Il “turismo medicale” o “sanitario” è l’insieme dei viaggi, delle attività e dei pernottamenti, soprattutto in un paese estero, compiuti…

Il “turismo medicale” o “sanitario” è l’insieme dei viaggi, delle attività e dei pernottamenti, soprattutto in un paese estero, compiuti al fine di ricevere determinate cure mediche.

Negli ultimi anni molti Paesi, e il conseguente sistema sanitario, sono stati messi sotto pressione con un aumento dei costi di cure e assicurazioni mediche. I consumatori, di conseguenza, hanno iniziato a cercare soluzioni diverse, sia in termini di costi che di qualità.

Secondo uno studio della Deloitte, sono 11 milioni le persone che ogni anno si spostano per motivi di salute, generando un fatturato che oscilla fra i 100 e i 150 miliardi di dollari. Secondo le stime dell’Osservatorio OCPS-SDA Bocconi, i ricavi generati dal turismo sanitario in Europa hanno raggiunto i 12 miliardi.

Questi turisti si spostano principalmente verso gli Stati Uniti. Seguiti dalla Francia e da Paesi in sviluppo economico come la Turchia, la Thailandia e la Costa Rica. L’America è anche il Paese che vede più turisti spostarsi dal paese per motivi sanitari, seguito da Kuwait e Nigeria.

Con la crescita di questo mercato di nicchia, sempre più governi hanno riconosciuto i benefici che esso può portare all’economia del Paese, tanto che hanno cominciato ad investire in questo settore. In molti Paesi vengono offerti dei pacchetti turistici che comprendono le cure sanitarie di cui ha bisogno il turista in questione a un prezzo ridotto, insieme all’alloggio ed eventualmente ad attività da fare o posti da visitare. Altri Paesi hanno introdotto delle medical visas per facilitare il viaggio ai turisti, altri hanno creato delle campagne marketing mirate.

 

La situazione in Italia

Al momento il mercato del turismo medicale in Italia è molto sottosviluppato rispetto agli altri paesi dell’Unione Europea e del mondo. Sono molti di più gli italiani che si spostano all’estero rispetto agli stranieri che vengono da noi per farsi curare. Sono 200.000 infatti gli italiani che ogni anno varcano i confini alla ricerca di cure, contro i soli 5000 stranieri, prevalentemente provenienti da Paesi Arabi, Russia e Svizzera, che arrivano da noi spendendo mediamente tra i 20.000 e i 70.000 euro.

Cosa ferma gli stranieri dallo scegliere il nostro paese per le cure?

Una delle ragioni è la grande lontananza dagli Stati Uniti: il Paese che genera più turismo sanitario. Non tutti sono disposti ad affrontare il lungo viaggio aereo.

La cosa che più scoraggia però è l’Iva, praticata solo in Italia, che costringe ad aumentare i prezzi rendendoli poco competitivi rispetto agli altri paesi e scoraggiando questo tipo di mercato. Inoltre, non esiste alcuna rete che organizzi il turismo sanitario, ogni regione è costretta ad arrangiarsi.

Nel luglio 2019, attraverso il Ddl delega sul turismo, l’Italia aveva cercato di agganciare maggiormente questo segmento di mercato. Come? Attraverso misure atte a offrire mete di viaggio finalizzate alla cura, alla salute e al benessere e che potenzialmente potessero avvicinare anche i luoghi storici, di cultura e interesse. Nella delega erano previste novità per le guide turistiche e un restyling per il sistema delle stelle relativamente alle strutture ricettive con l’obiettivo di promuovere il turismo accessibile ed esperienziale.

Cosa porta gli italiani a scegliere altri paesi per le cure?

La ragione principale è la ricerca di strutture sanitarie che assicurano qualità a un prezzo accessibile. Il motivo per cui in altri Paesi riescono ad avere prezzi così competitivi è che il sistema sanitario non è soggetto a una pressione fiscale così forte. Questo si traduce in maggior potere di spesa, che può venire usato per l’acquisto di attrezzature e tecnologie di ultima generazione.

 

Il turismo medicale dopo l’emergenza sanitaria

Non dobbiamo sforzarci molto per capire quanto questo mercato sia stato colpito pesantemente dall’emergenza sanitaria. Le prenotazioni dei voli verso gli Stati Uniti sono diminuite del 65%. In Thailandia, il Bumrungrad Hospital, un ospedale che ospita pazienti per la maggior parte stranieri, ha registrato un declino del fatturato del 93% tra aprile e giugno.

Come si stanno muovendo i protagonisti del settore?

Le strutture sanitarie si stanno muovendo per innovare il business secondo le nuove esigenze del mercato. Sono nate piattaforme digitali per connettersi sia con clienti locali che internazionali. In aiuto anche le compagnie aeree che offrono la possibilità di pianificare e organizzare online il proprio viaggio. Infine, alcuni governi e compagnie turistiche offrono pacchetti turistici per visitatori internazionali con diversi sconti, molti di questi comprendono anche la copertura da Covid-19.