La notizia è certa: con 501 voti favorevoli, 51 no e 42 astenuti, il Parlamento europeo, riunito in plenaria a…

La notizia è certa: con 501 voti favorevoli, 51 no e 42 astenuti, il Parlamento europeo, riunito in plenaria a Strasburgo ha dato l’atteso via libera al programma Europa Creativa 2021-2027. “L’obiettivo – rimarcano fonti ufficiali – è sostenere progetti culturali, artistici, creativi, audiovisivi, con valore aggiunto europeo, che possano circolare in più paesi dell’Unione e anche fuori, rafforzando la dimensione economica e la competitività UE”.

Produzione culturale, volano del turismo made in Italy

Buone notizie, dunque, anche per la produzione culturale italiana che rimane un volano potentissimo del turismo nazionale. L’ultima conferma arriva dal Rapporto Annuale Federculture (1), secondo cui il segmento culturale si confermerebbe ancora una volta, sotto il profilo del numero degli arrivi, il maggiore del comparto, con un’incidenza pari al 35,4%.

Turismo culturale

Va poi aggiunto che la sua importanza non è soltanto imputabile alla quantità di viaggiatori che riesce a calamitare, ma anche alla loro capacità di spesa, decisamente superiore alla media. “Il turismo nelle città d’arte – sottolineano i curatori del Rapporto – continua ad essere il più ricco.

La spesa dei viaggiatori è infatti la più alta – ben 15,5 miliardi di euro nel 2017 – e rappresenta oltre il 59 per cento della spesa turistica complessiva, con una crescita dell’11,4 per cento sull’anno precedente”. Tanto per avere un termine di paragone, il turismo balneare, che è la seconda voce in graduatoria, si ferma al 21 per cento.

Italia, primo paese al mondo per influenza culturale

Nel suo ultimo studio di settore (2), la Fondazione Symbola – da anni impegnata a promuovere tradizione, territorio, innovazione tecnologica, ricerca e design -, ha cercato di comprendere perché questo accada. Andando poi ad indagare le aree del territorio più avvantaggiate dalla presenza del turismo culturale.

“Secondo alcune indagini, come quella condotta lo scorso anno dalla rivista US News insieme all’Università della Pennsylvania, l’Italia – sottolineano i curatori dello Studio – risulta essere oggi il primo Paese al mondo per influenza culturale”. Un primato certamente dovuto al patrimonio lasciatoci in eredità. Ma anche alla “capacità di continuare a trasmettere cultura e bellezza attraverso le produzioni contemporanee di design, moda, arte, architettura”. Elementi grazie ai quali il Made in Italy sarebbe oggi, secondo KPMG (una delle quattro più grandi società di revisione aziendale al mondo), il terzo marchio più conosciuto a livello mondiale, dopo Coca Cola e Visa.

Symbola ha poi misurato l’effetto moltiplicatore della cultura sul resto dell’economia, attestandolo a 1,8. “In altri termini – spiegano – per ogni euro prodotto dalla cultura se ne attivano 1,8 in altri settori”. Dunque, i 92 miliardi di ricchezza annualmente generata dal Sistema Produttivo Culturale e Creativo, ne creerebbero altri 163. “Col turismo – sottolinea Symbola – a fare da primo beneficiario”.

Non tutti i territori beneficiano del connubio cultura-turismo

Non tutte le città, i comuni e i territori traggono tuttavia pari vantaggio dal connubio cultura-turismo. Secondo lo Studio, il fenomeno si manterrebbe in linea con la media nazionale nei comuni fino a 2mila abitanti. Per salire invece nelle città sopra i 40mila. E crescere in modo ancora più marcato nei centri con oltre 250mila abitanti. In particolare nelle grandi realtà metropolitane del Paese, dove l’apporto della componente alla spesa turistica attivata dalla filiera oltrepassa il 50%.

Ma quali sono, nel dettaglio, le aree in cui il sistema produttivo culturale e creativo genera una maggiore ricaduta sull’industria dei viaggi? “L’incidenza della cultura sulla spesa turistica complessiva raggiunge il valore più elevato nel Centro Italia”, riferiscono i curatori dello Studio.

Nel cuore della Penisola la percentuale è infatti del 45,2 rispetto al 38,1 per cento della media nazionale. Seguono il Nord-Ovest, anch’esso un poco sopra la media italiana. E quindi il Nord-Est, leggermente sotto e seguito dal Mezzogiorno, area in cui la cultura incide oggi sugli introiti turistici per il 30,6 per cento. Con evidenti potenzialità di crescita.

 

 

La maggior parte degli introiti del comparto turistico  sono appannaggio delle città d’arte

Se poi si desidera comprendere come questa spesa si suddivida in base alle caratteristiche geomorfologiche del territorio, balza immediatamente agli occhi, come prevedibile, che la maggior parte degli introiti sia appannaggio delle città, ovviamente d’arte, dove gli incassi attivati dall’industria culturale arrivano a quota 45,3 per cento. La graduatoria procede con:
– Località montane 38,2%
– Località lacuali 37,7%
– Località religiose 35,3%
– Località collinari 35,1%
– Località termali 31,9%
– Località marine 31,4%

A livello provinciale, le aree privilegiate sono invece quelle di Roma, Milano, Venezia, Torino e Trento.

In ogni caso, da qualunque punto si osservino i dati, risulta ancora una volta evidente quanto la cultura sia parte integrante del nostro sistema turistico.

Le strutture ricettive non possono che prenderne atto. Ma soprattutto farsi esse stesse promotrici della bellezza in cui si trovano ad operare.

Ogni angolo d’Italia sa di poter contare su un atelier artigiano, un designer, un artista o un creativo che può dare forza e carattere alla proposta di soggiorno, rendendola sempre più nuova e sempre più ricca. Contribuendo così a fare del nostro paese una delle mete di viaggio più amate di sempre, e anche la più esplorata sul web. Come dimostrano le recentissime rilevazioni di Google, in cui l’Italia emerge come il primo Paese in cui “il mondo vuole andare in vacanza”. Seguono Spagna, Australia, Grecia e Francia.

(1) XIV Rapporto Annuale Federculture, 2018
(2) Io Sono Cultura – L’Italia della qualità e della bellezza sfida