Le dichiarazioni sulla situazione turismo rilasciate dal Presidente di Federalberghi Bernabò Bocca e riportate in un recente articolo su La…

Le dichiarazioni sulla situazione turismo rilasciate dal Presidente di Federalberghi Bernabò Bocca e riportate in un recente articolo su La Nazione non sono poi così lontane da quelle rilasciate più di due mesi fa dal Direttore Nazionale di Federalberghi Alessandro Nucara.

“Sulle attività annuali stimiamo la perdita almeno del 70% di fatturato, su quelle stagionali dipende dalle aperture, ma rischiamo il disastro”.

 

Situazione settore turismo

La realtà dei fatti è chiara agli occhi di tutti. Oggi come due mesi fa, le preoccupazioni sono sempre le stesse. La crisi economica portata dalla pandemia da Covid-19 ha avuto un impatto smisuratamente negativo per il settore del turismo.

E se il dato allarmante di Assoturismo, che stima un calo drastico di 260 milioni di presenze turistiche, non fosse abbastanza, bisogna ricordare che la filiera include altri settori. Sì, perché quel famoso 12% di PIL italiano generato dal turismo è strettamente collegato all’indotto generato dallo shopping, dall’enogastronomia, dai trasporti. Senza dimenticare l’intermediazione e ovviamente le strutture ricettive, gli eventi.

Lo scenario, insomma, da cui (ri)partire non è certamente dei più brillanti. Anzi, potrebbe quasi mettere un po’ di paura. Ma non dobbiamo per questo essere sconfortati e rifuggire da ciò che ci contraddistingue a livello mondiale: l’ospitalità.

L’augurio è certamente che il settore del turismo possa riprendere quota e che le attività possano ripartire, con protocolli ben definiti per la sicurezza di staff e ospiti, con direttive specifiche su come comportarsi, su come affrontare la stagione estiva che si avvicina sempre più velocemente.

Turismo: Cosa ci possiamo aspettare?

Secondo i dati del rapporto di aprile 2020 di TradeLab, 7 Italiani su 10 non vorranno di certo rinunciare alle vacanze quest’estate. Purché si viaggi e si soggiorni nelle località turistica scelta in totale sicurezza.

A farla da padrone saranno le proposte turistiche all’insegna del turismo lento, raccolto nell’intimità di paesaggi ameni e naturali, che permettano attività all’aperto e totale relax. Ma soprattutto, che evitino la creazione spontanea di assembramenti di individui.

Sarà l’estate del turismo di prossimità, dove si prediligeranno mete vicine alla zona di residenza, alla riscoperta della bellezza del nostro Paese. Che tutti amano e ammirano e che ogni tanto noi per primi ci troviamo a dare per scontato.

Nonostante le restrizioni, il distanziamento sociale da rispettare, la nuova normalità che ci attende una volta che rimetteremo il piede fuori casa verso la ricostruzione di una quotidianità lontana dal divano, le persone avranno voglia di viaggiare. Anzi, probabilmente proprio a causa dell’isolamento forzoso avranno ancora più voglia di evadere dall’ambiente domestico e tornare ad apprezzare le bellezze intorno a sé.

Ecco quindi che torna il concetto di turismo consapevole. Una filosofia del viaggiare che ha tutte le carte in regola per prendere ancora più piede nel proseguo del 2020. Il concetto di vivere più responsabilmente si farà ancora più strada, anche in vacanza.

Turismo 2020: vacanze Made in Italy

Una cosa è certa: il turismo della prossima metà del 2020 sarà domestico. E la vera sfida è proprio questa: far rinnamorare gli Italiani dell’Italia.

Sfida però non così impossibile. Basti pensare che ben il 70% del patrimonio culturale mondiale è racchiuso nel Belpaese, che sono 55 i beni riconosciuti patrimoni dell’umanità dall’UNESCO. Dalle Dolomiti al Monte Etna, da Venezia e la sua Laguna al centro storico di Firenze, di Napoli, di Siena. Dai monumenti paleocristiani di Ravenna alle aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata.

Dei veri gioielli che bisogna essere capaci di far splendere nuovamente agli occhi di ospiti con nuove esigenze, che già ne respirano il valore ogni giorno. Come? Innanzitutto, con una comunicazione emozionale ed efficace. Ma di questo ne parleremo un’altra volta.

Ripartire sì, ma come?

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