Bella stagione, desiderio di vivere il più possibile all’aria aperta, possibilmente sin dalle prime ore della giornata. E allora perché…

Bella stagione, desiderio di vivere il più possibile all’aria aperta, possibilmente sin dalle prime ore della giornata. E allora perché non sfruttare i ritagli di terrazza in alta quota oppure gli scampoli di cortile per servire le colazioni? Spesso sono angoli dell’hotel poco o per nulla frequentati, che invece potrebbero conferire alla struttura un nuovo ‘carattere’, peraltro graditissimo alle nuove generazioni di turisti.

La moda del roof garden – talvolta con angolo adibito ad orto – si sta infatti espandendo un po’ ovunque, e la si deve non solo al desiderio di vita en plein air ciclicamente scatenato dall’innalzamento delle temperature ma anche alle tante possibili soluzioni di allestimento che consentono di recuperare spazi altrimenti inutilizzati.

Non solo hotel design

Mai come in questi tempi di ri-valorizzazione del verde si è visto un tale concentrato di creatività per il massimo e migliore sfruttamento di ogni angolo di spazio pubblico destinato alla convivialità. E mai come ora, gli architetti ci ricordano quanto i ‘tetti verdi’ non siano soltanto belli da vedere e da vivere ma come siano anche d’aiuto per favorire l’isolamento termico e acustico, e per dare una piccola mano a ripulire l’aria, migliorando il microclima e favorendo il risparmio energetico fino al 30 per cento.

Dotarsi di un green roof, insomma, consente all’hotel di comprovare un certo orientamento all’ecosostenibilità, guadagnando peraltro in popolarità presso la clientela sensibile alle politiche green. E con la certezza di impressionare favorevolmente sia quella italiana che quella estera, con un particolare accento su quella nordica.

Contrariamente a quanto si possa immaginare infatti, la tradizione del roof garden non è mediterranea bensì scandinava, e costituisce una soluzione architettonica adottata correntemente da secoli nei paesi dell’estremo nord europeo, soprattutto in Norvegia dove ha radici profondissime.

Detto questo, va ovviamente fatta un’analisi del rapporto costi-benefici.

Sui primi, gli esperti segnalano che uno spazio allestito con piccole piante può costare tra i 100 e i 120 euro a metro quadro. Una spesa in parte compensata dal fatto che, secondo gli architetti, il giardino pensile prolungherebbe la durata del manto impermeabile del tetto, meno esposto alle escursioni termiche e ai raggi UV proprio grazie all’ombreggiamento dato dalle piante.

Tipologie di tetto verde

Le soluzioni adottabili sono varie, ciascuna con caratteristiche proprie.

Il tetto verde estensivo è il più adatto a coprire superfici di grandi dimensioni e richiede in genere una minore manutenzione perché è realizzato con graminacee e piante aromatiche che in molte situazioni climatiche non richiedono neppure uno speciale impianto di irrigazione.

Il tetto verde intensivo è esteticamente più gradevole anche perché può contenere porzioni di prato, piccoli alberi, piante da fiore e arbusti. All’occhio risulta molto simile a un vero e proprio giardino che, proprio per questa ragione, necessita però di irrigazioni e concimazioni frequenti.

Infine ci sono le pareti verdi, che possono contribuire ad allestire spazi naturali non soltanto sui tetti ma anche negli angoli di cortile disponibili soprattutto nelle strutture situate nelle città o comunque in aree condominiali. In questo caso il tipo di vegetazione non viene scelto solo guardando al risultato estetico ma con precisi studi di fattibilità che prendano in considerazione la pendenza delle falde e, pertanto, le possibilità di drenaggio delle acque. E’ quindi indispensabile la consulenza di un giardiniere esperto in materia, che aiuti a non disperdere le risorse e che possa garantire un risultato in grado di soddisfare equamente occhio e portafoglio.

Esempi di Roof Garden di successo

Quando questo accade, il risultato può essere davvero strepitoso. Qualche esempio di successo?

Date un’occhiata all’orto con affaccio sul Duomo dell’Hotel Milano Scala oppure, sempre nel capoluogo lombardo all’elegante rooftop del La Gare Hotel.

Le soluzioni messe in pratica sono comunque tantissime, in Italia come all’estero dove, tra i migliori casi vengono segnalati il londinese Roof Terrace di Holland Park, il berlinese The Rooftop Terrace del Gruppo Forte o un altro rinomato orto urbano in terrazza, allestito questa volta niente meno che sui tetti di New York per le cucine del Crosby Street Hotel.