazione. Non solo per le imprese commerciali e turistiche, ma per tutta la popolazione, attraverso la distribuzione di mascherine, brochure e Video Educational nei quali illustravamo le regole da seguire per una nuova socialità sicura. Questo approccio ha destato grande interesse. Tant’è che abbiamo allargato il progetto dai 150 associati iniziali a tutte le associazioni di categoria della comunità montana della Valchiavenna.

 

Comunicare la sicurezza

D: “Come è stata organizzata la ripartenza?”

R: “Durante la seconda fase, quella relativa alla ripartenza, abbiamo attivato un processo di certificazione di messa in sicurezza delle imprese della valle, attraverso alcuni step. Inizialmente attraverso un processo di formazione online, poi con la creazione di una landing page, sul sito della comunità montana, con la lista di tutte di tutti i protocolli da rispettare, per ogni settore merceologico. Infine con la distribuzione di materiali vari (es. cartellonistica), con annesso bollino, da mettere all’esterno della propria attività per certificare la messa in sicurezza del locale. Questo è stato il processo che ci ha portato a comunicare la Valchiavenna come una località sicura.”Bollo Certificazione Valchiavenna

 

D: “Quanto è stato importante comunicare il concetto di sicurezza?”

R: “Comunicare la sicurezza ha significato e significherà comunicare la fiducia e la consapevolezza di gestori, proprietà e personale. A monte vi è tutto il lavoro di formazione elencato in precedenza. Le attività hanno già organizzato la propria ripresa attraverso protocolli, pratiche e procedure. Da questo punto di vista, ci sarà una fase 3 all’interno del nostro progetto, nella quale contatteremo i turisti prima del loro arrivo tramite mail e WhatsApp per informarli del fatto che l’ambiente in cui si recheranno sarà totalmente sicuro e rispettoso delle regole e delle procedure. Inoltre, riceveranno un welcome kit composto da mascherine, gel igienizzante e una brochure con tutte le regole da seguire per un soggiorno sicuro. Dall’altro lato realizzeremo una landing page dove offriremo delle proposte in ambito familiare, rimodellando quindi la nostra offerta sul mercato italiano e di prossimità per cui anche individuale e familiare.”

 

Un’occasione per il futuro

D: “Può essere un’occasione per la Valchiavenna per un progetto a lungo termine, aprendosi a un mercato turistico di prossimità che valorizzi al massimo il territorio?”

R: Questa per noi non deve rappresentare un’opportunità one-shot. Dovremo offrire e presentare il meglio delle nostre proposte di nicchia (es. pacchetti trekking della Via Spluga) che erano molto apprezzate soprattutto dai turisti stranieri. Oltre ad un turismo enogastronomico, con l’obiettivo di fidelizzare quelli che saranno i nostri nuovi turisti.”