La notizia non è forse di comune dominio, ma per gli albergatori può rivelarsi molto interessante. Pare infatti che l’Italia…

La notizia non è forse di comune dominio, ma per gli albergatori può rivelarsi molto interessante. Pare infatti che l’Italia sia la meta preferita dai viaggiatori stranieri big spender, seguita da Francia e Maldive. Lo evidenziano vari studi di settore, avallati dalle analisi sui flussi di domanda provenienti dall’Enit, l’Agenzia Nazionale del Turismo.

Le 4 categorie di big spender in Italia

Le 4 categorie di Big Spender
Le 4 categorie di Big Spender

Ma chi sono questi appassionati del Bel Paese? In prevalenza appartengono a una fascia di età variabile tra i 60 e i 20 anni, raccolta cioè in quella parentesi temporale che i sociologi sezionano in 4 spicchi:

  • i Baby Boomers, nati dal 1946 al 1964;
  • gli appartenenti alla X Generation, nati dal 1965 al 1976;
  • i Millennials, nati dal 1977 al 1993;
  • e infine la Z Generation, comprendente i nati dal 1994.

Bene, tutti questi, e in maniera crescente a mano a mano che ci si avvicina ai nati sul finire del ‘900, si dimostrano cultori del lusso. Cambia però, ed è qui che le cose si complicano, il modo di interpretarlo. Perché se i primi  e i secondi cercano ancora il lusso ‘classico’, quello cioè caratterizzato da privacy e comfort estremi, i secondi e i terzi lo identificano con il privilegio di vivere esperienze speciali, riservate a pochissimi o, meglio ancora, uniche.

Bisogna quindi imparare a conoscerli approfonditamente, perché se è vero che oggi il 45% del mercato turistico up-level è ancora nelle mani dei Baby Boomers, le statistiche avvisano che i Millenials stanno avanzando a larghi passi, piazzandosi al secondo posto per capacità di spesa.

The Sky's the Limit: Marketing Luxury to the New Jet Set
The Sky’s the Limit: Marketing Luxury to the New Jet Set

Essendo appassionati di alta moda, al punto da essere definiti ‘fashionistas’, i Millennials apprezzano proposte di vacanza in cui lo shopping abbia una presenza consistente. E vale un po’ per tutti i mercati, da quelli dell’area americana all’est a noi più vicino, fino ai bacini indiano e cinese. Secondo le ultime stime ILTM (International Luxury Travel Market), i luxury travellers provenienti dalla Cina avrebbero ormai raggiunto la ragguardevole soglia dei 106 milioni. In media questi viaggiatori fanno vacanze di durata variabile tra i 18 e i 22 giorni, dove gli acquisti pesano sulle motivazioni di viaggio per il 52%.

E i nordamericani non sono da meno, anche se uno studio appena pubblicato sulle abitudini di consumo dei big-big spender (The Sky’s the Limit: Marketing Luxury to the New Jet Set) rivela un interesse in significativa crescita per il prodotto termale e per l’experiential travel.

Buone notizie per il settore alberghiero

A livello globale, il numero dei consumatori di beni di lusso è triplicato nel giro di due decenni, raggiungendo quota 380 milioni. La previsione è che entro la fine di questo decennio salgano a 440 milioni, con il 30 per cento del budget disponibile nelle mani dei paesi BRIC.

L’altra bella notizia è che all’interno di questo panorama in espansione continua, gli alberghi risultano essere protagonisti incontrastati della filiera turistica, arrivando attualmente ad accaparrarsi al 17% del budget destinato agli acquisti di lusso.

Nascono di conseguenza nuove professioni. E se per il servizio di medio profilo è cresciuta la richiesta di cuochi, camerieri, addetti alle pulizie e all’accoglienza dei clienti, per il turismo di lusso si rafforza l’esigenza di dotare le strutture di Hospitality Ambassador, che sono veri e propri manager dell’ospitalità a cinque – e più – stelle.