In occasione del World Tourism Day, la giornata istituita dall’UNWTO interamente dedicata a studi, convegni e dibattiti del settore, proviamo a…

In occasione del World Tourism Day, la giornata istituita dall’UNWTO interamente dedicata a studi, convegni e dibattiti del settore, proviamo a fare il punto della situazione riguardo il turismo in Europa: quali sono le performance delle principali destinazioni, fino a questo momento? Hanno disatteso le previsioni di inizio anno o le hanno confermate?

Il momento dei bilanci definitivi si avvicina. Quel che emerge da questa ricapitolazione è che il 2018 sembra promettere più record del 2017.

In Italia sfilza di record, Roma e Napoli oltre le previsioni

Il movimento turistico in Italia, quest’anno, ha conosciuto un momento di rinascita ed incredibile vitalità. Ad aprile le previsioni ENIT avevano dipinto un’immagine positiva per il movimento turistico sia domestico che internazionale per la stagione primaverile, forte della crescita strabiliante del 10% nel dato degli arrivi internazionali (record europeo per il periodo gennaio-ottobre 2017). Se la primavera ha visto salire il potere del brand Italia concludendosi con un aumento delle vendite via tour-operator del 51,7% e registrando record di aumento della spesa media per turista in Campania, Veneto e Lazio, è stata l’estate a confermare la posizione di testa di serie del mercato italiano. Il 74,4% dei tour operator internazionali ha registrato aumenti significativi nelle vendite della destinazione Italia; gli americani, sempre più innamorati, hanno fatto registrare un’impennata di prenotazione voli diretti del 20%; il solo mese di agosto del 2018 ha visto un incremento della domanda del 3,5% rispetto allo stesso mese del 2017. Insomma, l’estate è stata d’oro. Mare, città d’arte e piccoli borghi a trainare quello che potrebbe essere un altro record (erano previste 218,9 milioni di presenze per questa stagione…), a confermare una certa stabilità anche per la stagione autunnale (ENIT ha annotato che il 59% dei tour operator internazionali ha registrato un aumento di prenotazioni, al di sopra della media del resto del mercato-turismo in Europa).

Turismo in Europa

Regina dei record nel mercato interno: Roma. La Città Eterna ha raggiunto il traguardo di 1 milione di arrivi nel mese di agosto (+3,45% rispetto al 2017). La domanda turistica nella capitale è sempre più internazionale e vede crescere significativamente il segmento di viaggiatori cinesi che la prescelgono: da quest’anno, infatti, la Cina entra ufficialmente nella top 10 dei mercati stranieri a Roma più influenti. Al secondo posto, comparati i dati 2017 con quelli disponibili del 2018, Napoli, che in classifica generale si conferma per ora la quarta preferenza per gli arrivi stranieri. La città sta portando avanti una rivoluzione tutta sua: nel bimestre aprile-maggio ha scalzato Roma in termini di booking rate per la prima volta nella storia (88% Napoli, 86% la capitale); nel periodo estivo per le fuoriclasse Capri, Ischia, Sorrento, Amalfi il rate medio registrato è del 93,8%. Infine, Matera: la capitale della cultura 2019, spinta dal successo dell’iniziativa e dal fermento di iniziative culturali, ha potuto competere, con i dovuti accorgimenti del caso, con le vicine destinazioni più popolari, da Puglia a Sicilia.

Il turismo in Europa: Portogallo e Francia al top, Spagna rallenta, Germania in coda

A pochi mesi dalla fine dell’anno è difficile che qualche stato riesca a far meglio del Portogallo. Vincitore, agli “Oscar” del turismo, per le categorie di Best Leading Destination in Europe e Best Tourism Board Policies (tra le altre) – il paese ha visto finora incrementare il revenue legato al settore ospitalità quasi del 20% rispetto al 2017. Uno spunto interessante: la crescita maggiore in termini di domanda straniera viene proprio dall’ex colonia che fece la fortuna del fu Impero portoghese: il Brasile. Dal Sud America sono arrivati il 49% di leisure tourists in più nell’ultimo anno.

Chi invece non sembra passarsela bene, soprattutto tenuti presenti gli standard cui hanno abituato il mercato, sono i cugini spagnoli. Martoriata nell’ultimo quinquennio dall’overcrowding (problema di cui in Italia si fa portavoce Venezia), la Spagna ha conosciuto quest’anno un rallentamento significativo, sia per quanto riguarda il numero degli arrivi che dei pernottamenti. Alcuni adducono tra le motivazioni della decelerazione dello sviluppo la rinascita di altre destinazioni del Mediterraneo come Turchia ed Egitto, che sembrano avere intercettato la domanda destinata agli spagnoli delle Baleari e delle Canarie nei primi quattro mesi dell’anno. La situazione rimane incerta per Barcellona: la crisi della Catalogna aveva portato a preventivare una perdita, nel solo movimento della città, quantificabile in 6 milioni di euro giornalieri.

Turismo in Europa

Per la Francia i dati del 2018 sono tutti estremamente incoraggianti: la crescita della domanda straniera si assesta su un 7% in comparazione al 2017, la contribuzione al GDP totale è aumentata, nel primo semestre dell’anno, di mezzo punto percentuale, anche se i dati sono ancora da aggregare e da inserire nella cornice delle rilevazioni sul turismo in Europa. Informazione interessante: dall’analisi delle preferenze dei visitatori, è emerso che l’Arc de Triomphe è, dall’inizio del 2018, il monumento nazionale più visitato in assoluto (poco più di 7 milioni di visitatori stando agli ultimi dati di settembre).  Sorprendente fino a un certo punto, se si pensa che l’Ile de France ha intercettato 17,1 milioni di arrivi nel primo semestre.

Infine, la Germania: i nostri vicini nei primi mesi del 2018 si erano mantenuti molto cauti sulle previsioni. Si parlava diun incremento negli arrivi previsto intorno al 3-4%. Per ora i trend si confermano quelli dell’anno scorso (che, comunque, è stato un anno da record, visti gli oltre 80 milioni di arrivi), ma a fare la differenza nel turismo tedesco è la strutturazione dell’offerta, ben diversa dalle destinazioni del mediterraneo. Perché? Perché il numero degli hotel in Germania decresce, anziché aumentare, ma l’offerta alternativa di posti letto è massiccia e reale. Probabilmente perché attira maggiormente come luogo in cui soggiornare a lungo, per ragioni legate allo studio e al lavoro: spiegherebbe come mai affitti e accommodation via Air BnB, ad esempio, sembrano conoscere un’espansione più accelerata che altrove nel continente.

Turismo in Europa

 

Dunque, presto sarà il momento di tirare le somme: tra sorprese e riconferme, quest’immagine sul turismo in Europa sembra confermare che, quando si tratta di potere attrattivo per i viaggiatori e dal punto di vista della generazione di revenue, l’offerta del vecchio continente non ha pari.