Provate a digitare sul web turismo creativo. In un attimo compariranno molti siti, alcuni dei quali meritano di essere visitati….

Provate a digitare sul web turismo creativo. In un attimo compariranno molti siti, alcuni dei quali meritano di essere visitati. Ve ne proponiamo qualcuno: Barcelona Creativa, Creative Santa Fe, Turismo Criativo Porto Alegre, Creative France, …

Cos’hanno in comune e quale turismo vi stanno proponendo?

Il turismo creativo è uno strumento per rileggere le risorse del territorio in chiave turistica, utilizzando le risorse, le caratteristiche dei luoghi per proporre esperienze ai visitatori. Il termine è di fatto una contaminazione fra il concetto di industria creativa e quello di turismo.

Anche il termine “industria creativa” è abbastanza recente, risale alla metà degli anni Novanta del Novecento, quando alcune società di consulenza australiane e poi il Ministero inglese della cultura e dei mezzi di comunicazione si posero il problema di trovare una definizione più ampia di cultura che abbracciasse anche l’idea di innovazione. Gli anni successivi vennero spesi a definire una tassonomia precisa che progressivamente incluse oltre a tutte le attività culturali (musica, arti visive, scrittura, living arts, ecc..) anche il marketing, la produzione di software e tanto altro ancora. Dal 2008 l’Unctad (United Nation Conference on Trade And Development) ha aggiunto fra le industrie creative anche i servizi ricreativi.

E’ quindi evidente che non solo il turismo culturale, ma anche le altre esperienze turistiche vadano incluse nelle industrie creative perché come queste ultime hanno la loro origine nella creatività individuale, nelle competenze e nel talento e sono in grado di contribuire alla ricchezza e alla creazione di lavoro attraverso la generazione e lo sfruttamento della proprietà intellettuale.

Greg Richards, uno dei più importanti studiosi di turismo, si è spinto oltre proponendo la definizione di turismo creativo, quel “turismo che offre ai visitatori l’opportunità di sviluppare il loro potenziale creativo attraverso la partecipazione attiva in corsi e esperienze formative, che sono caratteristiche della destinazione turistica in cui si svolgono”.

Il turismo creativo è quindi il risultato dell’interagire di tre elementi: l’attiva partecipazione dei turisti, un’esperienza di apprendimento, il collegamento a qualcosa di caratteristico della destinazione turistica (e alla sua identità).

Le proposte di turismo creativo

I primi casi di turismo creativo si basarono sulla cooperazione diagonale fra il mondo della produzione artistica e quello dell’ospitalità. Prendete ad esempio Santa Fe negli Stati Uniti, che proprio all’immagine di distretto degli artisti ha legato il suo successo turistico. Volendo restare in Italia potremmo citare l’esperienza di Pietrasanta, che pur essendo anche una città balneare, ha dal Cinquecento legato il suo nome alla produzione di opere d’arte e vanta sul suo territorio una densità di gallerie e di laboratori artistici da far invidia ad una grande città.

Successivamente il termine turismo creativo ha abbracciato qualunque esperienza che consentisse un apprendimento al turista sfruttando le caratteristiche dei luoghi. Così sono state inventate proposte di turismo creativo attorno alla produzione di vino oppure all’interno dei parchi naturali.

Ma cosa viene di solito proposto con il brand di turismo creativo? Per rispondere possiamo dare un’occhiata ai siti citati ad inizio pagina. Iniziamo da Santa Fe, che ha un calendario densissimo di attività per tutto l’anno. Ad esempio nella terza settimana di settembre si possono trovare il Wine and Chile Fiesta, workshops di cucina, classi private e di gruppo presso gli atelier dei diversi artisti che vivono a Santa Fe e tanto altro. A Barcellona il turismo creativo è un programma speciale finalizzato ad offrire un nuovo modo di scoprire la città, una nuova generazione di turismo culturale che offre ai viaggiatori la possibilità di conoscere i luoghi, facendo invece che guardando. Così potrete realizzare le vostre scarpe nel laboratorio di un famoso stilista oppure seguire laboratori di artigianato tradizionale o infine immergervi nel mondo della pittura e della scultura.

In conclusione, il concetto di turismo creativo si è rivelato molto utile per costruire nuove esperienze e prodotti attorno alle risorse e alle tipicità dei luoghi. In molti casi ha anche rappresentato un’occasione per avviare una collaborazione duratura fra il settore dell’ospitalità e gli altri rami artistici e produttivi di una destinazione. Ma soprattutto ha consentito di creare un vero e proprio cartellone delle esperienze rivolte al turista.

Non ci resta che augurare: Buone vacanze creative!