Per rispondere ai cambiamenti del mercato in un settore incredibilmente dinamico e imprevedibile, gli albergatori devono adattarsi alle nuove rotte…

Per rispondere ai cambiamenti del mercato in un settore incredibilmente dinamico e imprevedibile, gli albergatori devono adattarsi alle nuove rotte tracciate dai trend, abbandonare le rivalità e mettere in discussione i modelli di business finora adoperati.

Le ragioni del cambiamento dei modelli di business: AirBnb e rivoluzione tecnologica

Uno degli stravolgimenti maggiori degli ultimi anni è riconducibile al colosso AirBnb, che ha rivoluzionato il modo di viaggiare e soggiornare dei turisti di tutto il mondo. Il settore hotel ha dapprima guardato con disappunto una parte della propria domanda deviare verso soluzioni innovative come quelle dell’home-sharing. Pian, piano, prime tra tutti le grandi catene, si è fatta strada l’idea che dalla collaborazione e dall’adattamento del modello di business classico a quello introdotto dai nuovi entranti fosse possibile ricavare una soluzione vantaggiosa per tutti.

Aprirsi all’acerrimo nemico diventa urgente. Soprattutto in considerazione delle proiezioni sull’espansione di AirBnb, che conta ora 2 milioni di annunci, trainando il mercato della sharing economy, che entro il 2025 genererà una cosa come 335 miliardi di dollari.

Non tutti gli operatori dell’economia condivisa, comunque, sono in guerra aperta con l’hotellerie. Si pensi alle catene più importanti, come Hilton, IHG e Starwood che hanno iniziato a siglare partnership con Uber per i propri programmi di fidelizzazione.

Da un lato, molti hotel indipendenti (specialmente i boutique) hanno iniziato a sfruttare a proprio vantaggio la piattaforma per creare un modello di business ibrido, ossia vendendo alcune delle proprie camere tramite AirBnb. A risentirne però sono le OTA, che sopportano tutte le spese dei sodalizi tra attori del mercato. Di fatto, AirBnb si sta qualificando come un’alternativa all’agenzia di viaggio online, in diretta competizione con Booking.com.

Alcune catene stanno addirittura scavalcando il sito web di annunci, creando i propri portali online sullo stesso modello di business di AirBnb. E’ il caso di Marriott, che di recente ha acquistato Hostmaker, una società inglese che gestisce appartamenti di lusso privati a Londra. O ancora di Accor, che già da quasi due anni ha inserito tra i suoi servizi le prestazioni di società come Onefinestay, Oasis Collection e Travel Keys per gli affitti per brevi soggiorni.

Su quali fattori puntare per trasformare gli attuali modelli di business

1) Tecnologia. Il settore hotellerie arranca nella rivoluzione digitale. Crearsi nuove opportunità, raggiungere nuovi mercati è oggi impossibile senza un adeguato armamentario tecnologico. Che si traduca in partnership con operatori IT (il matrimonio Marriott-Alibaba è un esempio calzante). Oppure in applicazione di A.I. e realtà virtuale per ottimizzare la customer experience, non importa. Importa agire in questa direzione.

2) Strategie di co-marketing. Coltivare possibilità di “sponsorizzazioni” e campagne marketing congiunte, condividendo costi e benefici con altri attori del mercato. I modelli di business di oggi devono essere più flessibili per potersi trasformare costantemente e la flessibilità passa dall’apertura all’ambiente esterno.

3) Sta tutto nel brand. Gli hotel di oggi concentrano i propri sforzi sulla costruzione di una brand image e di una brand reputation di alta qualità. E includono, all’interno del proprio brand, servizi differenziati tra loro per incontrare le preferenze dei viaggiatori più diversi.  L’importanza del brand non diminuirà mai nel tempo. Costruire modelli di business che coinvolgano e potenzino i settori di marketing e comunicazione può essere decisivo nelle strategie di lungo periodo.