Un’impennata generalizzata delle tariffe hotel. Senza discriminazioni tra Oriente ed Occidente, Nord e Sud, America ed Europa. E’ quanto emerge…

Un’impennata generalizzata delle tariffe hotel.

Senza discriminazioni tra Oriente ed Occidente, Nord e Sud, America ed Europa.

E’ quanto emerge da una dettagliata analisi condotta da American Express Global Business Travel su un campione rappresentativo esteso su scala mondiale.

Nel report ‘Hotel Monitor 2019’ vengono presi in esame i diversi fattori legati alle fluttuazioni del mercato: dalla ripresa economica alla stabilità politica fino alle leggi locali: diversi sono gli elementi che contribuiscono al calcolo finale dei prezzi dell’hotellerie.

Incrociando i vari elementi alla fine l’analisi è questa: mentre in Europa l’incremento previsto si attesterà su una forbice dal 17 al 3%, negli Stati Uniti ed in America Latina gli aumenti saranno più contenuti, data la diversa situazione geopolitica.

Un discorso a parte va fatto, invece, per gli Emirati Arabi, in cui si assisterà, al contrario, ad una controtendenza con l’Oman al -2%, l’Arabia Saudita al -4%, gli Emirati Arabi Uniti al -3% e, addirittura, il Qatar al -13%.

Il decremento è da attribuire sia all’accresciuta instabilità politica che al proliferare delle strutture alberghiere che ha come conseguenza l’inflazione dell’offerta.

Un altro dato importante, connesso all’andamento delle tariffe hotel, è quello relativo ai trasporti, che emerge nel rapporto annuale Global Travel Forecast, a cura di  Global Business Travel Association  prima organizzazione mondiale di viaggi d’affari e meeting e di Carlsonwagonlit, leader globale specializzato nel business travel management.

Il report analizza il generale aumento dei prezzi del petrolio, che, proporzionalmente, fa lievitare anche il costo dei trasporti.

Tariffe hotel: nel 2019 aumenteranno in tutto il mondo

Si evidenzia, inoltre, l’ampliamento della disponibilità di voli aerei, soprattutto a lungo raggio, ed il moltiplicarsi delle rotte fornite dalle compagnie low-cost.

Quest’insieme di fattori alimenta una conseguente domanda di camere, in cui gioca un ruolo importante anche la tecnologia e la personalizzazione dell’esperienza degli ospiti.

Sono in costante crescita, al riguardo, le app che permettono una maggiore autonomia nelle prenotazioni, mantenendo però, allo stesso tempo, il necessario rispetto della policy.

In Italia la resa media di una stanza è la più alta che nel resto d’Europa, con 78,10 euro al giorno ed oltre il 6% in più su base annua. La Francia, che si attesta al secondo posto, è ferma a 72,90 euro.

Nel 2019 gli incrementi più significativi si registreranno a Roma, che vedrà lievitare le tariffe hotel di una percentuale del 2%.

In particolare, nel dettaglio della Capitale, emerge un incremento degli arrivi da attribuire, come di consueto, al turismo straniero: +3,33% di arrivi e +2,88% di presenze.

I Paesi dai quali provengono i maggiori afflussi sono: Stati Uniti, Giappone, Spagna e Germania, con una prevalenza di opzioni per gli hotel di fascia alta (il 40% dei clienti dei 5 stelle sono americani).

Il fenomeno ha determinato un vero e proprio boom degli alberghi di fascia lusso: se nel mese di luglio 2016 a Roma se ne contavano trentasei, oggi sono quarantuno, ed altri otto sono in fase di ultimazione.

Per quanto riguarda, invece, i vertici della classifica degli aumenti a livello europeo, sul podio si attestano Istanbul, Ankara, Parigi e Dublino, rispettivamente con +17%, + 11%, +6% e +7%.