Si è finalmente concluso l’iter amministrativo che ha portato ad un cambio nella modalità di promo-commercializzazione della destinazione turistica dell’Emilia-Romagna. Ora,…

Si è finalmente concluso l’iter amministrativo che ha portato ad un cambio nella modalità di promo-commercializzazione della destinazione turistica dell’Emilia-Romagna. Ora, ha inizio il percorso di attuazione delle strategie finalizzate a promuovere e vendere questo “nuovo prodotto turistico”.

Facciamo un passo indietro: il 25 marzo 2016 la Legge Regionale n.4 in materia di ordinamento turistico regionale – sistema organizzativo e politiche di sostegno alla valorizzazione e promo-commercializzazione turistica, sancisce la fine delle quattro Unioni di Prodotto – attraverso le quali la Regione era promossa e commercializzata a fini turistici – abrogando la Legge n. 7 del 1998 ovvero decreta il superamento di una logica turistica per “tematismi” (Città d’arte, terme e benessere, appennino e verde, costa).

Da quel momento in poi si va a favore di una visione di più ampio respiro mediante prodotti turistici di “area vasta” in grado di contenere e racchiudere più tematismi. Si ragiona per aree geografiche, territori in cui vivere una esperienza turistica a 360 gradi, in cui poter cogliere l’intero sistema di offerta.

Le 4 conseguenze della modifica

La nuova promo-commercializzazione della destinazione turistica "Emilia-Romagna"
I famosi portici di Bologna, capoluogo Emiliano-Romagnolo

1. Si passa dal prodotto turistico alla destinazione turistica e nascono i tre poli omogenei per vocazione: Emilia (Reggio Emilia, Parma e Piacenza), città metropolitana di Bologna e Modena e Romagna (Rimini, Ravenna, Forlì-Cesena e Ferrara). Una riorganizzazione che consente di ridurre i piani di promozione dagli attuali dodici (uno per provincia oltre ai quattro delle Unioni) a tre. Un superamento dei confini amministrativi finalizzato ad aumentare l’efficacia del sistema regionale di promo-commercializzazione della destinazione turistica Emilia-Romagna, valorizzando gli ambiti territoriali con una stessa vocazione turistica.

2. Apt (Agenzia di Promozione Turistica) continuerà a mantenere il suo ruolo, configurandosi come il trait d’union delle Destinazioni con le quali si occuperà di pianificare interventi di promo-commercializzazione della destinazione turistica regionale, oltre ad attuare strategie per l’internazionalizzazione sui mercati europei ed extraeuropei e dedicarsi al coordinamento dell’immagine da veicolare sui diversi canali mediatici.

3. Le Destinazioni, oltre all’azione primaria sul mercato nazionale, si occuperanno della valorizzazione territoriale, anche attraverso la costruzione e la promozione di prodotti innovativi, dei servizi di accoglienza turistica, di animazione e intrattenimento, nonché delle attività di promozione locali.

4. Con le Destinazioni turistiche è nata anche la Cabina di regia regionale per il turismo, che riveste un ruolo fondamentale nelle sue attività di concertazione delle linee strategiche per lo sviluppo delle attività di promo-commercializzazione della destinazione turistica delineate dalla Giunta regionale e che come dice Andrea Corsini, l’Assessore regionale al Turismo (autore della prefazione nel libro di Giacomo Pini), “la Cabina di regia esprime compiutamente quella collaborazione tra soggetti pubblici e privati su cui si fonda la strategia di sviluppo turistico della nostra Regione”.

Obiettivi futuri

La nuova promo-commercializzazione della destinazione turistica "Emilia-Romagna"
I tortelli, uno dei piatti tipici regionali

L’Osservatorio Regionale del Turismo e Unioncamere ha registrato nei primi sei mesi del 2017  un aumento del 7,6% di presenze e dell’8% di arrivi e un superamento del 10% del PIL regionale per l’industria turistica. Numeri importanti ma che, continuando a citare Andrea Corsini, “non bastano, anche perché è nello spirito dei nostri territori anticipare le evoluzioni dei mercati ed essere sempre in prima linea”. Si punta quindi su una Regione che sappia accogliere sempre meglio i turisti, sia in grado di rinnovarsi ed accrescere la propria competitività, di aumentare le sinergie tra pubblico e privato e sia in grado di integrare la filiera turistica con i comparti dei trasporti e della mobilità, dell’agricoltura, della cultura.

Dal punto di vista dell’offerta turistica, oltre al mantenimento dei prodotti consolidati quali il balneare, le città d’arte e cultura, il termale e il benessere, i parchi e l’appennino, c’è l’intenzione di rafforzare una offerta di tipo specialistico e di servizio (quali family, bike, food), proposte connesse ad eventi sportivi e outdoor (quali trekking, nordic walking, mountan bike, ecc), puntare sempre di più sui prodotti di eccellenza (motor valley, food valley, wellness valley) e sui circuiti (come Ceramic Land, i percorsi legati a personaggi famosi, castelli, borghi, cammini), non dimenticando le nuove suggestioni (quali archeologia, cineturismo, shopping, musica, ecc).

Un Focus sulla Destinazione Turistica ‘Romagna’

Con le Province di Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini e i suoi 97 Comuni – 12 dei quali si affacciano sul mare – rappresenta circa il 40% della superficie territoriale dell’Emilia-Romagna e il bacino e l’industria turistica più rilevante dell’Emilia-Romagna.

La nuova promo-commercializzazione della destinazione turistica "Emilia-Romagna"
Cervia, località della Riviera vicino a Milano Marittima

La sua capacità ricettiva registrata nel 2016, tra esercizi alberghieri ed extra-alberghieri, annuali e stagionali, è pari a 6.031 esercizi, circa il 60% del dato complessivo regionale (10.088 esercizi per 464.953 p/letto), di cui 4.318 (con 331.184 p/letto) sono presenti nelle località che si affacciano sul mare, mentre 1.713 (con 33.660 p/letto) sono quelli che si trovano nell’area interna e appenniniche.

Un raffronto tra i dati del 2015 e quelli del 2016 mostra un generale aumento delle strutture ricettive sull’area della costa, nell’ordine di 496 esercizi, mentre nell’area interna gli esercizi ricettivi sono aumentati complessivamente di 86 unità. Ad arricchire le opportunità di promo-commercializzazione della destinazione turistica Romagna vi sono:

  • 12 centri termali;
  • 4 padiglioni fieristici, di cui I.E.G. SPA (ex Rimini Fiera) al secondo posto per fatturato in Italia e al primo posto per numero di eventi;
  • 1 autorità del sistema portuale del mare adriatico centro-settentrionale;
  • 4 Porti regionali e 4 porti comunali;
  • 2 aeroporti (Rimini e Forlì) di cui uno internazionale + 1 (Bologna) internazionale;
  • La nuova promo-commercializzazione della destinazione turistica "Emilia-Romagna"
    Un dettaglio di Mirabilandia, parco divertimenti in provincia di Ravenna

    2.250 tra ristoranti, pizzerie e trattorie, 3.700 pubblici esercizi tra bar, caffetterie, birrerie/pub, enoteche;

  • 145 locali di ritrovo (tra discoteche, dancing e disco-bar);
  • 135 tra cinema e teatri;
  • 60 musei;
  • 1.430 stabilimenti balneari;
  • 15 parchi di divertimento (di cui 6 acquatici che, a regime, impiegano oltre 2.500 addetti e che nel 2016 hanno registrato un’affluenza di oltre 3,6 milioni di visitatori).

Fonte: Linee strategiche programmatiche per lo sviluppo dell’attività di promo-commercializzazione della destinazione turistica Romagna 2018