Aria, acqua, mobilità, rifiuti ed energia. Sono questi i parametri ormai universalmente utilizzati per misurare il grado di sensibilità ambientale…

Aria, acqua, mobilità, rifiuti ed energia. Sono questi i parametri ormai universalmente utilizzati per misurare il grado di sensibilità ambientale dimostrato da territori e aziende, le keywords del turismo ecosostenibile.

Se la vostra struttura si trova in Italia e volete controllare a che punto del percorso si collochi la vostra città, potete trarne un’idea consultando la mappa elaborata per il XXIV Rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente e Ambiente Italia. Ma c’è di più, perché parametrando grosso modo gli stessi indici, la testata internazionale Green Lodging News, specializzata nella comunicazione ed incentivazione di progetti in favore delle imprese del ricettivo orientate all’ecosostenibilità, ha elaborato un articolato Report che attraverso agili grafici restituisce il quadro della situazione mondiale per quanto riguarda le imprese dell’accoglienza.
Suddiviso il globo in tre grandi aree – Americhe, Europa/Medio Oriente/Africa e Asia/Pacifico – il Rapporto illustra come si stiano comportando alberghi urbani, suburbani, resort, b&b, ma anche hotel per la clientela business oppure collocati in aree aeroportuali. Complessivamente sono state analizzate 2.093 strutture disseminate in 46 Paesi. Di queste, il 31% ha rilevato attraverso i questionari raccolti tra i clienti che ormai un’ampia fetta della clientela attribuisce notevole importanza ai comportamenti virtuosi delle strutture in cui soggiornano. Solo l’anno precedente questa componente si fermava al 24%.

Il documento si apre con la criticità più impellente per molte aree del pianeta: il risparmio energetico. Si incomincia con le lampadine, ormai a Led in oltre il 54% delle strutture e diffuse in almeno il 75% degli spazi, per passare ai termostati che regolano la temperatura della camera, digitali nel 75% delle strutture sondaggiate contro il 63% dell’anno precedente. In tutte le aree del pianeta, da parte dell’hôtellerie c’è ormai un assiduo controllo dei consumi energetici, per lo più su base settimanale, mentre questo tipo di monitoraggio avverrebbe attualmente solo nel 55% dei b&b. L’area che più ci riguarda (EMEA: Europe, Middle East e Africa) si dimostra anche particolarmente virtuosa rispetto all’utilizzo di boiler e climatizzatori ad alta efficienza.

Turismo ecosostenibile, il ruolo del green team all'interno dell'albergo

Ancora piuttosto contenuto si rivela invece l’impegno sul fronte delle energie rinnovabili, dove l’area Emea si dimostra nuovamente virtuosa, ma con ampio margine di crescita. In questo ambito ci sono strutture coinvolte nel turismo ecosostenibile che hanno investito sui pannelli solari, oppure sull’installazione di postazioni interne per la ricarica delle auto elettriche destinate ai clienti.

Turismo ecosostenibile, il ruolo del green team all'interno dell'albergo

Altre strutture (29%) hanno incominciato anche a sfruttare roof garden e altre soluzioni verdi non soltanto per contribuire alla pulizia dell’aria ma anche per migliorare l’isolamento termico del fabbricato. A livello globale, l’8% delle imprese alberghiere intervistate ha dichiarato di possedere un roof garden anche per la coltivazione di verdure ed erbe aromatiche poi utilizzate in cucina, l’ideale soluzione per l’accorciamento della filiera e la riduzione delle emissioni nocive legate al trasporto degli alimenti. Un’accortezza particolarmente apprezzata dal target del turismo ecosostenibile. Il 3% sarebbe invece dotato di arnie per l’allevamento delle api e la produzione di miele.

Turismo ecosostenibile, il ruolo del green team all'interno dell'albergo

Sul tema dei rifiuti, ci sono strutture che utilizzano impianti di smaltimento propri per la parte dello scarto alimentare, oppure che donano gli alimenti di eccesso. In quest’ultimo caso l’area più virtuosa è quella asiatica, mentre le Americhe si collocano in ultima postazione.

Turismo ecosostenibile, il ruolo del green team all'interno dell'albergo

Ci sono poi hotel che si aprono al turismo ecosostenibile adottando le bottiglie in vetro oppure in metallo per ridurre l’uso della plastica. Qualche struttura arriva addirittura a gestire piccoli impianti per lo smaltimento del vetro, che viene polverizzato e utilizzato mescolato al cemento per i lavori di restauro o di abbellimento.
Per quanto concerne la biancheria, questa viene in alcuni casi riciclata eliminando le parti consunte e convertendo quelle ancora utilizzabili in oggetti di dimensioni più contenute, ad esempio le lenzuola diventano federe e le spugne di grandi dimensioni vengono trasformate in asciugamani di vario formato.

Il consumo idrico viene regolato molto più che in passato soprattutto nelle camere, dove in area Emea ormai il 77,5% degli hotel risulta dotato di toilettes a basso flusso e il 59% delle strutture, a livello globale, risulta avere docce a getto modulato. Ancora nelle camere, uno spazio sempre maggiore viene riservato ai prodotti detergenti ed estetici eco-friendly, adottati dal 62% delle strutture. L’attenzione è anche molto più alta rispetto ai prodotti per la pulizia degli ambienti, in cui questa volta l’area Emea, con il 48,6% delle strutture che dichiarano di utilizzare oltre il 50% di prodotti green, si colloca sotto la media mondiale ferma al 73,9%.

Turismo ecosostenibile, il ruolo del green team all'interno dell'albergo

Naturalmente, l’insieme di questi sforzi relativi al turismo ecosostenibile dovrebbe essere opportunamente progettato, coordinato e, non ultimo, comunicato. Anche su questo il Report Green Lodging ha tentato una misurazione, deducendo che “troppo spesso gli albergatori sono piuttosto silenti rispetto alle iniziative green adottate”. A livello globale, solo il 47,4% delle strutture dichiara infatti di portare all’attenzione dei media il proprio impegno. La percentuale scende al 38,8% nelle Americhe, mentre sale al 59% in area Emea e al 75% nella zona Asia-Pacifico.

Turismo ecosostenibile, il ruolo del green team all'interno dell'albergo

Affinché questa performance migliori, i curatori dello studio evidenziano la necessità di nominare all’interno della struttura un incaricato (sustainability coordinator) o, meglio ancora e ove possibile, un piccolo staff (green team) che possa coordinare le diverse iniziative e, conoscendone nel dettaglio pregi e vantaggi, metterle debitamente in luce sia nella comunicazione rivolta ai media che in quella per il cliente.

Anche in questo caso la porzione di pianeta che si rivela più attiva è quella Emea, che contro una media globale ferma al 68% si attesta invece all’85,7%.

Turismo ecosostenibile, il ruolo del green team all'interno dell'albergo

Infine, lo studio ricorda che anche gli eventi, soprattutto se aperti alla popolazione locale, possono servire ad incrementare la consapevolezza degli sforzi e degli investimenti effettuati dalla struttura in favore dell’ambiente.
Risultano in tale ambito campioni gli hotel dell’area asiatica, che utilizzano questo tipo di soluzione nell’80% dei casi, contro una media globale del 45,1% e una media Euro-Africana del 52,6%.