All’affacciarsi dei primi segnali di rimonta dell’economia, il turismo di lusso torna a spiccare il volo. La novità interessante è…

All’affacciarsi dei primi segnali di rimonta dell’economia, il turismo di lusso torna a spiccare il volo. La novità interessante è che, dopo qualche anno di stallo, i luxury travellers statunitensi hanno finalmente ripreso a guardare verso l’Europa. E verso l’Italia.

Le stime Federalberghi annunciano per l’anno in corso un aumento della clientela straniera oscillante tra il 10 e il 20 per cento nelle strutture ricettive extralusso italiane situate nei territori già noti al segmento. “Un autentico boom – ha commentato il presidente Bernabò Bocca -, che vede in prima linea soprattutto Capri, la Costa Smeralda, le località top della Liguria insieme a Milano, Como e aree limitrofe”.

Secondo un recente studio curato da IPK International, il nostro Paese sarebbe infatti, insieme alla Germania, la meta europea in generale più ambita dal target dei luxury travellers, di cui gli statunitensi – con 9,2 milioni di soggiorni luxury consumati in un anno all’estero – costituiscono il motore.

Nella graduatoria mondiale li seguono i cinesi, che in un anno sono arrivati a totalizzare 6,9 milioni di viaggi di lusso oltre confine, cui si accodano il Giappone (che però ha registrato una flessione del 20%), il Canada e l’Australia. Se ci si limita al panorama europeo, si scopre invece che il bacino di utenza superluxury più dinamico è quello britannico, con un totale di un milione e mezzo di viaggi effettuati in un anno, seguito da quello francese e da quello tedesco.

Quali sono le destinazioni attrezzate a ricevere i luxury travellers?

Ancora una volta, in prima linea ci sono gli Stati Uniti, meta in dodici mesi di ben 6,2 milioni di luxury trips e in vetta così non soltanto alla graduatoria outgoing ma anche a quella incoming.

Giusto per completezza di informazione, agli States fanno seguito su scala mondiale la Cina e il Messico, mentre nel vecchio continente il primato dell’accoglienza va ex aequo a Italia e Germania, entrambe meta di 2,2 milioni di luxury travellers.

Utenti con aspettative altissime e, per giunta, in continua trasformazione, che proprio per questo motivo impongono un identikit aggiornato della rediviva clientela nordamericana.

Come spendono i protagonisti del turismo di lusso

Tanto per cominciare, la bella notizia è che il turista superlusso statunitense avrebbe un margine di spesa triplicato rispetto a qualche anno fa. Addirittura, sembra che i luxury travellers più facoltosi siano ora disposti a spendere fino a 10mila dollari a notte in ville oppure in suite superlusso negli hotel o sulle navi da crociera.

Se poi si guarda nel dettaglio alle voci di spesa più presenti nelle loro vacanze, si scopre il seguente ordine:

infografica luxury travellers

Non va poi dimenticato che ci sono turisti in grado di spendere annualmente fino a 107mila dollari per soggiorni nelle spa oppure fino a 98mila dollari nell’experiential travel, cioè in turismo ad alto contenuto esperienziale ed emozionale.
A tracciare il fil rouge, insomma, sono la cura del corpo e quella dello spirito. Purché, sia ben chiaro, di comprovata qualità.

A quanti intendano proporsi a questo bacino di domanda, gli esperti ricordano infatti che, pur non badando a spese, i luxury travellers non sono disposti a sborsare neppure un dollaro in più del valore effettivo del servizio ricevuto. L’esperienza di viaggio viene apprezzata solo se molto originale, impeccabile in ogni minimo dettaglio e soprattutto se costruita nel massimo rispetto del tempo del cliente. Che è risorsa scarsa, non rimborsabile e non recuperabile. E quindi, proprio per questo, di inestimabile valore.