È molto più di un prodotto alberghiero. E probabilmente è anche molto più di una risposta a uno dei tanti…

È molto più di un prodotto alberghiero. E probabilmente è anche molto più di una risposta a uno dei tanti trend di passaggio. Parliamo di The Student Hotel…

Un nuovo progetto dedicato agli studenti universitari

Gli ideatori ne parlano sul sito istituzionale come di un ‘concept’. E il fatto che la loro idea abbia trovato spazio persino sulle pagine di prestigiose riviste d’Arte, fa intendere che, in effetti, dietro a questo progetto c’è molto più di una trovata promozionale. C’è, infatti, la capacità – tipica della creatività – di immaginare un oggetto noto fuori dal proprio contesto abituale, reimpiegato in modo diverso.

Il brand The Student Hotel punta infatti a una clientela differente dalla norma, almeno durante l’anno accademico universitario. Il target sono gli studenti fuori sede che, per seguire le lezioni, si trasferiscono in alcune tra le più importanti città europee: in Olanda, Spagna, Francia, Austria, Germania.

In Italia, The Student Hotel è per ora a Firenze e a Bologna, ma entro quest’anno dovrebbe aggiungersi una struttura a Roma.

Stando poi a quanto recentemente annunciato, un nuovo hotel si aggiungerà a Torino entro il 2023. La struttura si affaccerebbe in questo caso sulla Dora, fiume cittadino che scorre nei pressi di alcune prestigiose sedi universitarie popolate da giovani di provenienza internazionale. Il bacino degli utenti è dunque ampio e variegato. Così come è ampio il ventaglio di servizi ideato per soddisfarne le esigenze.

L’idea di fondo

Come già avviene in ciascuna delle strutture del Gruppo, non si tratta infatti semplicemente di assegnare al cliente una camera. Si tratta di re-inventare il concetto di hotel, pensandolo per un pubblico giovane, desideroso di connettersi al tessuto urbano, condividendo studi e conoscenze con altri coetanei.

Siamo un co-working e un co-living – spiegano . Facciamo insomma infinite cose in comune”. E pensano di farlo in un numero di città sempre maggiore. “Con nove hotel già operativi, otto in costruzione e quarantuno da inaugurare entro il 2021, The Student Hotel vuole diventare la più grande Complete Connected Community”, dichiarano infatti.

Una novità per tutto il settore

Il prodotto di cui parlano è ovviamente intestato al brand, ma nulla vieta di replicarne la filosofia operativa, aggiungendo anche qualche ulteriore nota creativa. Chi dispone di una struttura indipendente in area universitaria potrebbe quanto meno farci una riflessione. Anche perché, come insegna lo stesso gruppo TSH, l’obiettivo di questa tipologia di struttura “è creare luoghi fluidi, ibridi, dove i confini sono sfumati e quindi inclusivi”. Spazi di incontro dunque non esclusivamente per studenti, ma anche per – elencano testualmente – “viaggiatori, professionisti digitali, nomadi creativi, spiriti imprenditoriali”.

Quello degli studenti universitari è in effetti una nicchia di utenza in continua espansione, tanto da essere entrata a pieno diritto nelle politiche di sviluppo turistico di varie città europee.

La rete European Cities Marketing (ECM) – organizzazione internazionale senza scopo di lucro che da ormai molti anni si occupa di migliorare la competitività e le prestazioni dei maggiori agglomerati urbani del nostro continente – è tornata a sottolinearlo in una conferenza recentemente svoltasi proprio a Torino, città che aderisce al circuito da ormai quasi due decenni e in cui forse non a caso TSH ha deciso di investire.

Un ricco panel di speaker provenienti da tutta Europa ha infatti ricordato in questa occasione agli operatori turistici della capitale subalpina quanto gli studenti universitari siano preziosi per l’intero circuito dei servizi e dell’accoglienza. A loro si deve in molti casi il ritorno alla vita di quartieri in cui da anni l’attività commerciale era andata affievolendosi. Per non parlare di quella legata all’ospitalità, in alcune aree totalmente spenta.

Alimentando la frequentazione di caffetterie, cinema, teatri, musei e gallerie d’arte, i giovani ospiti portano ora nuova linfa all’economia cittadina, rivalutando anche gli spazi di ristorazione e tutto l’indotto del commercio e dei trasporti ‘puliti’, quali metropolitane, tram, monopattini, car e bike sharing. Questi ultimi rientrano infatti non a caso tra i servizi pubblicizzati dal gruppo The Student Hotel per la propria utenza.  “È necessario fare rete con l’Università e in generale con tutto il tessuto territoriale”, ha ricordato Pier Paolo Mariotti, Direttore ECM.

Studenti universitari: un nuovo segmento dell’utenza turistica

Infatti Vienna lo sta ampiamente facendo, come ha testimoniato Norbert Kettner, managing director Vienna Tourist Board, che vanta al proprio attivo una popolazione di ben 200mila studenti-ospiti.

Il segreto sta nel pensare a loro come a un nuovo segmento dell’utenza turistica in grado di migliorare la vita delle città anziché peggiorarla, come purtroppo accade in alcune metropoli d’Europa e d’Italia. Il segreto starebbe nel rovesciare l’usuale paradigma, domandandosi “non cosa può fare la città per i turisti, ma cosa possono fare i turisti per la città. Non dimenticando – ha aggiunto Kettner – che le Università portano nei centri urbani convegni importanti e al contempo sostenibili, anzitutto per il  numero di persone da gestire di norma ragionevolmente contenuto e pertanto facilmente assecondabile dal sistema ricettivo e dalla rete dei trasporti”. 

Ai più scettici, il convegno torinese ha anche ricordato come gli studenti possano trasformarsi in ambasciatori del territorio. Anche a lunga cadenza, una volta conclusi gli studi e tornati a casa, dove potranno attivare un passaparola positivo legato all’esperienza di studio sul territorio.

Tutto ciò a patto che la loro sia stata una parentesi di vita positiva, come ha segnalato Roger Carter, direttore del Comitato di Esperti della World Tourism Cities Federation. Chiudendo il proprio intervento con un motto che ogni albergatore di lunga visione dovrebbe avere scolpito nella propria mission: “Experiences produce memory and memory bring back people”.