Settembre è arrivato. Ed è tempo di un piccolo bilancio sul turismo per quella che è stata l’estate più travagliata…

Settembre è arrivato. Ed è tempo di un piccolo bilancio sul turismo per quella che è stata l’estate più travagliata e strana degli ultimi anni.

La situazione

Come già sottolineato varie volte dalle relative associazioni di categoria la situazione è tutt’altro che buona. Gli hotel, le strutture ricettive e i territori (soprattutto le città d’arte) hanno sofferto pesantemente l’assenza di turisti dal resto del mondo. Per questo motivo il bilancio finale non può che essere negativo.

Questo trend era poi stato confermato in precedenza anche da Federalberghi.

Un mese fa circa infatti, avevamo riportato le dichiarazioni del presidente di Federalberghi Bernabò Bocca che aveva sottolineato le grandi difficoltà che stavano vivendo le città d’arte, con occupazioni al 15% e un sold out circoscritto solo in alcune zone d’Italia ed esclusivamente per le settimane di Ferragosto.

Per completare questo tipo di analisi è importante però analizzare le destinazioni scelte dagli italiani e i flussi che si sono caratterizzati in questi mesi.

Viaggi all’estero e spiagge

Il dato che emerge chiaramente, secondo lo studio redatto dall’app finanziaria Revolut, è la percentuale relativa ai viaggi all’estero (-70%). Un numero dettato certamente dalla pandemia mondiale, che ha oggettivamente allontanato i turisti dalle vacanze extra-nazionali.

Un dato che ha “colpito” soprattutto la Spagna, che si è vista superata da Francia, Regno Unito e Svizzera come meta estiva estera preferite dagli italiani. La scelta è stata sicuramente causata dall’innalzamento tempestivo e precoce dei contagi nella penisola iberica.

Il turismo italiano quindi, avendo “scartato” per ovvie ragioni lo spostamento all’estero, ha di gran lunga preferito la vacanza al mare e quindi le spiagge che sono state letteralmente prese d’assalto nel mese d’agosto soprattutto.

Secondo un’indagine CNA Turismo difatti, le spiagge italiane hanno potuto contare su 35 milioni di presenze.

Puglia, Toscana ed Emilia-Romagna tra le regioni più frequentate. Gallipoli, le isole Tremiti e Vieste le località più frequentate. Forte dei Marmi, Isola d’Elba, Viareggio, Rimini, Riccione, Milano Marittima e Cervia alcune delle mete che seguono la classifica con più presenze. Subito dietro, a ridosso, Sardegna, Lazio e Campania.

Un tipo di turismo quindi certamente di prossimità e che ha visto molte persone spostarsi anche solo per un week-end o per un periodo ridotto.

Un’estate di prossimità

In questo senso è cambiata anche la tipologia di vacanza e di soggiorno.

Secondo uno studio eseguito all’app finanziaria Revolut, che ha analizzato le spese dei suoi 400 mila clienti italiani, infatti il soggiorno alberghiero ha fatto registrare il -12%. Di conseguenza invece una crescita degli appartamenti attorno al 33%, tra questi è compreso anche l’utilizzo di Airbnb.

In generale quindi la spesa media dei soggiorni rispetto al 2019 è calata del 23%. L’anno scorso infatti la spesa media per persona si aggirava attorno ai 659€, mentre quest’anno si è abbassata a 536€.

Un declassamento che conferma il trend del viaggio e del week-end di prossimità dove molti turisti hanno scelto soprattutto appartamenti e seconde case in località balneari. Un caso eccezionale è quello di Jesolo dove si è riscontrata una massiccia presenza di turisti stranieri (la maggior parte di lingua tedesca) che ha sfiorato il 50% totale dei villeggianti.

Dati, percentuali e segnali che hanno fatto quantomeno respirare le realtà di prossimità e balneari.

Agosto ha rappresentato un mese di speranzosa ripresa anche se ancora gran parte d’Italia sta soffrendo le conseguenze della pandemia e di ciò che è stato.