L’amore per i tantissimi esponenti del mondo animale con cui condividiamo la vita sul pianeta non si esaurisce con la…

L’amore per i tantissimi esponenti del mondo animale con cui condividiamo la vita sul pianeta non si esaurisce con la cura – dovuta, s’intenda bene – per i cosiddetti pet friends. Cani, gatti e altri piccoli animali che frequentano quotidianamente le stanze che abitiamo – incluse quelle degli hotel dove trascorriamo le vacanze – non sono gli unici a necessitare di maggiori attenzioni da parte della specie umana.
Questa è la ragione che ha spinto alcuni alberghi ad andare oltre la semplice accoglienza degli amici a quattro zampe al seguito dei clienti. Si tratta di iniziative che fanno bene agli animali e – perché negarlo? – anche all’immagine della struttura. Se comunicati a dovere, questi progetti concorrono infatti a differenziare il posizionamento dell’hotel, a trasmetterne un’immagine positiva e a confermarne il suo impegno etico e ambientalistico.

Esempi dal mondo: dagli Emirati Arabi agli Stati Uniti, passando dalla Turchia

Lo scorso luglio il Fame Residence Lara Hotel&Spa di Antalya, in Turchia, si è, ad esempio, aggiudicato il TUI Stray Animal Award, vale a dire il premio che il Gruppo TUI assegna agli hotel partner impegnati nella cura dei randagi. Queste strutture devono dimostrare concretamente a una commissione appositamente creata di adoperarsi quotidianamente per nutrire cani e gatti senza dimora, attraverso la collocazione di apposite ‘feeding stations’. Una volta appurato che questo avvenga secondo i criteri igienici necessari, il premio viene assegnato e resta valido per i due anni successivi.

Dallo scorso anno anche l’Abu Dhabi Hotel Fairmont Bab Al Bahr dà il proprio contributo per la nutrizione degli animali di strada. L’idea è dello chef ventisettenne Jamal Al Breiki, che ha aperto una collaborazione con le strutture cittadine impegnate ad accogliere e curare gli animali. Nella capitale degli Emirati Arabi, la quantità di cibo avanzato ogni giorno negli hotel e nei ristoranti è molto elevata e l’idea di Jamal Al Breiki è stata quindi molto apprezzata, al punto che il gruppo emiratino Animal Action punta a coinvolgere a breve il maggior numero di strutture possibile. Si tratta di un lavoro non indifferente, che comporta l’ingaggio di volontari quotidianamente impegnati a recuperare in modo appropriato gli avanzi di cucina. Al Breki puntualizza, infatti, in un’intervista rilasciata a una testata locale che il cibo da destinare agli animali deve “essere ripulito da ossi, salse o altri ingredienti nocivi per gli animali”.

Nello statunitense Inn by the Sea, nei pressi di Portland, gli animali ospitati nei canili vengono invece temporaneamente adottati dall’hotel nella speranza che qualche ospite se ne innamori e dia loro definitivamente una casa. Questo sarebbe avvenuto già in ben 148 casi, il che significa che l’idea funziona. Già all’arrivo, gli ospiti vengono accolti da un receptionist affiancato da un quattro zampe di varia taglia, e poi trovano altri animali in hotel, per iniziare a familiarizzare. Accade talvolta che ripartano con un quadrupede al seguito.

Sulla costa opposta, in California, il Westin Mission Hills Golf Resort & Spa, tiene in affido temporaneo cani di piccola taglia che gli ospiti possono portare con sé nelle passeggiate. L’obiettivo è sempre lo stesso: confidare che si affezionino al punto da portarli a casa. Oltre ad avere compiuto una buona azione, l’hotel conquista in questo modo la fedeltà dell’ospite che, secondo quanto riferito dalle strutture, torna dopo mesi o dopo qualche anno con l’animale adottato per dimostrare all’albergatore la propria gratitudine.

Il caso della gatta assunta in hotel

A proposito di animali che vivono in hotel, qualcuno ricorderà il caso della gatta Pál Dánielsdóttir, assunta dall’islandese Fosshotel di Hellnar. Ne avevano parlato molti giornali italiani e internazionali, a conferma che queste azioni abbinate a una buona comunicazione possono calamitare l’attenzione di una vasta utenza.
Dotata di badge che la qualifica come “mousekeeper”, la gatta è stata adottata dalla giovane coppia di proprietari “per tenere alla larga i topi”, riuscendoci peraltro in maniera impeccabile.

Non solo pet: oltre a cani e gatti…

Le api, che sono una specie in serio pericolo di estinzione, sono invece al centro delle attenzioni del gruppo Beachcomber Resorts&Hotels. Nel 2019 il Royal Palm Beachcomber Luxury di Mauritius ha avviato il programma “Bee Sustainable”, pronto ad essere esteso a tutte le strutture del brand. Il progetto pilota si basa sulla creazione di cinque alveari in grado di produrre annualmente una media di dodici chili di miele. Inizialmente è stato utilizzato per le colazioni, ma il gruppo alberghiero conta di poterne presto fare un prodotto da commercializzare come souvenir. Il progetto, portato avanti grazie alla consulenza di apicoltori esperti, ha riscosso grande successo tra i clienti. Mediaticamente non soltanto dimostra in modo concreto l’orientamento eco-friendly della catena, ma attira anche l’attenzione sugli ampi giardini che circondano le strutture del gruppo e che costituiscono una caratteristica molto peculiare. Grazie a questo progetto, questi grandi spazi naturali ricolmi di fiori non sono così soltanto belli, ma anche utili all’ambiente. Il che è estremamente in tendenza con le sensibilità del momento.

Sempre in tema di specie in via di estinzione e a tutt’altre latitudini, ricordiamo infine i programmi di protezione in favore delle giraffe del boutique hotel Giraffe Manor, in Kenya, che oltre ad offrire un ampio spazio naturale ai maculati quadrupedi lavora in stretta collaborazione con il Sand Diego Zoo, impegnato nella reintroduzione degli animali in ambiente naturale.
In Costa Rica, i pappagalli sono invece al centro dell’attenzione al Gaia boutique hotel, mentre dal 2016 il Bisate Lodge sostiene in Rwanda il programma di riforestazione a tutela dei gorilla di montagna.

 

I punti da tenere in considerazione

Dai piccolissimi felini ai grandi primati insomma, la fantasia e la generosità degli albergatori non ha limiti. Pochi ma cruciali gli accorgimenti da adottare affinché questo tipo di iniziative abbia successo:

  • Agire in stretta collaborazione con personale esperto nella cura degli animali che si desidera proteggere.
  • Impegno costante e passione autentica per il progetto che si decide di avviare.
  • Capacità narrativa sufficiente a valorizzare l’iniziativa affinché possa crescere e avere un raggio d’azione sempre più ampio.

Ciascuno dei punti in elenco produce un doppio beneficio: favorire la pacifica convivenza dell’uomo con le altre specie animali e dimostrare ai clienti un alto livello di professionalità e serietà in ogni ambito dell’attività aziendale.