Quanto sono importanti le seconde case per l’immagine delle destinazioni turistiche? Quanto è importante trasformare i proprietari di residenze e…

Quanto sono importanti le seconde case per l’immagine delle destinazioni turistiche? Quanto è importante trasformare i proprietari di residenze e appartamenti turistici in imprenditori, anche se non a tempo pieno?

Il fenomeno delle seconde case si è manifestato a partire dagli anni Sessanta, parallelamente al diffondersi di una maggiore ricchezza e all’emergere di nuovi modelli di consumo. Negli anni Settanta ha conosciuto un ulteriore sviluppo soprattutto nelle province turistiche più vicine alle grandi aree metropolitane. La diffusione delle seconde case ha caratterizzato moltissime stazioni turistiche e ha comportato l’utilizzo delle risorse per rafforzare un modello di turismo a bassissimo valore aggiunto, come è appunto quello legato alle seconde case, a discapito di altri interventi sulle strutture ricreative o ricettive in grado di migliorare la competitività di una località. La lottizzazione di molte aree montane e litoranee si è così risolta in un incremento del valore aggiunto dell’edilizia e ha prodotto effetti molto limitati sul turismo. Basterà citare un solo dato: negli anni Settanta e Ottanta l’Emilia-Romagna, che attraversava il momento più felice della sua storia turistica, riuscì a contenere al 18% la percentuale di case non occupate, mentre la Liguria, che in quei decenni conosceva una fase di stagnazione ne aveva il 27%, ponendosi al di sopra della media nazionale.

Casi pratici di valorizzazione dell’offerta turistica con le seconde case

Il pioniere nella valorizzazione dell’offerta turistica con le seconde case è stata sicuramente la Francia, con l’invenzione del marchio di qualità Gîtes de France, che risale al 1951 e che in origine era stato pensato per l’accoglienza nei contesti rurali. Nato come marchio di qualità, già nel 1970 iniziò a fornire servizi di commercializzazione attivando a Isére il primo centro di prenotazione. Il passaggio al web avvenne nel 1998 con l’apertura del sito Gîtes de France.

Oggi Gîtes de France è il quarto marchio francese del settore turistico ed è percepito come un marchio di qualità. La Federazione che lo gestisce può contare su un’équipe nazionale che lavora sul web marketing, un servizio di prenotazione attivo 24 ore su 24 e su una rete di consulenti locali che possono essere contattati personalmente dagli associati. Inoltre organizza corsi di formazione su come gestire chambres d’hôtes o Gîtes rurale.

L’esperienza francese ha rappresentato un importante punto di riferimento per tutte quelle destinazioni che nell’ultimo decennio si sono poste il problema di valorizzare il proprio patrimonio immobiliare. In Trentino ad esempio sono stati costituiti diversi tipi di consorzio (solo privati, solo pubblici o un misto di pubblico e privato) finalizzati a costruire una rete fra i proprietari, stimolare investimenti e occuparsi della promocommercializzazione. Un esempio è il Consorzio Alpe Cimbra finalizzato all‘integrazione degli appartamenti e delle seconde case nell’offerta ricettiva complessiva del territorio e ad un innalzamento del livello qualitativo dell’ospitalità. A tale per i proprietari che aderiscono al progetto vengono immaginati sia percorsi formativi sia l’offerta di servizi di commercializzazione online e in generale il loro inserimento fra gli stakeholder del comparto turistico.

Nel contesto americano spesso questo ruolo è stato assunto da imprese private, anche di grandi dimensioni, come Rockresorts che opera nel segmento delle case di lusso. Negli ultimi anni, poi, si sono aggiunte agenzie on line come Halldis o Airbnb (abbiamo già parlato del fenomeno di Airbnb) operanti in tanti paesi del mondo e coprendo segmenti di mercati diversi.

Altri strumenti per la valorizzazione delle seconde case sono stati adottati in occasione di piani di sviluppo di nuove aree turistiche. In questo caso, infatti, è stato possibile introdurre clausole per gli acquirenti di seconde case, che imponevano l’utilizzo a fini turistici della loro proprietà per diversi mesi l’anno a fronte di una rendita (come il buy to let oppure l’obbligo di affitto temporaneo). Una rassegna di tali strumenti è stata presentata da Emanuela Randon e dalla sottoscritta Patrizia Battilani al Convegno del 25 e 26 febbraio, Territori dell’abusivismo nel mezzogiorno contemporaneo: temi e prospettive d’innovazione progettuale e politica, tenutosi a Napoli.

Nei territori in cui le seconde case sono molto presenti, una loro gestione imprenditoriale – che contribuisca cioè ad innalzare la qualità e la diversificazione dei servizi complessivamente offerti – diventa cruciale. Ma per valorizzare l’offerta turistica occorre trasformare con una molteplicità di strumenti la seconda case in una CASA IMPRENDITORIALE, cioè un luogo di esperienze di impresa.